Tenco 2016 40esima Rassegna Della Canzone D`autore

Tenco 2016 40esima Rassegna Della Canzone D`autore


24/10/2016 - di Elena Bertoni
Targhe e Premio Tenco 2016 e una serata dedicata a Luigi Tenco .
Giornate e serate bellissime e ricche di emozioni e di ricordi hanno fatto da cornice alla quarantesima edizione del Premio Tenco, la Rassegna della canzone d’autore che si è tenuta come sempre a Sanremo dal 18 al 22 Ottobre 2016.

Già da martedì 18 sono iniziate parecchie manifestazioni collaterali che si sono tenute nella sede del Club Tenco e nello storico quartiere la Pigna con showcase e proiezioni di filmati mentre il via ufficiale alla rassegna si è tenuta Giovedì 20 nel glorioso Teatro Ariston con la consegna delle prime Targhe.

Giovedì 20 Ottobre 2016 – prima serata

Peppe Voltarelli, Targa Tenco 2016 interprete canzoni non proprie per l’album Voltarelli canta Profazio, apre ufficialmente , con la tradizionale esecuzione di Lontano lontano,  la manifestazione del 2016.  E’ un grande Voltarelli, reinterpreta magistralmente le canzoni del cantastorie Otello Profazio (Premio Tenco 2016 alla carriera) che si presenta sul palco dell’Ariston e si unisce a Voltarelli per un set gagliardo, passionale, un faccia a faccia su temi scottanti del Sud e dell’emigrazione, sempre miscelati con ironia.

Pino Pavone, amico e compositore con Piero Ciampi, con i suoi quasi ottant’anni e la voce un po’ incerta si riprende parole portate al successo da altri e ci  parla di solitudini, di vite dispari (che rimanda al titolo del suo ultimo album La vita è dispari), rendendo il suo set uno dei momenti più commoventi della serata.

La Targa Tenco per il miglior album in dialetto ex aequo con Claudia Crabuzza, viene consegnata a James Senese & Napoli Centrale per l’album O sanghe che mostra tutta la sua grande tecnica, passione e abilità con il sassofono, in linea con le aspettative .

Strepitoso l’ospite d’eccezione Bombino, chitarrista e cantautore nigerino di etnia tuareg, e per questo detto il Jimi Hendrix tuareg, con ritmi e suoni magici e lontani che trasportano il pubblico  nel deserto.

E poi ancora un omaggio doveroso a Napoli e alla Nuova Compagnia di Canto popolare, che celebra i cinquant’anni di attività, con otto elementi sul palco,  per narrare, con strumenti tradizionali, di una vita che fugge da una guerra per finire in un’altra, e la sorpresa Ivan Talarico, soggetto strampalato e surreale che usa la chitarra come una grattugia.

La serata prosegue tra le incursioni dei Bandacadabra e il premio Tenco alla Carriera a Sergio Staino che si presenta sul palco con un bastone bianco perché una grave malattia gli sta rubando la vista e che improvvisa una versione stonata di Genova per noi dedicata al Club Tenco che strappa sorrisi e commozione,  per concludersi con l’esibizione di Motta, Targa Tenco miglior disco d’esordio, con La fine dei vent’anni a cui si unisce a sorpresa Bombino per un finale adrenalinico con Roma stasera una delle tracce più rock dell’album .

 

Venerdì 21 Ottobre 2016 – seconda serata

L’ingresso dei Bandakadabra , da San Salvario, quartiere multietnico di Torino, che attraversa il corridoio della platea segna l’inizio della seconda serata che presenta come prima artista premiata Claudia Crabuzza (Targa Tenco per l’album in dialetto e lingue minoritarie ex aequo con James Senese) per l’album Com un soldat, cantato, come ci tiene a precisare la cantautrice, in algherese cioè il catalano di Alghero.  Claudia, accompagnata dalla sua band di 4 elementi, canta 4 brani in algherese tratti dall’album, brani ricchi di phatos e di atmosfere evocative, che esprimono molto chiaramente il concetto di donna-combattente che è un po’ il fil rouge del disco.

La targa Nuovo Imaie 2016 viene assegnata a Gianluca Secco, scoperto grazie al Tenco Ascolta per i nuovi talenti. Definito  “Artista che ama scompigliare le carte, parole musica poesia e canto” è un fiume in piena, presenta una performance particolare e decisamente originale, grazie ad una presenza scenica notevole e travolgente  e una voce camaleontica, ottenendo un entusiastico consenso di pubblico.

Un’ atmosfera più intima e malinconica cala sul palco con l’esibizione di Lula Pena, “personaggio magico”, nata in Portogallo ma cittadina del mondo, che ha pubblicato solo due dischi in 20 anni. L’artista sola con la sua chitarra che suona con grande maestria, e con la sua voce melodiosa e sensuale propone brani del suo repertorio, che definire “fado” è decisamente riduttivo, senza pause tra un pezzo e l’altro, creando così un momento di grande mistero e meditazione.

 Accompagnato da  Pietra Wexstun alle tastiere e Luca Faggella alla chitarra, sale sul palco Stan Ridgway, Premio Tenco 2016 all’artista, grande story-teller americano che con il suo set ci porta a cavallo nelle grandi praterie americane, con echi di musica di Ennio Morricone, tra frontiere, polvere, racconti di Melville o Chandler. Non manca l’omaggio a Johnny e June Cash con una particolare versione di Ring of fire.

Lotto infinito è il titolo del nuovo album di Enzo Avitabile che propone un brano tratto dalla colonna sonora del film Indivisibili, duetta con la straordinaria cantante palestinese (ma che vive in Israele) Amal Murkus , parla dei bambini che sono il nostro futuro, affronta le problematiche sociali senza retorica e ipocrisia e regala una momento di autentica commozione quando invita sul palco Egidia Beretta, la mamma di Vittorio Arrigoni che ribadisce ancora una volta il messaggio lasciato da Vittorio “Tutti apparteniamo ad una grande famiglia, quella umana" e quindi Restiamo Umani.

Carote d’autore e Elefante sono i titoli dei due brani con testi decisamente surreali, di Ivan Talarico, definito pazzo in senso buono da Antonio Silva, che precede l’assegnazione della Targa Tenco per la miglior canzone (per gli autori dei brani e non per gli interpreti) a Bomba Intelligente scritta da Paolo Sentinelli e Francesco Di Giacomo. Il premio viene ritirato da Paolo Sentinelli e da Anna, la moglie di Di Giacomo, mentre il pezzo viene eseguito da Andrea Satta dei Tetes de bois, poichè Elio e le storie tese che avevano interpretato il pezzo non sono potuti intervenire.  E che nostalgia quando sullo schermo alle spalle di Satta che sta interpretando il brano, scorrono immagini di Francesco Di Giacomo!

Ritorna in scena la Bandakadabra per un  momento di allegria  prima dell’esibizione di Niccolò Fabi vincitore della Targa per il miglior album dell’anno, premio che si era già aggiudicato nel 2013 con Ecco.  Supportato da una band molto affiatata, presenta brani tratti da Una somma di piccole cose, forse l’album in cui esprime al meglio la sua vena creativa, e ottiene ampi consensi da una buona parte del pubblico che già conosce a memoria i testi delle sue canzoni.

 

Sabato 22 Ottobre 2016 – terza serata

 “Come mi vedono gli altri … quelli nati dopo” è il leit motiv della terza serata , dedicata a Luigi Tenco, che vede le esibizioni di undici artisti tutti nati dopo il tragico 27 Gennaio 1967 che  si cimentano per la prima volta con le canzoni di Luigi Tenco, due brani a testa, accompagnati dall’orchestra sinfonica di Sanremo diretta dal brillante ed estroso Mauro Ottolini, che ha aggiunto all’orchestra la sua sezione ritmica, e che ha svolto un immane lavoro di adattamento e arrangiamento delle 22 canzoni proposte.

Se stasera sono qui eseguita dal soprano Gabriella Costa  da il via alla serata che regala i primi brividi di emozione con Marina Rey alla batteria che esegue Li vidi tornar ( la versione originale di Ciao amore ciao)e Quando, Diego Mancino  Se sapessi come fai e Ragazzo mio, che l’artista dedica al padre, e la magica voce di Alfina Scorza In un giorno dopo l’altro e Io si, che in questa versione perde forse un po’ della sua drammaticità.

Gli Scontati, duo decisamente teatrale, eseguono Vita sociale e Uno di questi giorni ti sposerò, in versione jazzata, con tanto di lancio di riso alla fine della canzone, la voce sorprendente e duttile di Vanessa Tagliabue Yorke in Quasi sera e Ho capito che ti amo, con intermezzo arabeggiante praticamente perfetto, regala uno dei momenti più intensi della serata, mentre  Roy Paci con la sua inseparabile tromba propone la sua versione di In qualche parte del mondo e Giornali femminili.  Il tornado Bocephus King torna sul palco del Tenco dopo l’esibizione dell’anno scorso e propone una bellissima versione in inglese con testo molto fedele all’originale di Mi sono innamorato di te e Se ci diranno, Ascanio Celestini riprende Padroni della terra traduzione di Luigi Tenco di un brano di Boris Vian, e Una brava ragazza.

La serata è decisamente ben riuscita e ad alto contenuto emotivo grazie anche alla presenza in sala della famiglia Tenco, in particolare il nipote, figlio di Valentino, il fratello di Luigi, e la tensione viene per un attimo stemperata da un breve siparietto protagonisti Noemi e Antonio Silva perché non si trovano più i testi delle canzoni che la ex coach del talent The Voice of Italy deve cantare cioè  Vedrai Vedrai e Io lo so già, brani, soprattutto il primo, che meritavano sicuramente una migliore interpretazione.

Grossa sorpresa invece il rapper Kento (anagramma di Tenco) che esegue Triste sera e Io sono uno in versioni rap  decisamente di forte impatto, proponendo una delle performance più originali della serata che viene conclusa da un elegantissimo Morgan, che nel pomeriggio nella sede del Club Tenco aveva fatto ascoltare in anteprima una canzone inedita scritta da lui e dedicata a Luigi Tenco e che verrà inserita nel suo prossimo album dedicato a Tenco.  Ballata della moda e Il mio regno sono i brani interpretati da Morgan, ben supportato dall’orchestra cui si aggiunge anche un Theremin, in una esibizione che però non convince del tutto. Niente da dire sulle capacità musicali di Marco Castoldi, ma il personaggio è quello che è.

Anche la serata conclusiva, come le due precedenti, è proseguita al PalaFiori per la cena e per jam session improvvisate che hanno coinvolto buona parte degli artisti, facendo ballare e divertire i presenti.

E così anche la quarantesima edizione del Premio Tenco viene archiviata. Anche quest’anno ci sono stati momenti molto densi che hanno evidenziato il talento di artisti magari poco noti al grande pubblico ma che si sono dimostrati degni di salire sul palco di questa rassegna  e momenti che hanno invece messo in luce invece la fragilità di alcuni elementi che si ritengono magari delle grandi star. La serata finale ha permesso poi, se ce ne fosse ancora bisogno, di riaffermare che le canzoni di Luigi Tenco non sono solo voce e chitarra su testi di tristezze esistenziali, ma  che l’artista era in grado di spaziare tra i diversi generi musicali con una maestria che pochi possiedono. Lunga vita al Tenco che è un’isola felice nel panorama musicale dominato da mediocrità e superficialità, e che è sempre alla ricerca di nuovi talenti e nuove storie da raccontare.

Foto di Giuseppe Verrini