Vinegar Socks

Intervista Vinegar Socks

Lupi e Americani a Roma

27/05/2010  |  di Alessandro Passarelli-Pula

Nel 2009 hanno pubblicato il loro omonimo album d´esordio, ´Vinegar Socks´, uno dei lavori nostrani più interessanti usciti l´anno scorso. Abbiamo scambiato un paio di battute con il cantante e dobroista Jordan De Maio, storia di un americano a Roma che dà vita (insieme al violinista Paolo Petrocelli) ad un gruppo di folk globale che diventa famosissimo in Portogallo. Chiaro no?

Mescalina: sarei curioso di scoprire le ragioni di un nome così bizzarro, ´Vinegar Socks´.

*Jordan: è un rimedio popolare contro la febbre. Indossare calzini bagnati di aceto sembra faccia abbassare la temperatura corporea!

*Mescalina: siete reduci da un lungo tour in Portogallo, com´è andato e come ci spiegate questo grande riscontro nel paese del fado? C´entrano per caso gli A Jigsaw?

*Jordan: è stata un’esperienza molto significativa. Da quando si è affermato il file sharing, le major hanno deciso di abbandonare il mercato musicale portoghese. Questo vuol dire che le agenzie indie hanno carta bianca per creare situazioni alternative.
In Portogallo c’è un grande fermento musicale, un pubblico curioso e attento, e soprattutto degli ottimi vini e delle bellissime città medioevali che evocano melanconia. E’ anche il paese di Pessoa, Madre Deus e di una tradizione artistica e culturale secolare.
Sì, c’entrano gli A Jigsaw, i nostri cari amici. Loro fanno parte di questa grande scena indie portoghese, anzi direi che sono tra i più importanti sia a livello artistico che organizzativo. La loro etichetta/agenzia di booking ´Rewind´ è gestita da un ragazzo molto in gamba che ha deciso di portarci in Portogallo, avviando così una collaborazione che, speriamo, potrebbe legare noi ed eventualmente l’Italia con una infrastruttura indie internazionale. Direi che questo sia il momento giusto per avviare questo progetto.

*Mescalina: come li avete conosciuti e cosa condividete con loro, oltre alla musica ovviamente?

*Jordan: abbiamo conosciuto la band nella maniera più banale, myspace (evidentemente è ancora utile per certe cose). Oltre ad una forte intesa musicale, condividiamo con loro anche una passione per la buona cucina (la madre del cantante è un grande chef), per liquori e vini, per l’arte, letteratura ma soprattutto condividiamo la convinzione che in Europa possiamo costruire un’alternativa alle attuali, pericolose dominanti forze mediatiche ´mainstream´. Vorremmo cioè organizzare al meglio alcune delle risorse ed energie che esistono già in ogni paese del sud Europa con lo scopo di dar vita ad una infrastruttura funzionale indipendente che possa canalizzare, a livello internazionale, creatività e visioni artistiche alternative.

*Mescalina: nel booklet del vostro primo ed omonimo album si evince che il cuore della band siete tu e Paolo, ho notato però un cambio nella vostra line up. Quando vi ho visto dal vivo a Recanati al contrabbasso era già subentrato Matteo Locasciulli. Che novità ha portato a livello musicale?

*Jordan: Matteo è un grande contrabbassista che ha capito da subito la musica che volevamo fare. Si è inserito in maniera molto fluida nel gruppo. Adesso che stiamo iniziando il lavoro sul secondo disco vediamo un ruolo molto attivo per lui, forse anche a livello di produzione e come ingegnere del suono.

*Mescalina: chi è la ´penna´ fra di voi e come si sviluppa il processo creativo?

*Jordan: mi occupo io della scrittura dei testi. Lo sforzo creativo però si svolge in modo collettivo. Lavoriamo insieme sugli arrangiamenti e ognuno porta il suo contributo. Anche se in genere sono io a portare il seme dell’idea, come sviluppare quell´idea è un processo abbastanza democratico. E’ importante che ognuno senta che il pezzo gli appartenga, in qualche maniera, e che non stiamo solamente a suonare un brano scritto da un estraneo.

*Mescalina: quali sono le vostre influenze musicali?

*Jordan: non lo sappiamo. Spesso quando entro in macchina di Paolo ascoltiamo la musica classica. A casa ascolto la radio online di Shirley and Spinoza, o la musica tradizionale persiana. A Matteo piace molto la musique concrète e musica largamente esoterica. Una volta mi ha confessato che sono 15 anni che non ascolta la musica tonale perché vuole ´purificare la mente da qualsiasi imperfezione musicale occidentale´. Mi voleva convincere che l’intervallo di quinta nella musica occidentale è ´imperfetto´, un fatto che ha trovato sempre ´insopportabile´!

*Mescalina: il vostro sound mi ricorda quello di alcune band di frontiera, come i Devotchka, Beirut, Calexico, artisti che amano la commistione tra generi diversi. E’ solo un mio modo di sentire o c’è un fondo di oggettività in questo accostamento?

*Jordan: direi che più o meno ci siamo. Ovviamente sono nomi formidabili. Anche se aspiriamo a una visione unica e nostra, è impossibile non ricordare il lavoro importante fatto da altri grandi artisti.

*Mescalina: mi raccontate com’è nata la partecipazione alla colonna sonora del film ´Dieci Inverni´, di Valerio Mieli?

*Jordan: la produttrice del film ci ha sentito ad un nostro concerto in occasione del Roma Independent Film Festival. Il nostro cd è arrivato a Valerio, a cui è piaciuta molto la nostra musica. Abbiamo visto alcune scene del film che sembrava esibire una poesia adatta alla nostra musica e abbiamo detto di sì.

*Mescalina: avete scritto appositamente i brani per il film?

*Jordan: in realtà molte idee c’erano già. Durante la registrazione abbiamo però tenuto conto del fatto che alcuni brani sarebbero serviti anche da colonna sonora al film.

*Mescalina: come varia la composizione di una canzone partendo da delle immagini, da una storia o dei personaggi, quelli del film, che già hanno preso vita con un´altra forma espressiva?

*Jordan: io parto quasi sempre da un’immagine, una storia, un personaggio quando compongo, come frutto di un’interazione tra la realtà e l’immaginazione. Perciò scrivere pezzi pensando a un film è stato abbastanza naturale.

*Mescalina: a mio parere ´Vinegar Socks´ è un esordio eccellente! Maturo e di caratura internazionale.
State già lavorando al suo successore? Potete anticiparmi qualcosa, magari delle novità che ci dobbiamo aspettare?

*Jordan: stiamo già lavorando al secondo album, che speriamo sia pronto per l’inizio del 2011.

*Mescalina: se non sbaglio il disco è frutto di registrazioni casalinghe, avete più mezzi a disposizione per il nuovo album?

*Jordan: stiamo valutando la possibilità di collaborare con alcuni produttori e case discografiche.

*Mescalina: come ci si sente ad essere tra le attrazioni musicali che vengono consigliate dalla guida di Roma della collana Lonely Planet?
Ora, qualche turista musicofilo, dopo una giornata passata tra i monumenti della capitale, cercherà questo quartetto indie-folk ´locale´. Probabilmente il miglior modo per chiudere una splendida giornata!

*Jordan: è strano, ma è una bella sensazione. Ci fa molto piacere essere definiti come un gruppo ´romano.´ Noi crediamo in Roma e nell’Italia, e anche se siamo un gruppo italo-americano, ed io canto in inglese, vogliamo essere sempre considerati come una band che viene da Roma. Non c’è posto al mondo come Roma, così ricca di storia, di arte, di tradizione. Sarò sempre incantato da questa città e sarà sempre una grande inspirazione anche per la musica che facciamo.

*Mescalina: vi ringrazio a nome di tutta Mescalina per aver risposto alle nostre domande.

*Jordan: e grazie a te Mescalina. In bocca al lupo per tutto.

Vinegar Socks


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