Cesare Basile

Cesare Basile

Storie di anarchici, transessuali e senzanome


25/02/2015 - di Andrea Carianni
Il cantastorie catanese continua a rigirare zolle di terra pietrificate dal sole cocente della Sicilia, riportando in superficie i personaggi nascosti, sprofondati o emarginati che animano le sue canzoni.
In uscita per Urtovox, il disco Tu prenditi l`amore che vuoi e non chiederlo più racconta "di pupari, ladri, cantastorie, travestiti innamorati di Cristo e saltimbanchi della barricata. Un`invettiva di cenci intrecciata ai nomi di chi un nome non ce l`ha, non ha appartenenza né ingaggio, prestazione o valore di scambio". A questo proposito, ma non solo, rivolgiamo qualche domanda a Cesare Basile.

Mescalina: Cesare, come hai incontrato la musica? Sei stato tu a cercarla o è stata lei a trovare te?

Cesare Basile: L`ho incontrata nelle mani di mio nonno che ogni tanto ripuliva il violino che non suonava più.

Mescalina: Lo stile del tuo cantautorato è ormai facilmente riconoscibile. Sei riuscito a conciliare la tradizione popolare siciliana con il blues e con il folk d`oltreoceano, fino a fonderli in un unico prezioso calderone. Quali sono i mattoni di riferimento (musicale e letterario) che ti hanno permesso di costruire questo ponte?

Cesare Basile: Ho cercato di riportare tutto a casa. Di pensare la mia musica al centro di incroci fra strade apparentemente distanti ma, di fatto, intimamente legate dall`essere cuore pulsante di quella “storia” sotterranea, eterogenea, non scritta, che accomuna i senzanome. La musica popolare, nel mondo, vive e si evolve per incontri. Ogni incontro è un mattone per la mia musica.

Mescalina: Tu stesso affermi che finito il disco "non hai più niente da dire e, soprattutto, non vuoi dire più niente; le storie sono lì e da sole dovrebbero raccontarsi” ma, trattandosi di un`intervista, qualche domanda sull`album dovrò pur fartela! Ogni tuo lavoro sembra avere una necessità intrinseca di esistere. Come e perché nasce Tu prenditi l`amore che vuoi e non chiederlo più?

Cesare Basile: La necessità di esistere viene dall`urgenza del racconto. Nessuno dei miei ultimi dischi avrebbe visto la luce senza le storie che bussavano violentemente alla porta chiedendo di entrare. All`inizio sembra una processione di sbandati e poi diventa narrazione fluida (almeno per me). Non sono mai ossessionato dall`idea di fare un disco a tutti i costi o per ragioni ( contratti, presenzialismo, terrore di essere dimenticati, vendere dei concerti) che nulla hanno a che vedere con i suoi personaggi.

Mescalina: Tu prenditi l`amore che vuoi e non chiederlo più sembra seguire un percorso – non soltanto artistico – ben delineato, intrapreso ormai da molto tempo. Cos`è cambiato da “Usa tutto l`amore che porto” (Hellequin Song, 2005) a “Tu prenditi l`amore che vuoi”?

Cesare Basile: Parlavo a me stesso di me stesso. Oggi parlo di me stesso attraverso gli altri e agli altri.

Mescalina: Per restare in tema di `percorso`: dopo aver rifiutato il ritiro della Targa Tenco per il migliore album dialettale del 2013 per i motivi che hai già ben spiegato, hai deciso, adesso, di fare di questo tuo ultimo disco (uso le tue parole) "una canzone che non deve chiedere permesso d`esser cantata". 

Cesare Basile: Mi sono dimesso dalla S.I.A.E e ho scelto di non affidare le mie canzoni ad altre società per essere libero di ragionare su cosa è diventato il diritto d`autore, metterlo in discussione, ripensarlo e, soprattutto, sottolineare che la S.I.A.E e i suoi padroni non servono alla circolazione della cultura, ma solo allo sfruttamento della stessa attraverso un complesso meccanismo burocratico a difesa dei privilegi di pochi.

Mescalina: Dopo sette anni a Milano lasci il capoluogo lombardo e, nel 2011, torni in Sicilia. Col senno di poi attraverseresti nuovamente lo Stretto?

Cesare Basile: Certo. Ho passato gran parte della mia vita in fuga, oggi non ho più bisogno di scappare, ma ho ancora tanta curiosità.

Mescalina: In che misura e in che termini l`esperienza dell`Arsenale e del Teatro Coppola di Catania ha influenzato la scrittura dei tuoi dischi?

Cesare Basile: Nella misura in cui mi hanno insegnato quale limite è per un individuo l`autoreferenzialità.

Mescalina: Guardandoti intorno, per quanto riguarda il cantautorato siciliano e italiano in genere, che nomi ti danno sicurezza sul futuro di questo modo di raccontare e raccontarsi?

Cesare Basile: Le sicurezze non servono a nessuno. Sicuri sono solo i cavalli nelle corse truccate.

Mescalina: Cosa ci aspetta dopo il tour che ti porterà in giro per l`Italia affiancato dai fidati Caminanti? Hai nuovi progetti in cantiere?

Cesare Basile: Continuerò a portare in giro i miei cantastorie, i miei transessuali, i miei anarchici.