Les Fauves

Intervista Les Fauves

Le “bestie feroci” dell’indie-rock italiano

22/05/2009  |  di Alfonso Fanizza



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  Le "bestie feroci" dell'indie-rock italiano
      Intervista AI LES FAUVES

I LES FAUVES sono indubbiamente una delle giovani migliori realtà che la nostra scena indie ha da offrire.
Reduci da un breve viaggio negli States, la band di Sassuolo continua il suo cammino musicale per le "vie"
della nostra penisola prefissandosi sempre nuovi obiettivi..


MESCALINA: Partiamo dagli esordi: raccontateci come nascono i LES FAUVES?
LES FAUVES: Nel 2002 io e l'attuale batterista suonavamo già insieme, avevamo un progetto semielettronico, eravamo un duo dedito alla sperimentazione, uscivamo da esperienze di cover band di svariato genere e da gruppi radical garage. Fra il 2003 e il 2004 abbiamo però sentito nascere l'esigenza di suonare dal vivo, visto che quello che registravamo era impossibile da riportare in una dimensione live, così siamo ripartiti dalla base: basso chitarra e batteria. Così sono nati i LES FAUVES, successivamente si é aggiunto anche Paolo alle tastiere e siamo diventati una formazione ultraclassica con l'intento di fare una musica il meno classica possibile.
MESCALINA: Nonostante la vostra età vantate un curriculum di tutto rispetto, sicuramente motivo d'invidia per altre band italiane che cercano d'imporsi sulla scena. Voi come vivete tutto ciò?
LES FAUVES: Beh, da una parte ci sentiamo molto fortunati, da un altro lato però ci dispiace non poter fare ancora di più. Nel senso, sai com'è, si guarda sempre quello che c'è davanti e a volte ci si dimentica di guardarsi indietro per vedere la strada già percorsa. Abbiamo il brutto vizio di guardare sempre allo scalino successivo e mai a quello precedente, di conseguenza ci sentiamo sempre più sfigati di quel che siamo.
MESCALINA: "Liquid Modernity" è il secondo capitolo di una trilogia intitolata N. A. L. T. (Noise Arms Limitation Talk). Raccontateci come nasce l'idea della trilogia e cosa vuol dire?
LES FAUVES: La decisione di fare una trilogia non ha niente a che vedere con una logica razionale. Non ricordo nemmeno com'e nata l'idea. A me piace dargli delle mie interpretazioni legate al numero 3: i tre stati della materia, le tre fasi di sviluppo di un individuo, il padre, il figlio, lo spirito santo... però sono interpretazioni mie, un vero significato non c'e, o almeno non un significato voluto.

MESCALINA: Dà dove prendono ispirazione i LES FAUVES e quali sono i vostri punti di riferimento musicali?
LES FAUVES: Il nostro percorso é stato quello di liberarci da qualsiasi riferimento musicale ben preciso, volevamo essere riconosciuti come qualcosa di originale. Questa é appunto una delle tematiche del disco, per questo é una trilogia sul comportamento alieno: lo smarrimento e l'alienazione in ogni senso.

MESCALINA: In "Liquid modernity" trattate argomenti quali: assenza d'ideali, sfiducia nel futuro e nel benessere economico, incapacità a relazionarsi con gli altri. Perché la scelta di queste tematiche?
LES FAUVES: Ci piaceva rendere un contrasto fra qualcosa di estremamente colorato e qualcosa che normalmente viene considerato oscuro, una tematica pesante. Volevamo descrivere l'attualità però non dal punto di vista di qualcuno che ne é immerso, ma dalla prospettiva di chi ne é completamente estraneo, con la leggerezza di una prospettiva "aliena" appunto.
MESCALINA: Ritornando al vostro curriculum: avete collaborato alla colonna sonora del film "Non pensarci"; avete collaborato con il duo elettronico londinese Swayzak; e avete suonato allo SXSW ad Austin in Texas. Che cosa hanno rappresentato per voi queste esperienze?
LES FAUVES: Beh sono tutte cose che ci hanno arricchito, adesso siamo molto più consapevoli rispetto a prima, al di la della lista nel curriculum, abbiamo collezionato un sacco di esperienze che ci porteremo dietro per il resto della nostra vita.

MESCALINA: Cosa vi piace ascoltare in genere e quali sono, secondo voi, i gruppi italiani più interessanti del momento?
LES FAUVES: Ultimamente sto ascoltando molto l'ultimo disco dei Julie's Haircut e devo dire che mi piace moltissimo, anche se sono un gruppo che, nonostante la vicinanza geografica, va in una direzione quasi opposta alla nostra, in quanto noi siamo ipercompressi, e loro iperdilatati. Per il resto di cose interessanti in Italia ne ho sentite poche ultimamente, purtroppo la musica italiana credo che non sia nel suo periodo di massimo splendore.

MESCALINA: Che cosa rappresentano per voi i concerti?
LES FAUVES: Un concerto é sempre un momento in cui metti alla prova tutto quello che hai fatto fino a quel momento, perché se non regge la prova concerto allora tutto quello che hai fatto é stato inutile. E' per questo che quando proponi del materiale nuovo le prime volte hai sempre molta tensione addosso, fortunatamente finora é andata bene.

MESCALINA: Quali sono i vostri progetti nell'immediato?
LES FAUVES: Stiamo cercando un modo per girare un videoclip con minimo sforzo, tempi e budget strettissimi e massima resa. Non é mica una cosa facile se ci pensi. Per il resto stiamo organizzando un giro europeo per ottobre, e dopo cominceremo a registrare il terzo capitolo.

MESCALINA: Ultima curiosità: anticipazioni sul terzo capitolo della trilogia...
LES FAUVES: Penso sarà un disco molto più omogeneo, più scarno e minimale per quel che riguarda i suoni e l'arrangiamento. Insomma, il tentativo é quello di smussare certi eccessi di NALT 2, la sfida più grande é quella di riuscire ad essere semplici senza essere banali.

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