Miraspinosa

Intervista Miraspinosa

19/06/2003  |  di Andrea Salvi

Facciamo quattro chiacchiere con Mirka Valente e Filippo D’Este, ovvero i Miraspinosa, ad un paio di mesi dall’uscita del loro nuovo album “E-motion”, uno dei più riusciti lavori di musica elettronica intelligente ed emozionale dell’anno.

A PHP Error was encountered

Severity: 8192

Message: Function ereg_replace() is deprecated

Filename: interviste/singola-0.php

Line Number: 48

  
    Interviste:

                    
Miraspinosa

Facciamo quattro chiacchiere con Mirka Valente e Filippo D’Este, ovvero i Miraspinosa,
ad un paio di mesi dall’uscita del loro nuovo album “E-motion”, uno dei più riusciti lavori
di musica elettronica intelligente ed emozionale dell’anno.


Miraspinosa, sono in molti a ricordarvi per i trascorsi, ormai qualche anno fa, nel CPI. Vista oramai con il distacco e la maturità che gli anni portano con sé, in quali termini pensate a questa esperienza?
Mirka > Per me è stata una esperienza forte che mi ha insegnato molto non solo a livello artistico ma anche caratteriale; ho imparato a non avere fretta e a capire le mie esigenze, in poche parole mi ha aiutato a maturare.
Filippo > L’esperienza con il CPI è stata una buona vetrina che ci permette ancora oggi di far circolare il nostro nome nell’ambiente musicale. Sono passati 5 anni da allora durante i quali è nata la “My Real Sound Records” con la quale abbiamo realizzato due album, un singolo, un videoclip ed un brano in una compilation in Germania. Ho sentito Maroccolo in questi ultimi mesi ed è felice pure lui nel vedere che Miraspinosa hanno saputo dare continuità al progetto, resistendo alle intemperie del tempo…


Quanto è stato difficile per i Miraspinosa giungere al primo contratto discografico?
Mirka > Forse è stato fin troppo facile e veloce, a quel tempo credo molte cose siano accadute prematuramente.

Sempre con il pensiero al CPI, consigliereste ad un gruppo alle prime armi di cercare un contratto con un’etichetta discografica, anche major? Mi piacerebbe che voi poteste riassumerne i pro e i contro…
Mirka > E’ giusto cercare un supporto da un’etichetta ma bisogna avere le idee chiare altrimenti si entra in una giungla in cui tutto diventa ingovernabile
Filippo > Certo! Ma più che trovare il “contratto” consiglierei di trovare un buon manager che si prenda a cuore il progetto o comunque quella label (indie o major che sia) che possa mettere l’artista nelle condizioni ideali di lavorare e rendere al massimo, senza dover sottostare a troppi compromessi che ne complicherebbero inevitabilmente il rapporto. Poi sai, ognuno di noi decide per sé, l’importante è essere pienamente convinti della scelta che si va a fare.


Pensate che l’autoproduzione sia ancora sinonimo di sforzi e sacrifici oppure la ritenete una dimensione più consona alla vostra idea di musica e quindi percorribile in tutta serenità?
Mirka > Sotto certi punti di vista è una scelta vivibile serenamente ma è innegabile che implichi enormi sforzi e se si trova in una etichetta l’ambiente ideale è comunque meglio potersi avvalere del supporto che questa può darti.

La vostra storia ha seguito un percorso evolutivo ben documentato dai tre album prodotti fin qui che pur musicalmente differenti fra loro, mantengono un approccio stilistico assai simile che li lega fortemente come in una sorta di trilogia. L’ultimo “E-motion” rappresenta bene questa complementarietà, sintetizzandone con forza la poetica. Possiamo dire che con esso i Miraspinosa abbiano in un certo senso chiuso un cerchio?
Mirka > Si, credo sia più che corretto, infatti se penso ad una eventuale evoluzione la vedo come una nuova partenza, un nuovo capitolo con mete ed ingredienti diversi; questa naturalmente è la mia sensazione del tutto personale.
Filippo > Credo di si, non ne ho ancora la completa percezione ma credo di si. Sono successe talmente tante cose nella mia vita che queste andranno sicuramente a ripercuotersi in musica. Ora come ora potrebbe succedere di tutto, veramente.

“E-motion” riflette un equilibrio particolare: non è un lavoro malinconico e nebuloso come il primo e nemmeno un duello vivace e combattuto come il secondo. Di quali riflessioni ed esperienze, anche in fatto di ascolti, è frutto l’evoluzione che lo distingue dai suoi predecessori?
Filippo > Abbiamo lavorato in tutta tranquillità e serenità, cercando di arrivare all’idea musicale che avevamo in mente per il disco e solo a quella, senza alcuna interferenza che non sia stata costruttiva. In questo senso l’appoggio/incontro con Pier Paolo Enzo ha avuto il suo peso. Pier è una gran bella persona, che si è messa a completa disposizione per la buona riuscita dell’album. Pochi sono i chitarristi da me incontrati che hanno le sue stesse capacità artistiche. Insomma “e-motion” è l’esatta fotografia del periodo che abbiamo vissuto tutti assieme per registrarlo, in un bellissimo equilibrio psico-emotivo.

In quali condizioni è stato concepito e registrato?
Mirka > Abbiamo lavorato nei ritagli di tempo concessici dal lavoro e da altri impegni. A volte siamo stati costretti a lavorare anche separatamente e per questo ovviamente i tempi si sono allungati.

È prevista l’uscita di un video anche per “E-motion”? Se sì con chi lo realizzerete?
Filippo > Si, l’idea ci sarebbe, per il pezzo “Frantic” e con gli stessi registi del precedente “Distanze”, ma in questo momento stanno lavorando per diventare “dottori” all’università. Miraspinosa possono aspettare in questo caso.

Tra l’altro per un certo periodo si è sparsa la notizia che “E-motion” dovesse venir pubblicato con una label straniera, tant’è vero che lo scorso anno siete stati inclusi in una compilation tedesca…
Filippo > Quello di “Not afraid” fu un esperimento che a loro servì per capire a quale target poteva essere indirizzato il possibile l’album, a noi invece è servito a capire che quella non era una label adatta a supportare il nostro progetto.

Nonostante ciò siete una formazione abbastanza esterofila: avete anche abbandonato del tutto i testi in italiano…
Mirka > Di certo siamo più attratti da un certo sound “nordico” ma la scelta dell’inglese come ho già ribadito non è detto che sia definitiva……..

A proposito di nomi stranieri, Mirka, hai sempre dichiarato di avere come modello di riferimento la voce di Sinead O’Connor. Come ti sei sentita nel far da spalla al suo concerto di qualche anno fa a Correggio?
Mirka > E’ stata un’esperienza irripetibile, non ho parole per descriverla…

Avete qualche aneddoto in particolare da raccontare di quella serata? Sinead O’ Connor che si complimenta con voi, o altro…
Mirka > Abbiamo brindato assieme dopo il concerto e c’era un’atmosfera molto amichevole, siamo stati messi a nostro agio in modo assolutamente naturale, insomma eravamo increduli e sbalorditi.
Filippo > In poco meno di 15 minuti di esibizione, ho visto 6000 persone applaudire ad ogni cambio musicale … credo ci avessero confusi per Sinead.!










Ci sono artisti, stranieri o italiani con i quali volentieri vi vorreste confrontare su disco? Penso ai vostri contributi al tributo a Wyatt con gli In Circolo o alla partecipazione alla scrittura della colonna sonora del film “Escoriandoli” di Antonio Rezza…
Mirka > E’ una cosa a cui non ho ancora pensato. Le precedenti collaborazioni erano patrocinate dal Consorzio.
Filippo > Mi piacerebbe tornare a fare qualcosa per il cinema o comunque fare colonne sonore e anche musiche per documentari. Come pure misurarmi con il teatro. Vedremo...


Il cambio di nome da Mira Spinosa a Miraspinosa è dovuto a soli motivi di assonanza?
Filippo > E’ stato un modo per dire che il progetto, dopo l’uscita dal CPI, si era rafforzato invece di indebolirsi e che eravamo più vivi che mai.

Protagonista della musica dei Miraspinosa, pur di derivazione essenzialmente elettronica e quindi sintetica, rimane il ruolo della voce di Mirka. Come cataloghereste la vostra musica? C’è qualcuno a cui vi piacerebbe venire accostati?
Filippo > Mi piace definirla “e-motion music style”. In tutti questi anni ci hanno accostati a tanti nomi risonanti, forse troppi.
Mirka > Catalogare la nostra musica per noi è alquanto difficile comunque in tutta sincerità, meglio essere accostati a Bjork o Lamb piuttosto che alle Tatù!


Una cosa che mi ha sempre colpito è il magnetismo che esercitate sul pubblico nelle vostre esibizioni live. Ricordo con grande suggestione i lunghissimi applausi che vi riservava il pubblico ai tempi del CPI…
Mirka > Non saprei cosa aggiungere se non che è una cosa fantastica stare sul palco quando c’è un’atmosfera particolare.
Filippo > La cosa non è cambiata sai, il pubblico ai nostri concerti è sempre molto generoso, e questo è molto appagante, perché vuol dire essere arrivati al loro cuore.

Non vi siete mai posti dei limiti per quanto riguardasse l’assetto del gruppo sul palco: da duo a trio con l’introduzione di un bassista, poi in acustico con violoncello, poi con la chitarra del fuoriuscito Pier Paolo Enzo…i Miraspinosa che vedremo in questo tour saranno però un gruppo vero e proprio, cosa cambierà rispetto al passato?
Filippo > Sono contento di aver potuto collaborare con molti musicisti. Il concetto di “condivisione” è molto importante per me anche in musica, perché è anche attraverso essa che l’arte si concretizza. Ora abbiamo preparato un live con Francesco Doro al basso e al moog (datato 1981), e Massimo Saccarola alla chitarra/synth. Abbiamo dato quindi ancora più profondità e ampiezza al sound.

Come stanno andando i concerti a supporto di “E-motion” fino ad oggi?
Filippo > Stanno andando bene, la risposta del pubblico continua ad essere positiva. Abbiamo e stiamo lavorando nella giusta strada.

La domanda di rito: cosa ascoltano i Miraspinosa? Consigliate ai lettori di Mescalina tre titoli a testa!
Mirka > Lamb (debut album), Radiohead (kid a), Craig Armstrong (the space between us).
Filippo > Non saprei, non sto ascoltando molta musica in questo periodo, invece ho letto tre libri di Paulo Coelho: “L’alchimista”, “Veronica decide di morire” e “Sulla sponda del fiume Pietra mi sono seduta e ho pianto”. Tra l’altro in questi giorni sta uscendo anche il suo ultimo libro “Undici minuti”.


E per finire una cosa che nessuno mai vi avrà chiesto: la “meta difficile” dei Miraspinosa di oggi è ancora quella dei primi anni di attività oppure siete alla ricerca di altro, qualcosa di diverso?
Mirka > Lanostra meta era ed è quella di crescere anche artisticamente perciò la strada è ancora lunga da percorrere…

Grazie per questa intervista, a presto!
Mirka > grazie a te! Ciao!

Miraspinosa



Leggi anche:

Recensioni:

Live:

http://www.protosound.net A Buzz Supreme Mk Records Pyxel.it Marte Live