Massimo Priviero

Massimo Priviero

Aspettando il nuovo disco, Massimo Priviero ci offre qualche gustosa anteprima.


27/09/2016 - di Marcello Matranga
Abbiamo incontrato Massimo Priviero per chiedergli qualche notizia sul prossimo album in lavorazione. Massimo ha mantenuto un certo riserbo, ma ha lasciato filtrare qualche informazione interessante. Inevitabile poi, visto il personaggio, parlare anche di altro. Ecco cosa è venuto fuori.
Sei stato in tour per molti mesi a supporto del tu ultimo disco live registrato all`Alcatraz di Milano. Quali sono i momenti più belli di questo tour finito da poco?

Guarda, ci sono stati tanti bei momenti come puoi immaginare. In generale ti direi che l’amore della mia gente è impagabile. C’è molto più di una sintonia musicale, se vuoi chiamarla così. A volte avverti che è ancora di più un modo simile di stare al mondo a prescindere da quel che ognuno fa nella sua vita. E questa cosa se la guardi bene ha un valore grandissimo, che carica di valore il rapporto che hai con chi hai davanti. E nessun momento può essere più bello di quello in cui ti guardi veramente negli occhi.

Sono iniziati i rumours sul tuoi nuovo disco che sarebbe in preparazione. C`è qualche notizia che puoi darci su questo progetto, canzoni, musicisti coinvolti etc?

E’ da qualche anno che ho in testa un album che genericamente chiameremo acustico. Dunque essenziale, scarno, centrato in gran parte sulla poetica che ci metti dentro e sulle storia che vuoi raccontare. Ora questo momento è arrivato. In qualche modo un album che mi riporterà alle origini del mio viaggio che dura ormai da più di venticinque anni. Vorrei ritrovare il menestrello che ero a venti e rotti anni, anche quello che sognava, scriveva le sue prime canzoni e girava l’Europa a volte suonando per strada. Non c’è nessuna ricerca del tempo perduto, credimi, ma molto più la necessità di essere essenziale ancor più in un tempo che abbonda di superfluo in tanti suoi aspetti. In più, sarà un album con un concept ben preciso e che gira intorno al nostro paese. In qualche maniera sarà anche un atto d’amore verso il pezzo d’Italia che sento più vicino, per storia, esperienze, scelte di vita. Certo che ci saranno ospiti, musicisti coinvolti che si aggiungeranno al nucleo storico di quelli che mi son vicini da anni. Ma questo è un puzzle che si va’ componendo giorno per giorno. L’album è scritto e stiamo entrando in studio in questi giorni, dunque nel prossimo paio di mesi prenderà forma e un po’ più in là potrò essere più puntuale nel darti i dettagli che desideri entrando più in specifico su ogni aspetto del lavoro.

Prima di un nuovo album dovrebbe uscire, finalmente, anche Rock and Poems Vol. 2, al momento edita solo come in digitale....

Già! Volevamo farlo solo in digitale in realtà! In fondo erano i cut del volume uno. Solo che abbiamo avuto un sacco di richieste per il fisico e dunque stiamo andando in stampa. Sarà presto a disposizione intanto per chi lo richiederà, e son tanti, successivamente decideremo anche se procedere per una distribuzione più tradizionale anche nei punti vendita, per capirci. Comunque sì, andiamo verso il fisico anche per questo volume. E’ sorprendente quanto esista ancora tanta gente che ami avere in mano l’oggetto, magari per farne usi diversi, scaricarselo, tenerselo in macchina, boh. Resta che questa cosa mi fa molto piacere! Non sono per niente un fanatico del “liquido”.

A questo proposito ti chiedo che rapporto hai con i formati digitali (dischi, libri...) ?

Buoni ma nel limite di quel che ritengo giusto. Probabilmente non so’ muovermi benissimo, ma resta che ho bisogno della carta di un libro e di un album fisico in mano. Solo che devono essere speciali, ti direi che devono essere degli acquisti molto mirati, quasi totemici. Voglio dire che mi sta bene il digitale solo in parte. Ci sono alcune cose che invece ho anche bisogno di vedere sopra ad una mensola o su uno scaffale. Chissà, magari è anche una forma di autoassicurazione. Non credo ci sia nostalgia, vorrei essere padrone di avere nel modo che preferisco degli oggetti che considero importanti nella mia esistenza. Vuol dire forse non essere al passo coi tempi? Non credo proprio!

Ho visto sul tuoi sito, sempre piuttosto "vivo", che hai lanciato una sorta di sondaggio sull`auspicabile location del grande evento a supporto dell`uscita del nuovo album. Al che si deduce tu tenga in dovuta considerazione i desiderata dei tuoi fans.....

E’ una strana questione. Ovvio che tengo in considerazione anche quel che mi dicono. Abbiamo fatto questa specie di sondaggio soprattutto per capire quanto piacerebbe la dimensione teatrale che magari sarebbe più naturale per l’album nuovo. Ho suonato in molti teatri, pure importanti e anche con l’ultimo tour, ma a volte con l’impressione che una parte di gente si sentisse un po’ “ingabbiata”. E in fondo io stesso amo la vicinanza anche fisica di chi mi è davanti. Ti dirò che comunque l’idea per il prossimo live è quella di fare una prima parte più acustica e in linea col nuovo album e la seconda invece molto corposa e molto in linea col mio rock d’autore. Molto, molto tosta. Dunque anche sulla location stiamo andando verso una soluzione dove queste anime potranno star bene insieme. Anche tenendo conto dei desideri di chi mi è vicino, naturalmente.

A Milano siamo entrati insieme al primo concerto di Springsteen. Cosa pensi dei concerti di Bruce?

Ti dirò, l’ultimo è stato speciale anche per il tempo passato con Steven Van Zandt che non vedevo da alcuni anni e che come sai è stato tanti anni fa anche il produttore del mio secondo album. A parte questa cosa personale, un concerto di Springsteen è sempre un miracolo di intensità, di forza esistenziale, di amore vero e di generosità. Che dirti più di quanto non sia già stato detto e scritto! Un regalo splendido e un modo di darsi alla gente fino all’ultima energia che hai nel fisico e nel cuore. Niente più e niente meno di una meraviglia. Come sempre.

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