Pipers

Pipers

Dream-pop sognante e folk


18/01/2017 - di Carlotta Garavaglia
Alternaif è il nuovo e terzo album dei Pipers, uscito il 21 ottobre 2016 per Bulbart. Il gruppo, da quando si è fondato ha subito alcuni cambiamenti, ha attraversato fasi musicali diverse tenendo come cifra stilistica il brit-pop soprattutto con il primo album "No One but Us" (2009). Dal 2015 però Stefano De Stefano e Stefano Bruno, i due fondatori, decidono che come duo possono bastarsi. Gli abbiamo fatto qualche domanda dopo l`uscita di "Alternaïf", per vedere cosa li ha li spinti a scrivere il disco e che progetti, segretissimi, hanno per il futuro.
Nella mia recensione di Alternaïf vi ho definiti preraffaelliti perchè ascoltando il vostro lavoro mi sono venuti in mente i quadri di quel periodo, l`evanescenza legata però ad una ricchezza di particolari unica del genere. A che cosa vi siete ispirati per questo disco?

Sicuramente non ai dipinti che sono un concetto un po’ troppo alto per noi. Più che ispirarci, abbiamo fatto un bel respiro guardandoci dentro e deciso di provare ancora una volta a mettere una griglia di note sul magma che ci bruciava dentro a livello di vissuto ed esperienze più o meno personali.

Avete iniziato come una band; ora siete un duo: com`è cambiato il vostro assetto e vostro modo di scrivere le canzoni?

Siamo passati dall’avere una chitarra elettrica al mandolino fino alle tastiere. Di fatto ci siamo sempre aggirati in quelle terre a metà strada tra suoni acustici e altri più pop. Il modo di scrivere le canzoni è rimasto pressoché lo stesso, forse quello che è cambiato è il tempo che mi regalo nel concepire una nuova canzone. Prima mi forzavo in alcuni casi, oggi potrebbero passare anche dei mesi e la cosa non mi peserebbe. Anche perché ho già tanto materiale ottimo in cantiere.

Il titolo del disco Alternaïf è la summa del vostro stile musicale, un dreampop sognante e naif, ma ben ancorato a terra con il folk. Ritenete sia il vostro disco della maturità, come si usa dire, o quello della svolta?

Il precedente Juliet Grove è stato quello che marcava un cambio abbastanza evidente nei suoni. Questo nuovo album accentua quella formula rendendola ancora più spoglia ed essenziale. Quindi mi piace pensare che il disco della maturità non sia ancora arrivato.

Ci sono però anche brani molto “pop” e radiofonici come Follow the flow, con l`invito a seguire l`istinto:follow the flow, a new day`s begun, go with the flow, take me where you want, I won`t ask for more, even now that it`s cold, I can hear your call”. Raccontateci il messaggio di Alternaif.

Non esiste un messaggio unico, perché non è un concept album. È una raccolta di dieci canzoni che sono micro universi di vita spalmata su una scrittura che vuole essere lieve e possibilmente arrivare a insinuarsi nella vita delle persone: amore, rotture, il bisogno di trovare un proprio posto nel mondo o la necessità di affrontare i proprio fantasmi.

Com`è stato aprire il concerto di Savoretti a Napoli lo scorso luglio?

Ricordo di aver usufruito del suo catering e di aver fatto contento il suo pubblico sugli spalti, che ci ha fatto sentire a casa. In effetti lo eravamo perché Napoli risponde sempre bene. Lui è una persona molto gentile.

Siete stati in tour in autunno: proseguirete nei primi mesi del 2017? In concerto mantenete sempre l`assetto di duo o per alcune occasioni vi affidate ad altri musicisti? Nel caso con chi collaborate maggiormente?

Nel 2017 siamo in tour presumibilmente fino a maggio, principalmente in duo. Ai live più grossi ci arriviamo in formazione a quattro, con Leonardo alle tastiere e Santiago alla batteria. Due ottimi musicisti/amici.

 
Progetti per il futuro?

Non posso dirteli ora, ma ci sono eccome.

 
Link:

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https://soundcloud.com/pipers
https://bulbartlabel.bandcamp.com







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