Ed Jurdi

Intervista Ed Jurdi

23/10/2003  |  di Christian Verzeletti

Questa volta la nostra chiacchierata eletronica è andata a "pescare" un giovane cantautore americano del New Hampshire: Ed Jurdi. Il "ragazzo" sembra proprio uno di quegli emergenti
con le idee chiare, con una buona dose di talento e con una quantità non indifferente di soul,
il che gli dovrebbe permettere di fare strada.


A PHP Error was encountered

Severity: 8192

Message: Function ereg_replace() is deprecated

Filename: interviste/singola-0.php

Line Number: 48

  
    Interviste:

                      Ed Jurdi

Questa volta la nostra chiacchierata eletronica è andata a "pescare" un giovane cantautore americano del New Hampshire: Ed Jurdi. Il "ragazzo" sembra proprio uno di quegli emergenti
con le idee chiare, con una buona dose di talento e con una quantità non indifferente di soul,
il che gli dovrebbe permettere di fare strada.


Mescalina: Ed, dove ti trovi adesso?
Ed Jurdi: Sono a casa. È una calda giornata d'ottobre, si sente il trillo dei grilli vicino al lago.

Mescalina: So che sei del New Hampshire: nella profonda provincia del Nord-Est?

Ed Jurdi: Sì, nel cuore del Nord-Est, profondamente radicato nelle tradizioni del New England.

Mescalina: Non che sia proprio la terra del soul …
Ed Jurdi: No, ma qua l'American music è parte integrante della cultura. Tnato come il cibo e la pittura lo sono in maniera splendida in Italia: in quanto Americani, noi siamo capaci di prendere e di farci ispirare dalla musica che il nostro paese ha prodotto.

Mescalina: Bè, il tuo nuovo cd mi ha fatto pensare a Memphis e a New Orleans …
Ed Jurdi: Grazie … per me è davvero un grande complimento. Sono un grande appassionato della musica Soul/Stax. Otis Redding, Al Green, BB King, e anche tutta la musica country che proviene da quei luoghi, come Johnny Cash. Amo i ritmi e i suoni di New Orleans, sono davvero sincopati e carichi di funky: gruppi come i Meters, i Subdudes e i Dirty Dozen sono stati una grande influenza per me.

Mescalina: Però allo stesso tempo hai anche un suono roots molto genuino, molto del Nord-Est …
Ed Jurdi: Credo che dipenda molto dal tipo di strumentazione. Facciamo soul music con strumenti artigianali, molti dei quali sono tipici del country: banjo, violino, mandolino, pedal steel. Credo che si sposino bene con le mie canzoni.
Non è che faccia tanta differenza tra generi e stili, è sempre musica, per me si tratta di una combinazione naturale dei suoni che più amo.

Mescalina: Alcuni pezzi mi hanno fatto venire in mente Van Morrison e Lyle Lovett, mentre altri Rees Shad e Mark Erelli…
Ed Jurdi: Grazie! Sono tutti dei grandi artisti ed è un onore essere paragonato a loro.

Mescalina: Tra l'altro, Mark canta in un pezzo e c'è anche Jon Nolan degli ormai sciolti Say Zuzu … guarda caso, sono entrambi amici di Mescalina, tra un articolo e un'intervista …

Ed Jurdi: Sono entrambi dei grandi musicisti e, cosa che per me è un bene ancora più grande, sono tra i miei migliori amici.

Mescalina: Credo che nella tua musica ci sia questa tendenza a mescolare un soul che ti fa muovere ad un soul più delicato e toccante, quasi come se l'uno provenisse dalle grandi città e l'altro dalla provincia … viaggi molto?
Ed Jurdi: Sì, credo ci sia del vero in quello che dici. Comunque per me il soul è quella musica che viene da dentro, dal cuore, lo devi sentire che è personale.

Mescalina: Tu la chiami "cosmic american soul" … come mai?
Ed Jurdi: Per "cosmic" intendo qualcosa che è per natura più grande, più esteso, che non comprende solo l'American music o il soul, ma la musica in tutta la sua ampiezza.

Mescalina: Direi che tu hai un suono raffinato, brillante come quello di "Gold" (Ryan Adams), ma molto più soul e più genuino …
Ed Jurdi: Credo che la cosa più importante da dire sulla mia musica sia che è onesta e che viene da dentro. Tutto viene da lì: le cose che mi sono successe, i posti dove sono stato, la gente che ho incontrato, le cose che ho visto. Non è una concezione romantica di una storia o un'idealizzazione di come le cose dovrebbero essere, è per questo che tende ad essere così spontanea e genuina.

Mescalina: Tra quelli che l'hanno apprezzata c'è un certo Trey Anastasio dei Phish … come vi siete incontrati? Avete suonato insieme?
Ed Jurdi: Ho suonato con lui in un concerto a St. John nelle Isole Vergini. Lui era lì in vacanza e si è fermato in questo club, dove io suonavo con la mia band. Ci siamo messi a parlare e gli ho chiesto se gli andava di unirsi a noi: non ha esitato ed è stata un'esperienza musicale davvero fantastica.

Mescalina: E con Willie Nelson come è andata?
Ed Jurdi: Noi facevamo da apertura ad un suo concerto, non siamo riusciti ad incontrarlo di persona, ma abbiamo parlato con alcuni membri della sua band, persone fantastiche.

Mescalina: So che lavori anche come sessionman: hai cominciato così?
Ed Jurdi: No, prima ho cominciato col mio materiale, il resto è stato un di più venuto a forza di scrivere e di suonare.









Mescalina: Per chi hai suonato?
Ed Jurdi: Queen Latifah e poi ho fatto altre sessions per la Columbia. Suono anche sui dischi di parecchi amici miei, c'è una bella scena dalle mie parti, una comunità. Uno di questi amici è Jon Nolan degli Say Zuzu, con cui ho suonato parecchio ultimamente.

Mescalina: Quanto è diversa la vita da sessionman e quella da artista? Di solito, quando si parla di sessionman, si pensa ad un lavoro frustrante, dove devi suonare solamente ciò che gli altri ti dicono di suonare …
Ed Jurdi: Più o meno è così … ma la maggior parte delle sessions a cui ho partecipato, era perché qualcuno voleva il mio suono, la mia chitarra o la mia voce, così avevo la libertà di creare qualcosa. Comunque si tratta di una vibrazione diversa: a volte è bello essere parte di un puzzle e fare funzionare tutti i pezzi, altre volte è bello essere il capitano che dirige la nave.

Mescalina: Sei in tour adesso?
Ed Jurdi: Ora sono fermo per una breve pausa, ma nei prossimi mesi sarò spesso in giro in tour.

Mescalina: Pensi di venire in Italia?
Ed Jurdi: Sì, ci penso e mi piacerebbe molto, sto programmando delle date con un promoter e spero che quest'intervista e la recensione fatta dal vostro sito possano servire in questo senso!

Mescalina: C'è qualcuno che ti distribuisce in Italia?

Ed Jurdi: Non ancora, ma c'è in ballo qualcosa …

Mescalina: E negli States? Sei indipendente o hai un contratto con qualche etichetta?

Ed Jurdi: Sono indipendente, anche perché per ora sembra essere l'unico modo per un'artista di fare quello che vuole. Qua tutto è rivolto alle grandi stelle e nient'altro … l'industria della musica è tutta per le celebrità, attori e attrici, non si interessano molto di musica e nemmeno di arte, tutto questo succede lontano dai riflettori.

Mescalina: Dal mio punto di vista di europeo, sembra che il rock sopravviva più con le piccole etichette e con gli indipendenti che con le majors …
Ed Jurdi: Proprio così, è una descrizione esatta.

Mescalina: Allora spero di vederti presto in Italia!
Ed Jurdi: Anch'io, spero di vedervi tutti presto … ciao!

Ed Jurdi



Leggi anche:

Recensioni:

Marte Live http://www.protosound.net Mk Records A Buzz Supreme Pyxel.it