Blessed Child Opera

Intervista Blessed Child Opera

Seahorse music

23/02/2007  |  di Simone Broglia



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  Seahorse music
      Intervista BLESSED CHILD OPERA

Abbiamo intervistato i napoletani Blessed Child Opera, uno dei gruppi indipendenti più interessanti come
confermato dal loro ultimo "Happy ark". Dopo essere approdati sul versante elettronico dei Dabol,
ci soffermiamo ora su un'altra sponda della scena partenopea


Mescalina: Su mescalina.it avevamo già parlato del vostro "Looking after the child", ma ora che abbiamo l'occasione parlaci un po' tu della nascita del progetto Blessed Child Opera e dei primi due dischi.
Blessed Child Opera: I B.C.O sono nati dalle ceneri dei Silken Barb, band math-rock in cui militavo alla fine degli anni '90. Dopo questa esperienza che ci ha portato ad essere nominati tra le migliori band nel libro "Post rock" di Eddy Cilìa , non avevo più voglia di far del rumore, anzi ricercavo i silenzi e le sospensioni creative … così è nato il primo disco "s/t". Lo reputo un disco totalmente intimista ed elegantemente acustico, era un modo per rimettersi in discussione … non fu fatta neanche della promozione, per cui per molti questo disco sembra essere un fantasma inventato. Con "Looking After The Child" ho voluto invece dare un'impronta più professionale all'attività B.C.O. sia artisticamente che a livello promozionale ed il risultato è stato di gran lunga più confortante delle aspettative …

Mescalina: Ho visto un cambio di formazione fra il secondo "Looking after the child" e questo "Happy Ark" …

Blessed Child Opera: Beh, nella storia di tutti i gruppi accadono degli eventi che spesso trascendono dalla tua volontà … così ho dovuto mettere in discussione la line up della band, preferendo scegliere delle persone di sicuro affidamento, contando su un feeling consolidato da basi di profonda e reciproca stima, rispetto ed amicizia…

Mescalina: Ho notato però che è rimasto Fabio Centurione, violoncellista del San Carlo. Ormai il violoncello è un elemento portante per molto pop, cosa ne pensi?
Blessed Child Opera: Fabio come tutti i musicisti del S.Carlo ama il progetto nella stessa maniera con la quale io amo e stimo lui come musicista e soprattutto come persona … Sicuramente il violoncello è uno strumento struggente ma anche orchestrale per cui per il sound dei B.C.O. è molto importante, ma ripeto è soprattutto la creatività che ho scoperto in Fabio a fare del suo strumento un mezzo che fa la differenza in un arrangiamento, in un colore ed a volte nella struttura di un brano.

Mescalina: Il disco precedente aveva colpito molto per originalità e qualità e la voglia di sperimentare all'interno di un genere come l'indie folk è restata intatta anche in "Happy Ark". Vi ho però trovato più concentrati e diretti verso la canzone. Sbaglio?
Blessed Child Opera: No, non sbagli assolutamente, anzi cogli nel segno … c'è sempre quella voglia irrefrenabile di rendere cosmica la musica, che ci porta a curare totalmente l'aspetto delle songs. Poi è il background diverso di tutti noi quattro che ci porta a sperimentare diverse soluzioni negli arrangiamenti e nei colori …

Mescalina: Come sempre la vostra attenzione per gli arrangiamenti ed il suono hanno un ruolo importante nell'album, quanto lavorate in studio?
Blessed Child Opera: A dispetto di L.A.T.C. il tempo trascorso in studio è stato più breve e tutto si è svolto in un modo meno disordinato che in passato. Ci abbiamo impiegato due mesi per chiudere l'album. Questo è accaduto perché avevamo le idee più chiare in mente, grazie anche ad un certosino lavoro precedente in sala prove …

Mescalina: La cosa stimolante nell'ascolto dei vostri dischi è la capacità di alternare sensazioni musicali diverse, e quando dico diverse intendo molto diverse. "It struks me" è decisamente basata sulle componenti elettroniche e la successiva "Words and kicks" è un brano molto più "canonico". Avete, durante lo sviluppo, la percezione dell'intero disco o costruite ogni brano singolarmente?

Blessed Child Opera: Per "Happy Ark", come ho detto prima, avevamo delle idee abbastanza chiare di ciò che volevamo tirare fuori da quest'album, però abbiamo messo in conto anche la variabile della casualità che è una caratteristica che eravamo sicuri venisse fuori dal nostro comune desiderio creativo in sede di produzione ... ma ciò che è sicuro è che volevamo fare un disco coeso e quindi le valutazioni che abbiamo fatto sia a priori che a posteriori erano volte alla realizzazione di un album non fatto di singoli episodi …

Mescalina:Difatti l'altra cosa bella è che alla fine il disco è sorretto da una coesione di fondo piuttosto forte. È il lavoro in studio a renderlo così o la tua acquisita perizia di produttore?
Blessed Child Opera: Grazie per questo commento, sono lusingato da ciò … il mio lavoro di produttore artistico dei B.C.O. è stato agevolato notevolmente dal lavoro della band e dalla disponibilità a tutto tondo dei musicisti esterni che abbiamo invitato …

Mescalina: Questo mi permette di passare ad un altro campo di cui ti occupi. Tu sei un produttore indipendente, quindi mi tocca chiederti com'è la scena napoletana?

Blessed Child Opera: Io parlerei soprattutto di scena campana: sia da Napoli che dalla provincia è un continuo pullulare di microscene e di realtà singole che non deve e non potrà passare inosservata in futuro … ed io con la mia label tenterò di fare in modo che ciò accada …

Mescalina: Io sono stato di passaggio al Six Days Music Madness nella zona di Benevento. L'ho trovato una manifestazione piuttosto interessante. Oltre a questo ci sono altri spazi dove poter suonare?
Blessed Child Opera: Direi pochi ad un certo livello e diversi per band emergenti. Ma in realtà tutto è nelle mani degli organizzatori locali che spesso incontrano ostacoli di vario tipo nel tentativo di offrire dei palchi dove tutto possa scorrere senza intoppi nel rispetto dei musicisti e del pubblico stesso che diventa dalle nostre parti sempre più esigente … Comunque la scena cresce anche da questo punto di vista.

Mescalina:Come produttore ho notato che sei piuttosto esigente, i dischi che vengono fuori dalla Seahorse sono sopra la media. Sei tu a scegliere o ti vengono proposti?
Blessed Child Opera: Ti ringrazio tanto per quello che dici, ed è per me motivo di soddisfazione cercare di produrre e promuovere bands anche se queste apparentemente non seguono la scia delle mode del momento… e non nascondo che questo per me è quasi motivo di vanto … visto i risultati raggiunti. Io sono il responsabile di tutto sia economicamente che artisticamente, quindi spesso prendo rischi laddove sarebbe magari lasciare perdere, ma dal momento che amo la buona musica, se mi piace qualcosa è difficile che me la lascio scappare …








Mescalina: Devo dire che la Seahorse è una delle etichette indipendenti che prendo spesso ad esempio per sottolineare la qualità sia del versante musicale sia della cura messa nei digipack o artwork dei propri dischi. A questo proposito come è nata la collaborazione con Muhe?
Blessed Child Opera: È nata dopo un concerto degli Ulan Bator a Salerno, dove io ero uno spettatore. Mi vidi piombare Luigi nel backstage del locale e da quel momento è nato un forte feeling emozionale che tuttora è la linfa che ci porta a condividere vari progetti tra cui gli El-Ghor, e la maggior parte delle grafiche della Seahorse che passano oramai tutte dalle sue mani …

Mescalina: Tornando ai Blessed, il fatto di poterti autoprodurre artisticamente, senza il fiato sul collo di nessuno penso sia un modo per lavorare bene e con innovazione. Cosa ne pensi?
Blessed Child Opera: Non credo che il nostro caso possa rappresentare un esempio per tutti, questo perché ognuno conosce quali sono i propri limiti; mi spiego, io sono sempre stato abituato a produrmi tutta la musica sin da quando armeggiavo un quattro piste … da quei tempi capii che nella vita avrei esplorato tutto della musica compreso il mondo dei suoni ed avrei difficilmente accettato che qualcuno mi dicesse cosa avrei dovuto fare. Ora le cose però stanno cambiando e credo che personalmente volentieri accetterei le grazie di un altro produttore: sarebbe profondamente un modo di mettersi in discussione …

Mescalina: Non vorrei entrare molto nello specifico del disco, ma nell'intro acustico di "To be another queen" come vi è venuto in mente di inserire un clarinetto?
Blessed Child Opera: Lo trovavo divinamente espressivo. In più fu una cosa decisa prima delle session di registrazione, da un confronto molto stimolante fra me e Pasquale Bardaro (vibrafonista del S.Carlo, nonché musicista collaboratore nei Koop)

Mescalina: Siete in giro con qualche data in questo periodo?
Blessed Child Opera: Dopo il tour iniziale novembrino e qualche data sparsa, vedi Roma e Frosinone, ci sarà una importante due giorni che ci vedrà impegnati a Napoli presso la Galleria Toledo insieme ai nomi più in vista di questo nostro mondo indie … in seguito ci sarà il secondo tour che toccherà tutto il sud, più un riassaggio al centro nord.

Mescalina: Durante le performance dal vivo i brani penso siate costretti a modificarli? Non penso vi segua sempre Centurione…
Blessed Child Opera: Il set è molto stabile, e solo in rari casi per deficienze tecnico organizzative, siamo costretti a trasformare la scaletta escludendo dei brani ed inserendoni degli altri, talvolta tratti dagli album precedenti. Fabio purtroppo è presente raramente nei nostri live, dal momento che gli impegni del teatro lo assorbono quasi totalmente: lui sarebbe felice di fare parte della band a tempo pieno e non escludo che in futuro anche gli altri del teatro faranno palco con noi …

Mescalina: Bene, penso possiamo salutarci. Ringraziandoti per la disponibilità ci diamo appuntamento ad un vostro concerto. Buon lavoro.
Blessed Child Opera: Ciao a te e grazie!!

Blessed Child Opera



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