I Gea sono una delle realtà più interessanti ma meno appariscenti del panorama musicale indipendente della nostra penisola. Li abbiamo incontrati per una chiacchierata molto informale durante una pausa del viaggio che presto li condurrà alla realizzazione del terzo album. Un’occasione per entrare nel vivo su alcune questioni che hanno influenzato il loro operato di questo ultimo anno e soprattutto per avere alcune anticipazioni circa il loro futuro più immediato.
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I Gea sono una delle realtà più interessanti ma meno appariscenti del panorama musicale indipendente della nostra penisola. Li abbiamo incontrati per una chiacchierata molto informale durante una pausa del viaggio che presto li condurrà alla realizzazione del terzo album. Un’occasione per entrare nel vivo su alcune questioni che hanno influenzato il loro operato di questo ultimo anno e soprattutto per avere alcune anticipazioni circa il loro futuro più immediato |
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Mescalina:
La vostra carriera musicale incontra ad un certo punto un bivio. Diverse
vicissitudini vi guidano alla scelta di fare un salto di qualità non indifferente,
ci volete parlare di questo periodo? |
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Steo:
Sì, dai, diciamo che esiste questa etichetta, poco tempo fa era anche
citata su un articolo di "Musica di Repubblica". Secondo me non si può parlare
di scena a Bergamo, esiste solo un gruppo sostenuto di band a cui piace
fare musica e che spesso collabora assieme, poi il tutto è sicuramente condizionato
dal successo dei Verdena. Se i Verdena erano di Padova probabilmente la
stampa avrebbe parlato di un’ipotetica scena padovana. Quello che ci preme
dire è che siamo tutti delle realtà indipendenti a livello artistico. Mescalina: Secondo voi la Jestrai Records sta cogliendo al balzo questa palla? Benny: La Jestrai ha il pregio di aver prodotto una nutrita schiera di gruppi musicali diversi tra loro. Sta facendo un buon lavoro sia con la produzione che con il Jestrai Festival dando l'occasione a numerose band di venir fuori. Da visibilità a realtà che altrimenti rimarrebbero escluse. Steo: Be’, Mary è una persona squisita, molte volte ha lavorato splendidamente e professionalmente (ride per il conflitto di interessi che si trova ad affrontare circa la sua presenza nei Lana prodotti appunto dall’etichetta bergamasca, ma a noi sembra del tutto sincero) altre volte lo ha fatto a livello emozionale mettendoci parecchio romanticismo. Se Jestrai utilizzasse le sue energie con più razionalità secondo me diventerebbe una realtà ancora più importante. Mescalina: Ci volete spiegare che cosa è successo invece con la vostra etichetta. Ad un certo punto Santeria fece girare un comunicato in cui screditava una vostra newsletter nella quale si diceva che la stessa etichetta fiorentina da li a poco avrebbe chiuso i battenti. Come sono rimasti i vostri rapporti attualmente? Steo: Premetto che con l'etichetta siamo tutt'ora in ottimi rapporti e abbiamo sempre avuto una relazione professionale estremamente corretta. Il fatto che questa realtà discografica fosse In un periodo di riposo lo sapevano tutti, la nostra newsletter conteneva per sbaglio la parola chiusura, qualcuno poi ha riportato o inoltrato il nostro comunicato in una forma più dura e questo giustamente ha provocato una reazione decisa da parte loro. C'è da dire che loro si sono trovati in rete questa notizia quando sarebbero usciti ancora dei dischi firmati Santeria e questa non è una bella pubblicità né per gli artisti (Benvegnù, Gatto Ciliegia, Andrea Chimenti) né per la label stessa. Poi c'e sempre chi ci ricama sopra dicendo ad esempio che la causa di tutto ciò era l'uscita dei Perturbazione dall'etichetta, ma queste sono solo il frutto di chiacchiere di piazza. Il nostro rimane solo un equivoco. Mescalina: Per voi il capitolo con la label è definitivamente concluso? Steo: Sì, di fatto ormai è ufficiale che Santeria prenderà questo periodo di stand-by e credo che se un giorno ritornerà a produrre dischi non lo farà di certo con l'intensità di prima per tanto non credo che ci sia spazio per noi in futuro. Mescalina: Questa vicenda è coincisa con il vostro "silenzio" nell'attività live dell'ultimo anno, cosa è successo ad un certo punto? Steo: Le uscite nell'ultimo anno si sono ridotte perché stavamo risolvendo problemi interni dovuti principalmente all’uscita del vecchio bassista Nicola. In questo momento difficile stavamo pensando intensamente al nostro futuro. Abbiamo fatto solo due o tre concerti e abbiamo lavorato al video di "Cocktail". Benny: Abbiamo anche avuto delle sfortunate vicissitudini con un paio di agenzie di booking e come dice Steo stavamo ricercano armonia all'interno del gruppo, per noi questa era la cosa fondamentale, che non ci spingeva a cercare date in giro. C'è stato infine l'arrivo di Roberto come nuovo bassista, con il conseguente periodo di rodaggio, tutti questi cambiamenti positivi o negativi ti richiedono molto impegno. Mescalina: Una volta superata questa crisi la terapia migliore per la riabilitazione è stato lavorare al nuovo disco? Benny: Esatto, questo è stato già un grande traguardo perché significa che in noi è ritornata la voglia di suonare che abbiamo tanto ricercato in questo ultimo anno. Il nuovo disco è bello!!!! (risate compiaciute). Scherzi a parte il nuovo disco delinea perfettamente quello che è stato il nostro cammino artistico. Emerge molta spontaneità nelle cose che stiamo creando oltre che a beneficiare del nuovo apporto di Roberto e tutto questo ci riempie di soddisfazione. Le canzoni hanno un filo conduttore più marcato rispetto agli altri due dischi, i pezzi sono fin troppo ragionati, quasi a voler spaccare il capello in quattro ad ogni passaggio. Roberto: Parli di capello e guardi dalla mia parte perché ho i capelli bianchi? Sei invidioso? (si rivolge alla testa rasata di Benny ndr). A parte gli scherzi la mia entrata nella band è avvenuta molto spontaneamente, conosco i Gea (allora Bug) da dieci anni, diciamo che ero un loro fan. Il fatto di essere arruolato nel power trio mi ha reso davvero felice. Più volte scherzando, avevo manifestato la mia intenzione a suonare con loro ma non volevo di certo rovinare un gruppo affiatato come il loro. Diciamo che stavo cercando qualcosa di qualitativamente diverso dall'ambito metal da cui provengo. Ormai è un anno che suono nei Gea, sia dal vivo che in sala prova e mi sento abbastanza integrato. Loro hanno un bel metodo di lavoro che è guidato dalla passione, non tanto dall'estetismo e questa è la nostra risorsa principale. Mescalina: Ci saranno degli ospiti nel nuovo lavoro? Steo: Sì, ci sono diverse idee, su un pezzo ci sarà anche il sax di un componente dei Bogartz, una rock-band della nostra zona che si ispira parecchio a Neil Young e Morphine. Abbiamo in mente di invitare uno special guest ma non possiamo farne ancora il nome. Benny: Sarà comunque un disco equilibrato sia dal punto di vista della componente rock classica sia per quanto riguarda gli altri inserimenti strumentali. Mescalina: E per la registrazione? Steo: Cominceremo le registrazioni tra poco al Blocco A di Padova, da Giulio Favero (One Dimentional Man). Diciamo che ci fidiamo completamente di lui, visto che i suoi lavori precedenti sono stati notevoli e i nostri gusti musicali sono parecchio affini a suoi. Mescalina: Grazie ragazzi, vi “sentiamo” on stage! Gea: Grazie a voi! |