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Intervista Steve Mayone -
Steve Mayone

Steve Mayone


25/10/2004 - di Christian Verzeletti - Luca Meneghel
Steve Mayone è un cantautore americano sconosciuto ai più: vent’anni di canzoni e collaborazioni per giungere al primo disco solista, “Bedroom Rockstar”. Mescalina lo ha recensito e la bravura di questo ragazzo ci ha colpito al punto di volerlo intervistare. Queste sono le parole di un “ragazzo” che si è aperto senza riserve e ci ha parlato di tutto, della musica americana, delle sue città, delle sue canzoni, della sua vita e dei suoi sogni … insomma è una vera “bedroom rockstar”!

  

    Interviste:

                   Steve Mayone

Steve Mayone è un cantautore americano sconosciuto ai più: vent'anni di canzoni e collaborazioni per giungere al primo disco solista, "Bedroom Rockstar". Mescalina lo ha recensito e la bravura di questo ragazzo ci ha colpito al punto di volerlo intervistare.
Queste sono le parole di un "ragazzo" che si è aperto senza riserve e ci ha parlato di tutto,
della musica americana, delle sue città, delle sue canzoni, della sua vita e
dei suoi sogni… insomma è una vera "bedroom rockstar"!


Mescalina: Ho letto che hai cominciato a suonare la chitarra e a scrivere canzoni quando avevi tredici anni, quindi credo non si possa separare la tua vita dalla tua musica. Cosa puoi dirci delle tue prime canzoni, scritte quando eri solo un ragazzo?
Steve Mayone: Una delle mie prime canzoni si chiamava "Dream on dreamer", l'ho scritta nel 1977 solo con tre accordi e una melodia semplice, contagiosa. In quel periodo ero davvero fissato come un bambino nel tentativo di trovare la melodia giusta, capace di catturare subito, come nelle canzoni dei Beatles, dei Beach Boys e dei Kinks, e da allora non ho fatto altro che cercare di perfezionare quella forma d'arte. Oggi sto ancora scrivendo canzoni su tre accordi… come vedi, il cerchio si chiude.

Mescalina: Cosa mi dici della scena musicale di Scarsdale?
Steve Mayone: Scarsadale dal 1978 al 1985 era in continuo fermento. La città aveva già prodotto artisti molto importanti come John Levantal (Shawn Colvin), Marc Shulman (Suzanne Vega), Chris Brokaw (Come, Consonant, Tortuous), Billy Cross (Denmark rockstar) come pure musicisti "impropri" come Linda McCartney e Yoko Ono. Era una buona città in cui crescere almeno per quanto riguarda la musica, perché moltissimi ragazzi volevano imparare a suonare, a scrivere, per imitare i propri eroi. Era un periodo veramente vivace dal punto di vista artistico.

Mescalina: So che anche Minneapolis e Boston sono state importanti nella tua vita …
Steve Mayone: Ho vissuto a Minneapolis dal 1991 al 1995. Ho lavorato col mio amico Michael Koppelman, che in quel periodo faceva il fonico a Prince. Ci incontrammo al Berklee qui a Boston sei anni prima, ma a Minneapolis abbiamo potuto fondare la nostra band che avevamo in mente da tempo, i Raintribe. Anche Minneapolis era una buona scena, davvero creativa e piena di vita. Nei quattro anni in cui ho vissuto lì, ho scritto moltissimo e mi sono migliorato non di poco.

Mescalina: Hai suonato in molti gruppi: i Come, i Consonant, i Raintribe che mi hai appena citato, gli Hummer, i Benders, gli Sticky … c'è stata un'evoluzione nel tuo sound?
Steve Mayone: In realtà i Come e i Consonant sono i gruppi di Chris Brokaw … Raintribe, Hummer e Sticky erano rock bands, e i Benders sono un gruppo bluegrass (senza batteria). Man mano ho scoperto nuovi stili musicali, mi sono sempre divertito ad esplorarli … I Raintribe sono stati influenzati dall'hard rock degli anni novanta (Nirvana, Soundgarden, Liz Phair) e gli Sticky invece dai Rolling Stones, dagli Uncle Tupelo e anche da band più nuove come Strokes, White Stripes e Jet. Poi quando ho cominciato a suonare bluegrass col mandolino, ho avuto la grande fortuna di incontrare un compositore, Bow Thayer, che vive nel Vermont. E' un compositore incredibile, e insieme abbiamo dato vita ai Benders, con tanto di banjo, chitarra acustica, contrabbasso e dobro. E anche se ho lasciato i Benders, suono tutt'ora con Bow nella sua band (
www.bowthayer.com).

Mescalina: Dopo tutti questi anni e dopo tutte queste bands immagino tu abbia un'idea chiara della scena del rock indipendente americano… Quanto è difficile emergere?
Steve Mayone: L'unica scena musicale a cui mi sento davvero vicino è quella di Boston … e mi ci sono voluti anni per essere dove sono in questo momento: non che io sia famoso, ma sono conosciuto nel circuito locale. Almeno ora inizio a suonare con alcune delle persone più dotate e conosciute di questa città: Jimmy Ryan, Duke Levine, Dave Mattacks, Kevin Barry, Kris Delmhorst, Todd Thibaud … Negli ultimi anni sono stato fortunato a salire poco alla volta questa scala fino ad arrivare qui, ma non è che poi sia una questione solo di fortuna o di talento; c'è bisogno di tempo e io sono qui da abbastanza tempo per ottenere finalmente il rispetto che mi merito.

Mescalina: Sono rimasto davvero colpito dalla quantità di album che hai registrato; sono stati mai considerati dalla stampa? Intendo dire che deve essere stato un grande sforzo per te...








Steve Mayone: Amo fermamente tutti gli album che ho fatto, anche se sono stati fatti in casa. Se avessi avuto i soldi al momento giusto, probabilmente li avrei messi su lp o cd. Invece ne ho fatto delle copie su cassetta da dare a parenti e amici. Adesso li sto finalmente archiviando digitalmente e voglio metterli a disposizione sul mio sito web. Credo che possa essere interessante sentire l'evoluzione della mia scrittura e delle mie registrazioni, tutto quello attraverso cui sono passato dal 1978, quando avevo tredici anni, fino al 1999, quando di anni ne avevo trentaquattro. Sto inoltre per pubblicare un disco che ho fatto con i miei amici di Boston Boris McCutcheon e Tim Gearan e anche un album acustico, disponibile esclusivamente sul mio sito internet (www.stevemayone.com).

Mescalina: Immagino quindi che tu stia sempre scrivendo …
Steve Mayone: Sì. Io dico che si tratta di saper "coltivare": mi porto sempre dietro un piccolo registratore a cassette perchè, quando mi metto a suonare, di solito mi vengono dei piccoli frammenti di canzoni … poi vado a riascoltarmi la cassetta e cerco di sviluppare la canzone. A volte una canzone ha bisogno di anni e di reincarnarsi diverse volte prima di arrivare ad essere terminata. A volte invece arriva già completa, ma di solito mi ci vuole un po' più di fatica. Penso sia un po' come quando si cucina, come preparare uno stufato, che fai bollire lentamente e a cui aggiungi gli ingredienti fino a che è pronto.

Mescalina: Se diamo uno sguardo complessivo alla tua carriera, notiamo molte bands e poi un album da solista. Come mai?
Steve Mayone: Credo che alla fine, dopo tutti questi anni, ho finalmente avuto abbastanza coraggio e abbastanza canzoni per farlo. Ho sempre collaborato con altre persone o con dei gruppi perché non avevo abbastanza fiducia in me stesso; inoltre, è più facile lavorare con altre persone, avere un obiettivo comune. Rende più semplice il lavoro. Solo che dopo averlo fatto per tanti anni, sono arrivato al punto che mi sono detto detto "affanculo, faccio da solo". Sono stato abbastanza fortunato da vivere in una casa con uno studio di registrazione e così ho potuto registrare l'album con tranquillità e senza spendere troppo. Ho avuto anche la fortuna di trovare i soldi per far stampare il disco e spero che sia il primo di una lunga serie.

Mescalina: "Bedroom Rockstar" è il risultato di vent'anni di musica e di album fatti in casa: come sei giunto a questo progetto?

Steve Mayone: Dopo vent'anni a comporre e registrare di solito ti rendi conto di cosa funziona e cosa no … E quando ho dovuto traslocare in questa casa con lo studio di registrazione, sapevo abbastanza bene cosa volevo tirare fuori da un album: come avrebbe dovuto suonare, come avrebbe dovuto essere la sequenza delle canzoni, perfino come avrebbe dovuto essere la copertina. Era l'istinto a dirmi che andava bene e sono andato avanti così …

Mescalina: E il titolo è una metafora della tua carriera, anche con un po' di ironia …
Steve Mayone: Sì, senza dubbio; ho passato molto tempo nella mia camera da letto, sognando, scrivendo, suonando, dormendo …

Mescalina: Allora è proprio cominciato tutto ascoltando la musica e guardando i poster delle rockstar nella tua camera da letto? Bob Dylan, Nick Drake, ma forse anche Josh Rouse e Damien Rice …
Steve Mayone: Bè, soprattutto i Beatles e John Lennon. Ma poi anche Dylan e recentemente Damien Rice: lui è incredibile, non trovi?

Mescalina: Sì, è davvero una delle più belle sorprese che mi è capitato di sentire ultimamente … comunque adesso puoi dire di avere un sound tuo, è difficile paragonarti a qualcun' altro, suoni un po' rock, un po' pop, un po' folk…

Steve Mayone: L'America è la patria di molti splendidi generi musicali. La gente qui non si rende conto di quale tesoro che ha in casa, è proprio a questo che mi sono dedicato per tutta la mia vita: prima con il blues e il rhythm and blues, poi con il folk e ora con il bluegrass e la musica tradizionale. Mi piace passare da uno stile all'altro, a seconda di cosa richiede la canzone. Ultimamente sono ossessionato dalle ballate acustiche, perché non c'è nulla che riesca a descrivere il suono di una vecchia chitarra acustica con un capotasto; mi sento come se stessi passando attraverso i fantasmi della Carter Family e di Nick Drake. Stimo voi europei perchè amate davvero la musica americana e spero un giorno di arrivare ad essere abbastanza conosciuto in Europa, dal momento che sono un altro dei tanti cantautori in giro.

Mescalina: Credo che tu dia il meglio di te nelle canzoni più pessimistiche, come in "Nothing that strong" e "Good day to die"…

Steve Mayone: E' difficile scrivere una canzone quando sei felice; anche "Good day to die" parla della felicità in rapporto alla morte… più o meno come dire: oggi sto così bene, che potrei morire. Ma anche nelle canzoni pessimistiche, cerco di mettere un po' di speranza. Non mi piace lasciare l'ascoltatore in uno stato di disperazione. Amo quella giustapposizione di buio e di luce, di felicità e di tristezza, di rassegnazione e di speranza.

Mescalina: Come hai scelto le dodici canzoni che compaiono su "Bedroom Rockstar"? Le hai prese dal passato o sono canzoni recenti?
Steve Mayone: Gran parte delle canzoni sono state scritte negli ultimi anni. Nonostante abbia un vero e proprio arsenale di vecchie canzoni, tendo a preferire le canzoni nuove in quanto sono una rappresentazione più recente dell'evoluzione della mia arte. Alcune sono state scritte in collaborazione col mio amico Michael Koppelman (che faceva il fonico a Prince) e secondo me sono delle canzoni ben messe, perché Michael è un buon compositore. Ho scelto le canzoni in base al testo, alla melodia e a come le "sentivo" e, subito dopo che le avevo registrate, ero già in grado di scrivere la scaletta, di rendermi conto quali andassero meglio insieme e quali fossero le più forti.

Mescalina: Tu canti e suoni la chitarra, ma anche molti altri strumenti: basso, banjo, batteria, percussioni, piano e mandolino. Hai suonato tutto tu durante le registrazioni di "Bedroom Rockstar"?
Steve Mayone: Ho cominciato a lavorare alle canzoni con un metronomo e una chitarra acustica; poi ho invitato Mike Pheil per sovraincidere le parti di batteria, e poi da lì ho registrato il basso, le voci, le chitarre extra, il mandolino, il piano… è stato come dipingere con il suono, un colore alla volta. Essere capace di suonare tutti questi strumenti mi dà la possibilità di suonare ciò che sento, ma non vuol dire che sia la cosa migliore per la canzone, quindi cerco sempre di invitare altri musicisti nel mio piccolo rifugio per aggiungere delle sfumature diverse.

Mescalina: E i musicisti che compaiono sull'album? Li consideri la tua band o sono soltanto amici?
Steve Mayone: Tutti i musicisti qui a Boston fanno già parte di vari gruppi … ognuno è nel gruppo di qualcun altro. Mike Pheil ha suonato con me per due anni; Jonas Kahn ha suonato con me negli Hummer per quattro anni e suona ancora nel mio gruppo solista. Clare Burson è una cantautrice che vive a Nashville, nel Tennessee, ma, quando viveva a Boston, io ho suonato la chitarra e il mandolino nel suo gruppo. Quasi tutti nel mio disco hanno suonato gratis, per farmi un piacere. È stata davvero una bella cosa. Quindi sì, credo che tu possa dire che era più un gruppo di amici che un gruppo vero e proprio. In questi giorni ho suonato con un batterista molto dotato, Jeff Berlin, e il suo modo di porsi alla batteria è molto diverso da quello di Mike, quindi posso anticipare che il secondo album sarà leggermente diverso, spero in meglio.

Mescalina: E quando suoni dal vivo? Parlaci dei tuoi concerti…
Steve Mayone: Mi piace suonare dal vivo, ma mi sento più al sicuro in studio. Lo studio è dove le canzoni vengono create, ma è in concerto che prendono vita. La cosa migliore è sempre provare una nuova canzone di fronte ad un pubblico. Solo così capisci se funziona o no. Spero di venire in Europa magari per qualche concerto acustico. Se fosse possibile, l'ideale sarebbe io, da solo, con una chitarra acustica.

Mescalina: Ultima domanda: suoni ancora nella tua camera?

Steve Mayone: Certo! Anche in cucina, in soggiorno, e nell'altra camera da letto …

Mescalina: Stavo scherzando, volevo arrivare a chiederti invece se fai molti concerti …

Steve Mayone: Circa 100-150 concerti all'anno, la maggior parte nel nordest degli Stati Uniti. È una fortuna che sono sempre riuscito a lavorare come musicista.

Mescalina: Cos'hai in mente per il futuro?
Steve Mayone: Continuo a sognare di diventare famoso, o almeno di avere un po' di successo. Dio mi ha fatto un immenso dono e io lo sto ancora sviluppando. È che non ho sempre fatto le scelte giuste e di conseguenza mi ritrovo a dover lottare, ma spero un giorno di riuscire a vendere le mie canzoni e di potermi mantenere con l'unica cosa che sono bravo a fare: scrivere e fare musica!

Mescalina: Allora un giorno sarai una rockstar!
Steve Mayone: Lo spero!

Mescalina: Grazie mille Steve, spero di vederti presto in Italia.
Steve Mayone: Grazie a te! Anche io spero di vederti in Italia. La scorsa primavera io e la mia ragazza siamo stati a Venezia, ma spero di ritornarci per fare qualche concerto questa volta!

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