Levi Parham

Levi Parham

Fiumicino (RM) / La Lampara


02/04/2017 - di Giovanni Sottosanti
Quando marzo gioca a travestirsi da ottobre e la giornata uggiosa favorisce la trasformazione in uomo-divano, centrifugato dal frullatore serie A, premier, tennis e basket, in una siffatta giornata l`unica ancora di salvezza alla morte neuronale è rappresentata dalla musica.

Piove ed è umido, ma La Lampara ci accoglie con il solito calore umano, un camino scoppiettante che da solo rasserena l`anima, un generoso buffet e sul palco Levi Parham accompagnato da Alex Valle. È alto e magro il giovane cantautore dell`Oklahoma alla sua prima assoluta in Italia, almeno tre dischi alle spalle ed un background musicale che pesca a piene mani dalla miglior tradizione, Woody e Dylan su tutti, ma anche Steve Earle, Van Morrison, Sam Cooke, il suo mentore Jimmy LaFave, fino a Graham Parker e Todd Snider.

La sua ultima fatica discografica si intitola These American Blues (recensione disco) e stasera, oltre alla brillante title track, il buon Levi ci presenta Steal Me e Gonna Be A Long Day, ballate intrise di soul, I`m Behind Ya, dal tiro honky tonk, Waiting Game e Your Blues Eyes Give You Away, dylaniate dal blues, Waiting Game decisamente più rock, altri brani in scaletta provengono da dischi precedenti o sono nuove composizioni.

Lavora di fino Alex Valle, la sua chitarra ricama una tela preziosa e sapiente su cui si adagiano il cantato e l`acustica di Parham, il tutto suona con i tempi e i colori giusti, la voce è a tratti roca e dylaniata , all`occorrenza morbida e vellutata, in tali occasioni ricorda da vicino l`illustre connazionale Jimmy LaFave. È indubbio comunque che su disco Levi Parham suona decisamente più vario e movimentato, riuscendo a rappresentare in pieno le varie influenze del proprio songwriter, questa sera il concerto, con chitarra acustica e dobro, è stato decisamente improntato verso un suono più scarno, figlio legittimo di un folk, di un blues e di un soul intimi e dai colori autunnali, qualche rara incursione in territori honky tonk e ballads.

Un concerto da gustare in silenzio e con lentezza, da suonare seduto in veranda, una sedia che ciondola e il mare davanti a tenere il ritmo, è un concerto da suonare ed ascoltare alla Lampara ...