Eli Cook

Intervista Eli Cook

Blues child

21/10/2007  |  di Christian Verzeletti



A PHP Error was encountered

Severity: 8192

Message: Function ereg_replace() is deprecated

Filename: interviste/singola-0.php

Line Number: 48

      
  Blues child
      Intervista ELI COOK

Eli Cook è un giovane chitarrista blues che abbiamo incontrato dopo aver scoperto il suo disco solista
"Miss blues'es child". Il ragazzo ha anche un progetto elettrico, già uscito con un nuovo disco,
"ElectricHolyFireWater", e promette bene. Da figlio del blues.


Mescalina: Eli, dove ti trovi adesso?
Eli Cook: Sono a casa mia, a Nelson County, in piena Virginia … appena fuori da Charlottesville.

Mescalina: Prima di tutto ti dico che la tua voce sembra proprio quella di un nero, almeno questa è la sensazione che ho avuto nell'ascoltare "Miss blues'es child"... poi hai messo insieme una scaletta talmente black, anche con una traccia ispirata a Langston Hughes, il poeta dell'Harlem Renaissance: una questione di musica e di cultura black?
Eli Cook: Direi cultura in ogni senso, più che cultura nera … comunque il blues è definitivamente il mio genere preferito, mentre Langston Hughes è uno dei migliori poeti di tutti i tempi. Mi piacciono anche Hemingway, John Donne, Rimbaud, Cechov e molti altri da cui prendo ispirazione.

Mescalina: Certo, però non si direbbe che tu sia bianco e soprattutto che abbia solo ventun anni! Da quanto suoni nei circuiti blues?
Eli Cook: Da quando avevo sedici anni, quindi da cinque anni e qualcosa …

Mescalina: Come hai cominciato? So che hai aperto per Johnny Winter and B.B. King...
Eli Cook: Ho cominciato prima a livello locale, dalle mie parti, soprattutto in chiesa, alle feste e cose del genere. Poi ho formato la mia prima band elettrica, la "Red House Blues Band", erano i tempi che andavo alle superiori. Suonavamo parecchia roba tipo Stevie Ray Vaughan più che altro a feste e concorsi.

Mescalina: Però c'è in giro anche un disco che si chiama "Moonshine Mojo": hai esordito con quello? Come indipendente?
Eli Cook: Sì, quello è stato il mio primo disco. Si è trattato di un'uscita indipendente, come tutti i miei dischi: più che altro era un demo che mi serviva per trovare date. Conteneva quasi tutte cover ed era elettrico, suonato con una band.

Mescalina: Ora comunque tendi a suonare più oscuro e spoglio: non segui il classico schema delle dodici battute, ma piuttosto concentri il tuo suono su poche note … come sei arrivato a questo punto? Qualche influenza?
Eli Cook: Guarda, ti dico che ho una predilezione per il blues delle origini, quando ancora nemmeno c'era la forma convenzionale delle dodici battute. Più che altro era una questione di feeling, di espressività: gente come Son House, Charlie Patton, Skip James, John Lee Hooker, Mississippi Fred McDowell, R.L Burnside e via dicendo.

Mescalina: Che tipo di chitarre usi?
Eli Cook: Principalmente una Gibson Jumbo acustica a sei corde del 1969. Poi suono anche una Washburn a dodici corde e una Guild in mogano, anche quella a sei corde. Quando suono elettrico, uso invece una Fender Stratocaster.

Mescalina: Ho visto che sulla tua acustica c'è l'autografo di B.B. King …
Eli Cook: Sì, sulla mia Gibson.

Mescalina: E invece come hai incontrato Patrick McCrowell, che suona il banjo su "Miss blues'es child"?

Eli Cook: Ci siamo incontrati ad una serie di piccoli concerti, di quelli informali, senza microfono. Lui suona soprattutto bluegrass, ma, sai, il banjo è uno strumento d'origine africana ed era molto diffuso alle origini della black music americana, ai tempi del primo blues appunto.

Mescalina: E che mi dici del tuo altro disco, quello con la band? È un progetto elettrico?
Eli Cook: Sì, del tutto elettrico. A tratti anche molto duro, con parecchi assoli di chitarra elettrica. Lì si sente di più l'influenza di Jimi Hendrix, Stone Temple Pilots, Soundgarden, ZZ Top, Pantera, oltre naturalmente a parecchia roba blues vecchio stile.

Mescalina: Giusto per farci un'idea, dimmi se assomiglia a "Fixin' to die", che è la traccia più elettrica di "Miss blues'es child" e che forse è proprio per quello l'ultima in scaletta …
Eli Cook: Direi che in questo disco siamo più dalle parti di Jimi Hendrix e dei Funkadelic, ma sempre con dentro della vecchia roba blues bella forte.

Mescalina: Dicci qualcosa di più di questo "ElectricHolyFireWater" ...

Eli Cook: Guarda, è di sicuro il mio più grosso progetto finora, tanto è vero che ci è voluto un anno per registrare. Contiene quasi esclusivamente pezzi miei, in cui cerco di combinare il buon vecchio blues con suoni hard rock più moderni. E ne sono molto fiero.

Mescalina: Bè, visto che "Miss blues'es child", nonostante sia uscito nel 2005, è stato ristampato quest'anno con una nuova distribuzione, avrai modo di suonare di più? E magari di venire anche in Europa?
Eli Cook:Lo spero, io sono pronto a suonare il più possibile.

Mescalina: E magari potrebbe arrivare anche un nuovo disco?
Eli Cook: Credo di sì … sono sempre al lavoro su nuove idee. Probabile che quest'inverno vada in studio con qualcosa di nuovo.

Eli Cook



Leggi anche:

Recensioni:

Mk Records Pyxel.it A Buzz Supreme Marte Live http://www.protosound.net