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Mescalina: Immagino che in questo disco,
ancora più che in altri, i brani abbiano un'ispirazione molto personale:
ci puoi dire come sono nati e come li hai sviluppati?
Rita Marcotulli: Quando si compone ci sono tanti fattori che aiutano:
lo sviluppare un'idea ritmica accompagnata da una suggestione visiva come
per esempio in "Waves and Wind". Lì pensavo ad una combinazione di ritmi
diversi come il finale 7+ 6 + 4 ... 7+6+3, però nello stesso momento pensavo
al movimento delle onde che quando arrivano sulla riva poi tornano nel
mare e poi ritornano sulla spiaggia, indietro ... più avanti ecc. In altri
pezzi c'è la ricerca del suono che mi interessa come in "Koinè" o con
le pietre di Pinuccio ...
Mescalina:
E che tipo di pianoforte hai usato?
Rita Marcotulli: Il pianoforte è uno Yamaha C7, accuratamente
accordato e preparato dai miei due accordatori favoriti, Taravazzi della
Yamaha e Thomas Dillot. E poi chiaramente la posizione dei microfoni ed
il tipo di microfoni che ha utilizzato mio marito Pasquale Minieri, anche
lui maniaco del suono ...
Mescalina:
Alcuni passaggi hanno un suono molto minimale, altri invece quasi ottocentesco
…
Rita Marcotulli: Ma non so, sicuramente il fatto che mi piacciano
tanti tipi di musica influenza il mio modo di scrivere. Poi è un periodo
che amo togliere, non mi interessa dimostrare ... mi interessa più di
trasmettere un colore, una sensazione che tocchi lo spirito, più che la
dimostrazione della bravura fine a sè stessa. Il fatto che ti ricordi
l'800 è forse perchè sembra musica classica, ma direi forse 800/900: impressionismo
più che romanticismo ...
Mescalina: Sì, certamente. In ogni caso ti costruisci un suono
particolare e personale, come fai anche in "Conversation with the moon"
dove suoni le pietre sonore di Sciola: come sei arrivata a questo "strumento"?
Rita Marcotulli: Pinuccio mi è stato introdotto da una cara amica
musicista classica, Silvia Alunni, per fare un progetto che stiamo portando
in giro per il mondo: è stato un incontro veramente stimolante sia dal
punto di vista artistico che umano, mi ha ulteriormente stimolato a comporre.
Il progetto che è stato presentato in prima assoluta all'anfiteatro di
Terni è stato molto apprezzato, anche perchè con Andy Sheppard al sax,
Paolo Fresu alla tromba, Marilyn Mazur e Benita Hostrop alle percussioni,
Silvia Alunni al piano (2 pianoforti) e Roberto Masotti alle immagini
video più ovviamente le sculture sonore di Pinuccio Sciola non poteva
non essere un successo.
Mescalina:
L'effetto delle pietre sul disco è davvero molto lunare …
Rita Marcotulli: L'effetto delle pietre sia a vederle che a suonarle
è sicuramente lunare e si sono prestate benissimo per il piano solo ...
Mescalina: Volevo poi chiederti come mai hai scelto un disco solista
proprio in questo momento? Era il momento giusto dopo tante collaborazioni
e dopo un disco "pieno" come "Koinè"?
Rita Marcotulli: L'idea del piano solo nasce dal produttore dei
miei cd, il direttore dell'etichetta francese Le Chant Du Monde / Harmonia
Mundi, che dopo "Koinè" ha detto: "È ora di un piano solo ". Mi è piaciuta
l'idea: detto, fatto ...
Mescalina: E che ne pensi invece del periodo che sta vivendo il
pianoforte in Italia? Pur nella loro diversità, pianisti come Bollani,
Einaudi, Allevi stanno riscuotendo parecchi consensi…
Rita Marcotulli: Il pianoforte è uno strumento completo, quindi
è per questo che forse il piano solo è più abituale di un sax solo o di
un contrabasso. Allevi personalmente non lo ho mai ascoltato. Stefano
è un amico ed un grande artista con tanti mondi diversi: comico, pianista
eccellente, show man. Einaudi ha il suo mondo che tocca!
Mescalina:
Questa maggior visibilità secondo te deriva anche dal fatto che i pianisti
"classici" si vanno sempre più aprendo alla musica leggera, rock e pop?
Rita Marcotulli: Il mondo del pop e rock? Non saprei … sai, forse
la semplicità è diretta ad un pubblico maggiore, perchè abbraccia un pubblico
più vasto, anche di gente meno competente, che ha però il diritto di scegliere
ciò che gli arriva prima ...
Mescalina:
Potrebbe essere anche una buona occasione anche per riscoprire la grande
tradizione al piano sia nel jazz che nella musica classica?
Rita Marcotulli: Certo, non ci dimentichiamo anche di Danilo Rea
o Enrico Pieranunzi, Antonello Salis, Dado Moroni per citarne solo alcuni.
In Italia ci sono pianisti meravigliosi, jazz e non solo ...
Mescalina:
Ora ti concentrerai per proporre questo nuovo disco dal vivo o hai anche
altri progetti?
Rita Marcotulli: Ho un sacco di progetti, si porterò il piano
solo in giro per l'Europa. Dovrò fare un omaggio a Wim Wenders il 17 luglio
a Bologna con immagini dei film ... Scrivere la musica per un film documentario
per la Rai dedicato a quel meraviglioso pensatore giornalista di Tiziano
Terzani. Poi andrò in Canada con Stefano Cantini con l'Amico del Vento
il 4e 5 di luglio ecc... Quindi suonerò in duo con Andy Sheppard: concerti
al Festival di Berchidda (di Paolo Fresu) e Roccella Jonica più il cd
che uscirà a settembre sempre per Le Chant du Monde/ Harmonia Mundi. E
poi una performance con Daniele Formica dedicata a Calvino.
Insomma non mi annoio e non mi fermo, ma mi sento un po' una trottola.
Aspetterò settembre per riposarmi un po': espirare, inspirare, respirare,
ha!!! Godiamoci anche la vita: altrimenti che gli racconto alla musica?
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