Una chiacchierata con Giulio “Estremo” Casale degli Estra, ovvero con il leader di una delle bands che più ha contribuito alla crescita del rock in italiano degli ultimi anni. L’occasione ci è stata data dall’uscita del doppio live “A conficcarsi in carne d’amore”, ma poi abbiamo alzato sempre più lo sguardo
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Una
chiacchierata con Giulio “Estremo” Casale degli Estra, ovvero con il leader
di una delle bands che più ha contribuito alla crescita del rock in italiano
degli ultimi anni. |
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Mescalina:
Giulio, vorrei cominciare col chiederti dove sei … credo che il luogo
in cui ci si trova definisca sempre in qualche modo la conversazione e
il modo di rapportarsi con l’esterno … |
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Si tratta di allargare la nostra coscienza individuale
e poi di essere contagiosi, vitali, sì,con la gioia di sperimentarsi e di
sperimentare l'infinito che vive dentro ciascuno di noi. Bisogna essere
sorridenti, alla fine, e non prendersi nemmeno troppo sul serio ... Mescalina: Le tue canzoni partono da un’assenza, da “lo zero”, ma spingono verso un altro luogo, più vitale … in questo vedo una forma di resistenza o di una lotta inesausta … mi vengono in mente scrittori come Fenoglio, Pavese, Melville … Giulio Casale: Grazie degli accostamenti. Mi levo il cappello. Mescalina: Certi tuoi “paesaggi” mi sembrano molto vicini a questi scrittori: nebbia, distese piatte, inverno, terra, fiato, freddo … Giulio Casale: C'è tutto questo, sì, e c'è la lezione delle lezioni che la Natura non smette mai di regalarci: l'eternità del ciclo vitale, appena al di là di ogni apparente sofferenza. Mescalina: Ascoltando gli Estra si percepisce quanto tu “scavi” per scrivere una canzone e quanto la band cerchi di fare altrettanto col suono, quasi a voler rappresentare, concretizzare la tua scrittura … Giulio Casale: Ti ringrazio di questa nota, perchè il nostro "goal" è sempre stato il tutt'uno musica e parole, in un gioco a sottrarre più che ad aggiungere. In questo le chitarre di “Abe” rivestono un ruolo fondamentale. Mescalina: E a proposito di scarnezza e di essenzialità, in un’intervista a Terry Lee Hale, questo misconosciuto cantautore mi ha detto di averti incontrato e di apprezzare molto la vostra musica … con chi ti piacerebbe collaborare degli artisti stranieri? Giulio Casale: Sì, mi ricordo di Terry, venne a vedere una replica di "sullo Zero" e ne fu entusiasta. Più che con artisti mi piacerebbe che gli Estra tornassero a confrontarsi con dei produttori stranieri: Nigel Godrich, che ne dici? Mescalina: Mi chiedi un parere o mi dai un’anteprima? Comunque è una sfida interessante, non mi è piaciuto con gli Strokes, ma lì sono gli Strokes che proprio non digerisco … se penso però a quello che ha fatto con “Ok computer” e con Beck, credo che potreste andare ancora oltre la direzione presa con “Tunnel supermarket” … ma torniamo a guardare leggermente indietro: al M.E.I. 2002 hai suonato “Hallelujah”, mentre in “Sullo zero” hai incluso un brano dedicato a Jeff Buckley … hai anche scritto un (ottimo) libro su di lui con Giancarlo Susanna … Giulio Casale: Jeff è stato fondamentale, a metà degli anni novanta emozionò più lui che l'intera scena rock alternativa, e ancora oggi la sua ispirazione fa proseliti, quando non cloni veri e propri. Essere stati suoi contemporanei credo sarà qualcosa da raccontare, sempre, per tutti noi. Mescalina: E concludo con un pensiero di Fenoglio … credo che Jeff Buckley lo sottoscriverebbe … mi piace immaginarlo come il senso della musica degli Estra e come via d’uscita a quella piattezza di cui abbiamo parlato: “trovata la linea verticale, l'orizzonte non conta più nulla”. Giulio Casale: Sottoscrivo anch'io. E sorrido. Ciao. Mescalina: Potremmo aprire una raccolta di firme … un sorriso anche a te. Ciao. |