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Il
mercato vecchio è un piccolo cortile interno chiuso tra l'omonimo palazzo
medioevale e la Torre della Cappella, che sorge sui resti dell'insula
romana. Stasera sotto i portici di pietra si aggira un ragazzone con la
camicia aperta sul dorso e con lo sguardo rivolto al cielo: qualcuno si
aspetta della musica scozzese, la signora dietro di me spera un piacevole
intrattenimento di chitarra, ho l'impressione che pochi tra il pubblico,
composto anche da qualche anziano, conoscano la storia di questo artista.
Per lui deve essere una serata particolare: la sua famiglia stasera è
qui a guardarlo per la prima volta in Italia, e, a guardarlo in faccia,
si direbbe che già sente la musica salirgli dentro, mentre sul palco si
esibisce il giovane cantautore locale Fabio Fiocco.
Sono le 21.30 quando il ragazzone con la pelle colorata dal sole apre
la serata, proprio nel senso che spalanca l'aria calda della sera con
la sua voce alta e aperta.
Il primo brano è allungato da qualche variazione vocale a cui segue "Swingers
and bruisers" sfiorata dalle note suggestive del vibrafono di Roberto
Celi. Brychan cattura subito simpatie con un italiano buffo che rende
più comprensibile la sua forte energia comunicativa. "Night of a 1000
dreams" è un capolavoro di note e suggestioni, sdrammatizzata scherzando
sulle zanzare che assalgono il palco e lo costringono a riempirsi la (ampia)
fronte di Autan. "La toyen" e "Ar gael" fanno emergere l'orgoglioso attaccamento
alla cultura e alla lingua gallese spesso usata per cantare e per giocare
con la ripetizione dei fonemi nel corso delle improvvisazioni. A completare
"l'insalata di musicisti" (Galles, Calabria, Ravenna), sul palco sale
anche il "grande manico" Randy Burns, già chitarrista con Weather Report
e con Joe Zawinul. Gli assoli e i suoni della sua chitarra si attorcigliano
sulle canzoni allungate secondo l'umore contagioso di Brychan: "Catchee
a sola" è introdotta da una lunga jam su giri di flamenco fino a calare
nel brano che travolge anche la gente sulle scalinate con continui stop
and go.
Brychan si gode ogni battito della musica e ne lascia scaturire la pura
forza naturale. "Little bitter", "Piece of mind" e "Anifail" spaziano
per l'antico cortile, si infilano tra le mura con sensazioni oniriche
che mescolano world music, jazz, rock e folk. Dopo una serie di accordi
dai sapori orientali guidata dalle percussioni di Mimmo Mellace e dal
basso di Gabriele Tommasini, Brychan accenna addirittura a "The end" dei
Doors prima di lanciarsi in "The push", lungo brano quasi del tutto strumentale.
Un tassello dopo l'altro si arriva a "Bad pink vibe": Brychan ne esegue
la prima strofa in solitudine con la chitarra acustica, poi la band aumenta
il travolgente riff che ha un andamento degno dei più grandi pezzi rock.
Tutto il cortile, a occhio circa 800 persone, chiede il bis e Brychan
torna sul palco a dorso nudo per un'intensa versione di "Wade". Alla fine
qualche goccia di sudore mi scende per la schiena: sarà il caldo o forse
i brividi portati dalla musica.
E infatti qualcosa mi chiama sotto il palco a chiedere l'autografo e a
chiacchierare con quel ragazzone.
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TRACK
LIST
TRACK LIST 1. CANZONE NEDITA
2. SWINGERS AND BRUISERS
3. NIGHT OF A 1000 DREAMS
4. LA TOYEN
5. AR GAEL
6. CATCHEE A SOLA
7. LITTLE BITTER
8. PIECE OF MIND
9. ANIFAIL
10. THE END / THE PUSH
11. CANZONE INEDITA
12. LITTLE MIXED UP
13. BAD PINK VIBE
14. WADE
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