Rita Marcotulli

Intervista Rita Marcotulli

Il piano e la luna

26/06/2006  |  di Christian Verzeletti



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  Il piano e la luna
      Intervista a Rita Marcotulli

Abbiamo intervistato Rita Marcotulli, una delle pianiste più "vere" del panorama italiano. Il suo ultimo lavoro, "The light side of the moon", è un disco di solo piano che segue una strada illuminata da una luce intima e nitida.


Mescalina: Rita, rispetto al tuo precedente disco, "Koinè", questo album è più introspettivo e solitario, ma, semi consenti, anche altrettanto ambizioso …
Rita Marcotulli: Ma sicuramente il parlare solo con sè stessi risulta più solitario e introverso ... ambizioso!? Mi piace scoprire cose nuove, sperimentare e soprattutto fare ciò che sento e che mi piace.

Mescalina: Mentre in "Koinè" spaziavi con un linguaggio sonoro che si apriva a vari luoghi, qua si segue "solo" la direzione del tuo pianoforte e del tuo sguardo, eppure il risultato è altrettanto aperto e inafferabile …
Rita Marcotulli: Aperto è per lo stesso motivo di "Koinè", mi piace spaziare in mondi diversi, anche se questo cd forse rappresenta più il mio stato di vita del momento: riflessivo. Vivendo in campagna si ha più tempo per pensare: la tranquillità, il silenzio hanno sicuramente un'influenza sull'umore e di riflesso sull'esprimere quelle sensazioni in musica ...

Mescalina: Per questo hai scelto di intitolare il disco alla luna? Il titolo poi sembra una risposta ai Pink Floyd, ma immagino che più che altro sia un modo per descrivere il tuo umore al piano, no? Anche se in scaletta un pezzo dei Pink Floyd c'è davvero …
Rita Marcotulli: Il titolo della luna in realtà è venuto un pò per gioco ... rappresenta la natura, l'intimità, la sera, un' energia diversa ... ma "The Light Side of the Moon" viene in realtà dai Pink Floyd. Come hai notato c'è "Us and Them". Quando missavo il cd, Anna Maria Piccoli (ufficio stampa e amica) sentendo "Us and Them" e il resto ha esordito dicendo: "Ma questo è un light side of the moon". Ho subito pensato: un titolo perfetto!!

Mescalina: Suoni anche un pezzo di Anders Jormin "Love song", che è una delle cose migliori del disco …
Rita Marcotulli: Il pezzo di Anders l'ho scelto intanto perchè collaboro con lui da 18-20 anni? È una vita ... Sono cresciuta con Anders e il resto degli scandinavi con cui collaboro. Il suo brano si sposava molto bene con i miei. Mi fa piacere che ti sia piaciuto in modo particolare ed è anche piacevole vedere come i gusti delle persone siano così vari: ognuno dice di un pezzo che è il migliore del disco ... colori, sapori, umori diversi ... koinè ...





Mescalina:
Immagino che in questo disco, ancora più che in altri, i brani abbiano un'ispirazione molto personale: ci puoi dire come sono nati e come li hai sviluppati?
Rita Marcotulli: Quando si compone ci sono tanti fattori che aiutano: lo sviluppare un'idea ritmica accompagnata da una suggestione visiva come per esempio in "Waves and Wind". Lì pensavo ad una combinazione di ritmi diversi come il finale 7+ 6 + 4 ... 7+6+3, però nello stesso momento pensavo al movimento delle onde che quando arrivano sulla riva poi tornano nel mare e poi ritornano sulla spiaggia, indietro ... più avanti ecc. In altri pezzi c'è la ricerca del suono che mi interessa come in "Koinè" o con le pietre di Pinuccio ...

Mescalina: E che tipo di pianoforte hai usato?
Rita Marcotulli: Il pianoforte è uno Yamaha C7, accuratamente accordato e preparato dai miei due accordatori favoriti, Taravazzi della Yamaha e Thomas Dillot. E poi chiaramente la posizione dei microfoni ed il tipo di microfoni che ha utilizzato mio marito Pasquale Minieri, anche lui maniaco del suono ...

Mescalina: Alcuni passaggi hanno un suono molto minimale, altri invece quasi ottocentesco …
Rita Marcotulli: Ma non so, sicuramente il fatto che mi piacciano tanti tipi di musica influenza il mio modo di scrivere. Poi è un periodo che amo togliere, non mi interessa dimostrare ... mi interessa più di trasmettere un colore, una sensazione che tocchi lo spirito, più che la dimostrazione della bravura fine a sè stessa. Il fatto che ti ricordi l'800 è forse perchè sembra musica classica, ma direi forse 800/900: impressionismo più che romanticismo ...

Mescalina: Sì, certamente. In ogni caso ti costruisci un suono particolare e personale, come fai anche in "Conversation with the moon" dove suoni le pietre sonore di Sciola: come sei arrivata a questo "strumento"?

Rita Marcotulli: Pinuccio mi è stato introdotto da una cara amica musicista classica, Silvia Alunni, per fare un progetto che stiamo portando in giro per il mondo: è stato un incontro veramente stimolante sia dal punto di vista artistico che umano, mi ha ulteriormente stimolato a comporre. Il progetto che è stato presentato in prima assoluta all'anfiteatro di Terni è stato molto apprezzato, anche perchè con Andy Sheppard al sax, Paolo Fresu alla tromba, Marilyn Mazur e Benita Hostrop alle percussioni, Silvia Alunni al piano (2 pianoforti) e Roberto Masotti alle immagini video più ovviamente le sculture sonore di Pinuccio Sciola non poteva non essere un successo.

Mescalina: L'effetto delle pietre sul disco è davvero molto lunare …
Rita Marcotulli: L'effetto delle pietre sia a vederle che a suonarle è sicuramente lunare e si sono prestate benissimo per il piano solo ...

Mescalina: Volevo poi chiederti come mai hai scelto un disco solista proprio in questo momento? Era il momento giusto dopo tante collaborazioni e dopo un disco "pieno" come "Koinè"?

Rita Marcotulli: L'idea del piano solo nasce dal produttore dei miei cd, il direttore dell'etichetta francese Le Chant Du Monde / Harmonia Mundi, che dopo "Koinè" ha detto: "È ora di un piano solo ". Mi è piaciuta l'idea: detto, fatto ...

Mescalina: E che ne pensi invece del periodo che sta vivendo il pianoforte in Italia? Pur nella loro diversità, pianisti come Bollani, Einaudi, Allevi stanno riscuotendo parecchi consensi…

Rita Marcotulli: Il pianoforte è uno strumento completo, quindi è per questo che forse il piano solo è più abituale di un sax solo o di un contrabasso. Allevi personalmente non lo ho mai ascoltato. Stefano è un amico ed un grande artista con tanti mondi diversi: comico, pianista eccellente, show man. Einaudi ha il suo mondo che tocca!

Mescalina: Questa maggior visibilità secondo te deriva anche dal fatto che i pianisti "classici" si vanno sempre più aprendo alla musica leggera, rock e pop?
Rita Marcotulli: Il mondo del pop e rock? Non saprei … sai, forse la semplicità è diretta ad un pubblico maggiore, perchè abbraccia un pubblico più vasto, anche di gente meno competente, che ha però il diritto di scegliere ciò che gli arriva prima ...

Mescalina: Potrebbe essere anche una buona occasione anche per riscoprire la grande tradizione al piano sia nel jazz che nella musica classica?
Rita Marcotulli: Certo, non ci dimentichiamo anche di Danilo Rea o Enrico Pieranunzi, Antonello Salis, Dado Moroni per citarne solo alcuni. In Italia ci sono pianisti meravigliosi, jazz e non solo ...

Mescalina: Ora ti concentrerai per proporre questo nuovo disco dal vivo o hai anche altri progetti?
Rita Marcotulli: Ho un sacco di progetti, si porterò il piano solo in giro per l'Europa. Dovrò fare un omaggio a Wim Wenders il 17 luglio a Bologna con immagini dei film ... Scrivere la musica per un film documentario per la Rai dedicato a quel meraviglioso pensatore giornalista di Tiziano Terzani. Poi andrò in Canada con Stefano Cantini con l'Amico del Vento il 4e 5 di luglio ecc... Quindi suonerò in duo con Andy Sheppard: concerti al Festival di Berchidda (di Paolo Fresu) e Roccella Jonica più il cd che uscirà a settembre sempre per Le Chant du Monde/ Harmonia Mundi. E poi una performance con Daniele Formica dedicata a Calvino.
Insomma non mi annoio e non mi fermo, ma mi sento un po' una trottola. Aspetterò settembre per riposarmi un po': espirare, inspirare, respirare, ha!!! Godiamoci anche la vita: altrimenti che gli racconto alla musica?

Rita Marcotulli



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