Facciamo
quattro chiacchiere con Mirka Valente e Filippo D’Este, ovvero i Miraspinosa,
ad un paio di mesi dall’uscita del loro nuovo album “E-motion”, uno dei
più riusciti lavori di musica elettronica intelligente ed emozionale dell’anno.
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Facciamo
quattro chiacchiere con Mirka Valente e Filippo D’Este, ovvero i Miraspinosa,
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sono artisti, stranieri o italiani con i quali volentieri vi vorreste confrontare
su disco? Penso ai vostri contributi al tributo a Wyatt con gli In Circolo
o alla partecipazione alla scrittura della colonna sonora del film “Escoriandoli”
di Antonio Rezza… Mirka > E’ una cosa a cui non ho ancora pensato. Le precedenti collaborazioni erano patrocinate dal Consorzio. Filippo > Mi piacerebbe tornare a fare qualcosa per il cinema o comunque fare colonne sonore e anche musiche per documentari. Come pure misurarmi con il teatro. Vedremo... Il cambio di nome da Mira Spinosa a Miraspinosa è dovuto a soli motivi di assonanza? Filippo > E’ stato un modo per dire che il progetto, dopo l’uscita dal CPI, si era rafforzato invece di indebolirsi e che eravamo più vivi che mai. Protagonista della musica dei Miraspinosa, pur di derivazione essenzialmente elettronica e quindi sintetica, rimane il ruolo della voce di Mirka. Come cataloghereste la vostra musica? C’è qualcuno a cui vi piacerebbe venire accostati? Filippo > Mi piace definirla “e-motion music style”. In tutti questi anni ci hanno accostati a tanti nomi risonanti, forse troppi. Mirka > Catalogare la nostra musica per noi è alquanto difficile comunque in tutta sincerità, meglio essere accostati a Bjork o Lamb piuttosto che alle Tatù! Una cosa che mi ha sempre colpito è il magnetismo che esercitate sul pubblico nelle vostre esibizioni live. Ricordo con grande suggestione i lunghissimi applausi che vi riservava il pubblico ai tempi del CPI… Mirka > Non saprei cosa aggiungere se non che è una cosa fantastica stare sul palco quando c’è un’atmosfera particolare. Filippo > La cosa non è cambiata sai, il pubblico ai nostri concerti è sempre molto generoso, e questo è molto appagante, perché vuol dire essere arrivati al loro cuore. Non vi siete mai posti dei limiti per quanto riguardasse l’assetto del gruppo sul palco: da duo a trio con l’introduzione di un bassista, poi in acustico con violoncello, poi con la chitarra del fuoriuscito Pier Paolo Enzo…i Miraspinosa che vedremo in questo tour saranno però un gruppo vero e proprio, cosa cambierà rispetto al passato? Filippo > Sono contento di aver potuto collaborare con molti musicisti. Il concetto di “condivisione” è molto importante per me anche in musica, perché è anche attraverso essa che l’arte si concretizza. Ora abbiamo preparato un live con Francesco Doro al basso e al moog (datato 1981), e Massimo Saccarola alla chitarra/synth. Abbiamo dato quindi ancora più profondità e ampiezza al sound. Come stanno andando i concerti a supporto di “E-motion” fino ad oggi? Filippo > Stanno andando bene, la risposta del pubblico continua ad essere positiva. Abbiamo e stiamo lavorando nella giusta strada. La domanda di rito: cosa ascoltano i Miraspinosa? Consigliate ai lettori di Mescalina tre titoli a testa! Mirka > Lamb (debut album), Radiohead (kid a), Craig Armstrong (the space between us). Filippo > Non saprei, non sto ascoltando molta musica in questo periodo, invece ho letto tre libri di Paulo Coelho: “L’alchimista”, “Veronica decide di morire” e “Sulla sponda del fiume Pietra mi sono seduta e ho pianto”. Tra l’altro in questi giorni sta uscendo anche il suo ultimo libro “Undici minuti”. E per finire una cosa che nessuno mai vi avrà chiesto: la “meta difficile” dei Miraspinosa di oggi è ancora quella dei primi anni di attività oppure siete alla ricerca di altro, qualcosa di diverso? Mirka > Lanostra meta era ed è quella di crescere anche artisticamente perciò la strada è ancora lunga da percorrere… Grazie per questa intervista, a presto! Mirka > grazie a te! Ciao! |