Gea

Intervista Gea

Ancora in viaggio

17/01/2005  |  di Vito Sartor

I Gea sono una delle realtà più interessanti ma meno appariscenti del panorama musicale indipendente della nostra penisola. Li abbiamo incontrati per una chiacchierata molto informale durante una pausa del viaggio che presto li condurrà alla realizzazione del terzo album. Un’occasione per entrare nel vivo su alcune questioni che hanno influenzato il loro operato di questo ultimo anno e soprattutto per avere alcune anticipazioni circa il loro futuro più immediato.

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    Ancora in viaggio

          Intervista ai Gea

I Gea sono una delle realtà più interessanti ma meno appariscenti del panorama musicale indipendente della nostra penisola. Li abbiamo incontrati per una chiacchierata molto informale durante una pausa del viaggio che presto li condurrà alla realizzazione del terzo album. Un’occasione per entrare nel vivo su alcune questioni che hanno influenzato il loro operato di questo ultimo anno e soprattutto per avere alcune anticipazioni circa il loro futuro più immediato


Mescalina: La vostra carriera musicale incontra ad un certo punto un bivio. Diverse vicissitudini vi guidano alla scelta di fare un salto di qualità non indifferente, ci volete parlare di questo periodo?
Benny: Dovremmo partire davvero dall'inizio ovvero dall'esperienza bellissima dei Bug, nostra prima formazione, la quale arrivò al termine in maniera assolutamente naturale. Ad un certo punto infatti ci fu un cambio totalmente radicale di formazione, quasi sempre chitarristi, seguita poi dai cambiamenti circa gli interesse musicali di ogni singola persona. Ognuno voleva fare una cosa diversa dall'altra e rimanendo in tre abbiamo deciso di ripartire da zero sulle basi che avevamo costruito e cominciare una nuova avventura. Come ti dicevo questo fu un cambiamento radicale, rimanendo in tre si ragiona di meno sul da farsi, diventando più concreti, anche se allo stesso punto eravamo un gruppo diverso e potevamo contare solo su di un trio (basso – chitarra - batteria) circa il supporto strumentale.
Steo: Confermo, in realtà poi qualcuno aveva finito la "birra" e non aveva più energia. Noi invece avevamo ancora una voglia matta di suonare, l'avere molte cose da dire ci ha guidato verso questa scelta che ci ha portato a fare quel famoso salto di qualità di cui tu parli.


Mescalina: A cosa attribuite il buon seguito di pubblico, cominciato con “Ruggine” e continuato dopo l'uscita di “Shhh...Blam!” che attualmente è il vostro ultimo disco, giusto?
Steo: Esatto, prima di tutto i risultati che abbiamo ottenuto li attribuiamo sempre alla passione che ci mettiamo per fare una cosa, in secondo luogo è che le nostre composizioni ce le sentiamo sopra la nostra pelle, ce le sentiamo nostre, non so se mi spiego, questo è davvero appagante e credo che anche il pubblico l’abbia capito. Poi è chiaro che rimane la voglia di divertirsi e di suonare sempre.
Benny: Continuare a crederci è importantissimo, questo ti porta ad incontrare anche qualche “bottarella di culo” che ti capita solo se suoni tanto dal vivo riuscendo di conseguenza a farti notare.


Mescalina: Dal punto di vista delle scelte sonore il vostro punto di riferimento musicale è stato il grunge che all'epoca del primo disco ormai era completamente scomparso?
Benny: Sì, è vero, soprattutto con “Ruggine” abbiamo molto risentito degli strascichi del grunge. Fai conto che tutto quello che passava da Seattle e dalla Subpop in genere, era tra i dischi negli scaffali di casa nostra, diverso è per Roberto (nuovo bassista ndr) che arriva da ambienti più inclini al metal, e sicuramente questo è stato un apporto non indifferente al nostro stile.

Mescalina: La melodia è una prerogativa un po’ anomala per il vostro sound. Ascoltando “Ruggine”, a primo acchito, sembra che la componente melodica sia inesistente, invece poi se prestiamo maggiore attenzione, nei vostri brani emerge molta ricerca in termini di suono e melodia. Per intenderci sembra che “Shhh...Blam!” sia un disco più immediato rispetto a “Ruggine”?
Benny: Sai la melodia è un discorso troppo soggettivo per essere affrontato così generalmente. Per me e per i miei standard “Ruggine” è più melodico rispetto all'ultimo disco, ha in sè degli elementi di immediatezza più forti. C'è da dire che sono due produzioni diverse a livello di sonorità. Secondo me le canzoni di “Ruggine” hanno avuto più tempo per essere scremate e hanno sedimentato parecchio prima di essere incise sul disco. “Shhh... Blam” è un disco molto più nervoso, veloce con una canzone attaccata all'altra, che ti lascia poco tempo per ricercare melodia.
Steo: Le scelte melodiche avvengono molto spontaneamente, non attuiamo un lavoro di ricerca particolare.
Roberto: Sì, è vero in sala e altrove i Gea sono sempre stati spontanei, li ho sentiti suonare un po’ ovunque e l'impatto è sempre stato molto forte, riuscendo ad andare al di là dell'aggressività. In effetti stiamo sempre più ricercando i suoni senza cadere nella scontatezza.


Mescalina: Ci troviamo in un periodo dove nell’ambito del rock indipendente risalta l'orecchiabilità dei brani, voi invece vi proponete con un rock quasi aggressivo. Vi sentite in controtendenza?
Benny: Vedrai dal vivo!!!!!!
Steo: Sai, non sono cose studiate a tavolino, per usare una citazione di Fossati - "la musica la fai un po’ per te e un po’ per come ti viene" e questa è anche la nostra filosofia. Nel nostro lavoro le idee che progettiamo provengono dal nostro background musicale e le composizioni escono naturalmente. Io per esempio ascolto molto Sophia che è un'artista che provoca parecchie emozioni, come allo stesso tempo posso ascoltare dischi di band molto più aggressive.


Mescalina: È bello sentire la parola “emozioni” nel vostro contesto e non posso fare a meno di chiedervi se secondo voi nell'indie rock di oggi questo concetto non viene quasi abusato?
Benny: Sì, hai ragione, si ha questa tendenza in genere ad usare motivetti o composizioni scontate che ti entrano e ti escono subito dalla testa ed eccedere nell’emotività, ma a noi proprio non viene di fare questo, oltre che non venirci affatto richiesto dal nostro pubblico.
Steo: Col tempo stiamo lavorando assai sulle dinamiche sonore, più maneggi su questi piani sonori più il tuo livello di comunicatività cresce.


Mescalina: Scusatemi la provocazione è vero che i gruppi bergamaschi sono etichettati come i vini con la dicitura "indicazione geografica tipica"?
Benny: No!









Steo: Sì, dai, diciamo che esiste questa etichetta, poco tempo fa era anche citata su un articolo di "Musica di Repubblica". Secondo me non si può parlare di scena a Bergamo, esiste solo un gruppo sostenuto di band a cui piace fare musica e che spesso collabora assieme, poi il tutto è sicuramente condizionato dal successo dei Verdena. Se i Verdena erano di Padova probabilmente la stampa avrebbe parlato di un’ipotetica scena padovana. Quello che ci preme dire è che siamo tutti delle realtà indipendenti a livello artistico.

Mescalina: Secondo voi la Jestrai Records sta cogliendo al balzo questa palla?
Benny: La Jestrai ha il pregio di aver prodotto una nutrita schiera di gruppi musicali diversi tra loro. Sta facendo un buon lavoro sia con la produzione che con il Jestrai Festival dando l'occasione a numerose band di venir fuori. Da visibilità a realtà che altrimenti rimarrebbero escluse.
Steo: Be’, Mary è una persona squisita, molte volte ha lavorato splendidamente e professionalmente (ride per il conflitto di interessi che si trova ad affrontare circa la sua presenza nei Lana prodotti appunto dall’etichetta bergamasca, ma a noi sembra del tutto sincero) altre volte lo ha fatto a livello emozionale mettendoci parecchio romanticismo. Se Jestrai utilizzasse le sue energie con più razionalità secondo me diventerebbe una realtà ancora più importante.


Mescalina: Ci volete spiegare che cosa è successo invece con la vostra etichetta. Ad un certo punto Santeria fece girare un comunicato in cui screditava una vostra newsletter nella quale si diceva che la stessa etichetta fiorentina da li a poco avrebbe chiuso i battenti. Come sono rimasti i vostri rapporti attualmente?
Steo: Premetto che con l'etichetta siamo tutt'ora in ottimi rapporti e abbiamo sempre avuto una relazione professionale estremamente corretta. Il fatto che questa realtà discografica fosse
In un periodo di riposo lo sapevano tutti, la nostra newsletter conteneva per sbaglio la parola chiusura, qualcuno poi ha riportato o inoltrato il nostro comunicato in una forma più dura e questo giustamente ha provocato una reazione decisa da parte loro. C'è da dire che loro si sono trovati in rete questa notizia quando sarebbero usciti ancora dei dischi firmati Santeria e questa non è una bella pubblicità né per gli artisti (Benvegnù, Gatto Ciliegia, Andrea Chimenti) né per la label stessa. Poi c'e sempre chi ci ricama sopra dicendo ad esempio che la causa di tutto ciò era l'uscita dei Perturbazione dall'etichetta, ma queste sono solo il frutto di chiacchiere di piazza. Il nostro rimane solo un equivoco.


Mescalina: Per voi il capitolo con la label è definitivamente concluso?
Steo: Sì, di fatto ormai è ufficiale che Santeria prenderà questo periodo di stand-by e credo che se un giorno ritornerà a produrre dischi non lo farà di certo con l'intensità di prima per tanto non credo che ci sia spazio per noi in futuro.

Mescalina: Questa vicenda è coincisa con il vostro "silenzio" nell'attività live dell'ultimo anno, cosa è successo ad un certo punto?
Steo: Le uscite nell'ultimo anno si sono ridotte perché stavamo risolvendo problemi interni dovuti principalmente all’uscita del vecchio bassista Nicola. In questo momento difficile stavamo pensando intensamente al nostro futuro. Abbiamo fatto solo due o tre concerti e abbiamo lavorato al video di "Cocktail".
Benny: Abbiamo anche avuto delle sfortunate vicissitudini con un paio di agenzie di booking e come dice Steo stavamo ricercano armonia all'interno del gruppo, per noi questa era la cosa fondamentale, che non ci spingeva a cercare date in giro. C'è stato infine l'arrivo di Roberto come nuovo bassista, con il conseguente periodo di rodaggio, tutti questi cambiamenti positivi o negativi ti richiedono molto impegno.


Mescalina: Una volta superata questa crisi la terapia migliore per la riabilitazione è stato lavorare al nuovo disco?
Benny: Esatto, questo è stato già un grande traguardo perché significa che in noi è ritornata la voglia di suonare che abbiamo tanto ricercato in questo ultimo anno. Il nuovo disco è bello!!!! (risate compiaciute). Scherzi a parte il nuovo disco delinea perfettamente quello che è stato il nostro cammino artistico. Emerge molta spontaneità nelle cose che stiamo creando oltre che a beneficiare del nuovo apporto di Roberto e tutto questo ci riempie di soddisfazione. Le canzoni hanno un filo conduttore più marcato rispetto agli altri due dischi, i pezzi sono fin troppo ragionati, quasi a voler spaccare il capello in quattro ad ogni passaggio.
Roberto: Parli di capello e guardi dalla mia parte perché ho i capelli bianchi? Sei invidioso? (si rivolge alla testa rasata di Benny ndr). A parte gli scherzi la mia entrata nella band è avvenuta molto spontaneamente, conosco i Gea (allora Bug) da dieci anni, diciamo che ero un loro fan. Il fatto di essere arruolato nel power trio mi ha reso davvero felice. Più volte scherzando, avevo manifestato la mia intenzione a suonare con loro ma non volevo di certo rovinare un gruppo affiatato come il loro. Diciamo che stavo cercando qualcosa di qualitativamente diverso dall'ambito metal da cui provengo. Ormai è un anno che suono nei Gea, sia dal vivo che in sala prova e mi sento abbastanza integrato. Loro hanno un bel metodo di lavoro che è guidato dalla passione, non tanto dall'estetismo e questa è la nostra risorsa principale.


Mescalina: Ci saranno degli ospiti nel nuovo lavoro?
Steo: Sì, ci sono diverse idee, su un pezzo ci sarà anche il sax di un componente dei Bogartz, una rock-band della nostra zona che si ispira parecchio a Neil Young e Morphine. Abbiamo in mente di invitare uno special guest ma non possiamo farne ancora il nome.
Benny: Sarà comunque un disco equilibrato sia dal punto di vista della componente rock classica sia per quanto riguarda gli altri inserimenti strumentali.


Mescalina: E per la registrazione?
Steo: Cominceremo le registrazioni tra poco al Blocco A di Padova, da Giulio Favero (One Dimentional Man). Diciamo che ci fidiamo completamente di lui, visto che i suoi lavori precedenti sono stati notevoli e i nostri gusti musicali sono parecchio affini a suoi.

Mescalina: Grazie ragazzi, vi “sentiamo” on stage!
Gea: Grazie a voi!

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