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In un mercato ostico come quello degli autoprodotti, spesso fatto di domestici cd-r che assumono le forme di ponti che possono aprire la strada alla "fortuna discografica" oppure ad un viaggio senza fine nel mondo degli anonimi, in questo difficile contesto ci piace credere che il blues sia vivo e vegeto anche tra i più giovani. Un credo alimentato da speranze come Nick Hamstra, alias Hambone, che timidamente ha qualcosa da esprimere attraverso le tracce del suo album d'esordio "Lightning in my hands". E qualcosa da raccontarci attraverso questa intervista. |
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Mescalina:
Nick, raccontaci un po' di te e di come hai cominciato a suonare
… |
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Mescalina: Alla scrittura invece come ci arrivi? Hambone: Credo sia un procedimento piuttosto casuale il mio. A volte la scintilla arriva da qualcosa che ho sentito dire, a volte invece viene prima la musica, altre invece tutto parte dal testo. Vorrei dirti che ho un mio metodo ma non è così. L'unica costante è che in ognuna di queste situazioni cerco di mettermi in ascolto e di lasciar entrare l'ispirazione. Mescalina: Conosci la Rev. Peyton's Big Damn Band? Credo che anche loro siano dell'Indiana ... Hambone: Non li conosco molto, ma li ho visti dal vivo e sono grandi. Mescalina: Che progetti hai per il futuro? Hambone: Faccio parte di una punk-blues band che si chiama Sweet Tooth, poco alla volta ci stiamo creando un seguito fuori dall'Indiana. Poi mi esibisco anche come one-man band con sola chitarra e batteria ed è una cosa che mi capita di fare spesso. Per gennaio dell'anno prossimo avrei intenzione di far uscire un altro disco di pezzi blues miei, ma devo ancora trovare uno studio. Sto anche cercando di organizzare un tour e spero di riuscire a venire in Italia. Il mio vero obiettivo è riuscire a costruirmi una carriera in qualche modo e trovare uno stile ed un suono che siano solo miei. Comunque mi basta suonare per essere felice. Mescalina: Lascio a tua discrezione l'ultima domanda: dicci ancora qualcosa di te … Hambone: Una cosa strana è che ho paura dei clown e che sono una persona molto impulsiva. Quello che preferisco fare è guidare: per me è come una forma di meditazione. Ho notato che non è così importante il dove vuoi andare, ma piuttosto la sensazione di andare da qualche parte. |