Nel 2011 ricorreva il bicentenario della nascita di Franz Liszt, compositore, pianista e direttore d’orchestra, uno dei massimi geni della storia della musica. Nel nostro paese l’attenzione alla ricorrenza e le conseguenti celebrazioni non hanno denotato una particolare fantasia nella scelta degli eventi, infatti, se si esclude una ampia ma pedissequa rassegna del Festival di Bellagio, località sulle rive del Lago di Como, luogo caro a Liszt, dove aveva vissuto per lunghi periodi, le altre proposte sul territorio nazionale sono state abbastanza sotto tono se non addirittura assenti.
A volte le risposte migliori arrivano dal “territorio” ed anche in questo caso la proposta più ardita proviene dall’Assessorato alla cultura del Comune di Cerro Maggiore che ha programmato una serata davvero speciale, intitolata Le passioni di Franz, nata dalla interessante e fattiva collaborazione tra Gottfried Wagner, musicologo, regista e storico della musica, pronipote di Richard Wagner e del quale ci ripromettiamo, in una apposita intervista, di raccontarne la formidabile storia personale, e la Scuola di danza La Fenice diretta da Paola Sozzi. La novità sta nell’aver raccontato aspetti profondi della vita e la visione della stessa da parte del musicista ungherese attraverso l’interazione tra musica, testi e coreografie che ha prodotto un risultato di fascino e bellezza davvero rimarchevole.
Le scelte musicali di Gottfried Wagner e la complessità delle stesse opere Lisztiane, in grado di scatenare nell’ascoltatore un forte impatto psicologico ed emotivo, hanno messo a dura prova l’abilità di Paola Sozzi e del corpo di ballo nel costruire e gestire coreografie che bene rappresentassero tutte le anime di Franz Liszt, quel coacervo di sentimenti contrastanti, quei passaggi dell’anima tra luce ed ombra, la ricerca dell’immortalità della stessa, il tendere all’amore “per sempre”, l’essere tirato per la giacca ora da Faust, ora da Mefistofele, inferno o paradiso? tra tanto incombenti “pressioni” esercitate dalla musica del genio ungherese si sono avvicendati i balletti inframmezzati dagli ottimi testi di spiegazione e raccordo scritti da Maurizio Lozza, che ne ha curato anche la regia.
Il pubblico ha potuto così non solo immaginare i sentimenti ma anche vederli animati dalle coreografie, completando così l’esperienza sensoriale che ha reso meno ostici i passaggi innovativi e conseguentemente più difficili della musica di Liszt; ecco allora si passa dalll’anticamera dell’atonalità della Bagatelle sans bagatelle, al il Mephisto Waltz N° 1, qui in versione orchestrale, ai turbamenti dell’anima dell’Inferno della Dante Sinfonia e via via sino al richiamo dello spirito che ci porta al farsi abate di Liszt descritto dallo spettacolare finale, per intensità e bellezza dei costumi e delle coreografie, sulle note del finale della Sinfonia Faust e del Magnificat da Dante Sinfonia. Bello, ed emozionante davvero.
Con l’auspicio che spettacoli così didascalici e nel contempo esaustivi possano di nuovo animare le serate della provincia, riteniamo di dover sottolineare che questo sia un lavoro che dovrebbe entrare in tante programmazioni.
Coreografia: Paola Sozzi
Regia e sceneggiatura: Maurizio Lozza
Consulenza musicale, artistica e storica: Gottfried Wagner
Interpreti:
Franz: Matteo Lozza
Marie: Karina Acosta
Coscienza: Rebecca Biagiotti
Carolyne: Giulia Repossini
Mefistofele: Anna Gigliarano
Corpo di ballo: La Fenice