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I LES FAUVES sono indubbiamente una delle giovani migliori
realtà che la nostra scena indie ha da offrire. |
| MESCALINA:
Partiamo dagli esordi: raccontateci come nascono i LES FAUVES? LES FAUVES: Nel 2002 io e l'attuale batterista suonavamo già insieme, avevamo un progetto semielettronico, eravamo un duo dedito alla sperimentazione, uscivamo da esperienze di cover band di svariato genere e da gruppi radical garage. Fra il 2003 e il 2004 abbiamo però sentito nascere l'esigenza di suonare dal vivo, visto che quello che registravamo era impossibile da riportare in una dimensione live, così siamo ripartiti dalla base: basso chitarra e batteria. Così sono nati i LES FAUVES, successivamente si é aggiunto anche Paolo alle tastiere e siamo diventati una formazione ultraclassica con l'intento di fare una musica il meno classica possibile. MESCALINA: Nonostante la vostra età vantate un curriculum di tutto rispetto, sicuramente motivo d'invidia per altre band italiane che cercano d'imporsi sulla scena. Voi come vivete tutto ciò? LES FAUVES: Beh, da una parte ci sentiamo molto fortunati, da un altro lato però ci dispiace non poter fare ancora di più. Nel senso, sai com'è, si guarda sempre quello che c'è davanti e a volte ci si dimentica di guardarsi indietro per vedere la strada già percorsa. Abbiamo il brutto vizio di guardare sempre allo scalino successivo e mai a quello precedente, di conseguenza ci sentiamo sempre più sfigati di quel che siamo. MESCALINA: "Liquid Modernity" è il secondo capitolo di una trilogia intitolata N. A. L. T. (Noise Arms Limitation Talk). Raccontateci come nasce l'idea della trilogia e cosa vuol dire? LES FAUVES: La decisione di fare una trilogia non ha niente a che vedere con una logica razionale. Non ricordo nemmeno com'e nata l'idea. A me piace dargli delle mie interpretazioni legate al numero 3: i tre stati della materia, le tre fasi di sviluppo di un individuo, il padre, il figlio, lo spirito santo... però sono interpretazioni mie, un vero significato non c'e, o almeno non un significato voluto. MESCALINA: Dà dove prendono ispirazione i LES FAUVES e quali sono i vostri punti di riferimento musicali? LES FAUVES: Il nostro percorso é stato quello di liberarci da qualsiasi riferimento musicale ben preciso, volevamo essere riconosciuti come qualcosa di originale. Questa é appunto una delle tematiche del disco, per questo é una trilogia sul comportamento alieno: lo smarrimento e l'alienazione in ogni senso. MESCALINA: In "Liquid modernity" trattate argomenti quali: assenza d'ideali, sfiducia nel futuro e nel benessere economico, incapacità a relazionarsi con gli altri. Perché la scelta di queste tematiche? LES FAUVES: Ci piaceva rendere un contrasto fra qualcosa di estremamente colorato e qualcosa che normalmente viene considerato oscuro, una tematica pesante. Volevamo descrivere l'attualità però non dal punto di vista di qualcuno che ne é immerso, ma dalla prospettiva di chi ne é completamente estraneo, con la leggerezza di una prospettiva "aliena" appunto. MESCALINA: Ritornando al vostro curriculum: avete collaborato alla colonna sonora del film "Non pensarci"; avete collaborato con il duo elettronico londinese Swayzak; e avete suonato allo SXSW ad Austin in Texas. Che cosa hanno rappresentato per voi queste esperienze? LES FAUVES: Beh sono tutte cose che ci hanno arricchito, adesso siamo molto più consapevoli rispetto a prima, al di la della lista nel curriculum, abbiamo collezionato un sacco di esperienze che ci porteremo dietro per il resto della nostra vita. MESCALINA: Cosa vi piace ascoltare in genere e quali sono, secondo voi, i gruppi italiani più interessanti del momento? LES FAUVES: Ultimamente sto ascoltando molto l'ultimo disco dei Julie's Haircut e devo dire che mi piace moltissimo, anche se sono un gruppo che, nonostante la vicinanza geografica, va in una direzione quasi opposta alla nostra, in quanto noi siamo ipercompressi, e loro iperdilatati. Per il resto di cose interessanti in Italia ne ho sentite poche ultimamente, purtroppo la musica italiana credo che non sia nel suo periodo di massimo splendore. MESCALINA: Che cosa rappresentano per voi i concerti? LES FAUVES: Un concerto é sempre un momento in cui metti alla prova tutto quello che hai fatto fino a quel momento, perché se non regge la prova concerto allora tutto quello che hai fatto é stato inutile. E' per questo che quando proponi del materiale nuovo le prime volte hai sempre molta tensione addosso, fortunatamente finora é andata bene. MESCALINA: Quali sono i vostri progetti nell'immediato? LES FAUVES: Stiamo cercando un modo per girare un videoclip con minimo sforzo, tempi e budget strettissimi e massima resa. Non é mica una cosa facile se ci pensi. Per il resto stiamo organizzando un giro europeo per ottobre, e dopo cominceremo a registrare il terzo capitolo. MESCALINA: Ultima curiosità: anticipazioni sul terzo capitolo della trilogia... LES FAUVES: Penso sarà un disco molto più omogeneo, più scarno e minimale per quel che riguarda i suoni e l'arrangiamento. Insomma, il tentativo é quello di smussare certi eccessi di NALT 2, la sfida più grande é quella di riuscire ad essere semplici senza essere banali. |
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