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Intervista Elliott Murphy - A metà strada
Elliott Murphy

Elliott Murphy

A metà strada


16/05/2005 - di Christian Verzeletti
Eccovi la seconda parte dell’intervista che abbiamo realizzato con Elliott Murphy all’Auditorium di Bergamo. Troviamo interessante come, dietro al tono pacato e amichevole di un’artista esperto come lui, ci sia ancora il desiderio di guardare avanti in modo arguto e di considerarsi solo a metà della propria carriera.

      
 
A metà strada
       Intervista a Elliott Murphy

II parte      

Eccovi la seconda parte dell'intervista che abbiamo realizzato con Elliott Murphy
all'Auditorium di Bergamo. Troviamo interessante come, dietro al tono pacato e amichevole
di un'artista esperto come lui, ci sia ancora il desiderio di guardare avanti in modo arguto
e di considerarsi solo a metà della propria carriera.


Mescalina: Elliott, tu hai sempre vissuto su entrambi i fronti, musica e scrittura …
Elliott Murphy: Sì, in realtà la musica è sempre stata la mia passione principale, ma mi è sempre piaciuto darmi da fare con la scrittura. Forse dovrei essere uno scrittore serio che si dedica al suo mestiere ogni giorno, invece riesco a farlo solo con la chitarra …

Mescalina: Un po' come due fiumi che sfociano nello stesso mare?
Elliott Murphy: Sì, esatto. Ma allo stesso tempo è anche qualcosa che sorge da me e che scorre verso qualche altro posto … forse sfocia tutto in un unico posto o forse proviene tutto da un unico posto, ma comunque non so dove sia. Gli appunti che prendo a volte si trasformano in canzoni e a volte in racconti, però in ogni caso credo che non sarei capace di vivere senza … dico per davvero: la letteratura è la mia religione e il rock'n'roll è la mia droga.

Mescalina: Beh, adesso che è un po' di tempo che vivi in Francia, direi che oltre alla dipendenza hai dovuto affrontare anche l'esilio!

Elliott Murphy: Sì, sono un americano in esilio!
Mescalina: Non è così male come sembra …
Elliott Murphy: No, non mi lamento, anzi mi ci trovo bene!

Mescalina: Comunque, se guardi alla tua carriera, c'è sempre della storia che passa attraverso la tua musica, le tue canzoni e la tua scrittura … e anche attraverso le tue scelte: non si può dire che stando in esilio tu non sia in buona compagnia!

Elliott Murphy: Proprio così. È stato un po' come una profezia: prima ho detto che non immaginavo tutto questo - cioè che sarebbe andata finire così - ma è proprio quello che volevo!

Mescalina: E anche il concerto di stasera è un altro pezzetto di storia per te, perché conosci Graziano Romani ormai da così tanto tempo …
Elliott Murphy: Sì, è passato davvero un bel po' di tempo e ci siamo tenuti in contatto in tutti questi anni …

Mescalina: E stasera suonate di nuovo insieme, quindi la storia continua …
Elliott Murphy: Sì, perché Graziano è uno di quelli veri: ha una grande voce e una grande passione per la sua musica che è riuscito a mantenere dai tempi dei Rocking Chairs fino alla sua carriera solista e non mi stancherò mai di ascoltare questo suono che c'è nella sua voce.

Mescalina: Nelle tue canzoni invece io trovo sempre un interrogarsi sul tempo … penso a "Green river", tra le ultime, quando canti di tre anelli …
Elliott Murphy: Adesso ne ho quattro!
Mescalina: Qual è il quarto?
Elliott Murphy: Questo qua! (me lo indica)
Mescalina: … "passato, presente e destino" (è un verso di "Green river", NDR) … quindi questo rappresenta il futuro?
Elliott Murphy: Sì, ma sai, quando sei una persona creativa, in un certo senso è difficile non vivere sempre nel passato, perché è come se tu ci tornassi alla ricerca di un'ispirazione per le tue canzoni e per la tua scrittura, per poi trasformare tutto in qualcosa di diverso, ma allo stesso tempo non puoi continuare a ritornare … è strano: a volte sono sul palco che canto "Last of the rock stars", che è la prima canzone che ho registrato, e mi sembra un pezzo nuovo di zecca … il tempo … ma che cos'è il tempo?

Mescalina: Bella domanda, il tempo … forse si tratta solo del passato, del presente e del futuro che scorrono insieme, senza distinzione …
Elliott Murphy: Mmmhh, non male come risposta … posso intervistarti?
Mescalina: No, è il mio turno adesso! Come ti vedi quando ti guardi indietro?
Elliott Murphy: Fortunato, molto, molto fortunato. Ti dirò che infatti la perseveranza è il mio più grande pregio e difetto. Sono ostinato, non mollo mai e sono stato fortunato a trovare un pubblico qui in Europa e anche una moglie e una famiglia …

Mescalina: E invece cosa vedi quando guardi avanti?
Elliott Murphy: Ah! Quello che cerco di fare è concentrarmi sul mio lavoro … credo di aver scritto più canzoni negli ultimi dieci anni che in tutta la parte precedente della mia carriera. Sembra proprio che in questo periodo stia scrivendo una quantità di canzoni come non ho mai fatto prima; poi sto lavorando ad un nuovo libro, un romanzo che si svolge a New York nei primi anni Ottanta, e sto registrando un album blues, che dovrei finire nel giro di pochi giorni …
Mescalina: Uscirà presto?
Elliott Murphy: Sì, dovrebbe uscire a settembre e chiamarsi "Murphy gets muddy", sarà il mio primo disco blues … cerco solo di tenermi occupato, di vivere il momento, di fare dei programmi per non stare mai fermo e di darmi da fare con la chitarra ogni giorno …

Mescalina: Nelle tue canzoni poi c'è sempre una fusione tra quello che è il tuo immaginario e la realtà: da una parte ci sono personaggi che svolgono un ruolo simbolico, come Picasso e Fellini, per esempio, e dall'altra c'è sempre qualcosa ben radicato in quello che è il nostro tempo … come in "Ground zero" …
Elliott Murphy: Beh, questo credo sia perché io seguo la tradizione dei trovatori e i trovatori cantavano spesso di ciò che veramente accadeva nel loro tempo, erano gente vera … anche i folksinger hanno fatto lo stesso e hanno fatto canzoni su Jesse James, sulle grandi alluvioni e sui disastri minerari. Così per me è stato quasi naturale scrivere una canzone su Ground Zero.

Mescalina: Ah, ecco Olivier … se non mi sbaglio, anche lui canta su quella canzone … come vi siete incontrati?

Elliott Murphy: È stato attraverso un giornalista, un giornalista rock … che è anche musicista e vive nella stessa città di Olivier, il posto si chiama Le Havre, ed è un po' come Liverpool, ci sono dei buoni musicisti rock lì … comunque io gli ho chiesto se aveva qualche chitarrista da raccomandarmi e lui mi ha detto che conosceva questo Olivier Durand, che secondo lui aveva un background simile al mio… ed era proprio così!









Mescalina: Dicono che nella tua carriera da quando vi siete incontrati c'è stata una vera e propria rinascita …
Elliott Murphy: Sì, è vero! Sai, non ho mai avuto un vero partner … cioè, il mio bassista Ernie Brooks suona il basso per me da così tanto tempo ed è un ottimo amico, gli posso chiedere qualunque cosa, ma non abbiamo lo stesso tipo di approccio in fatto di creatività. Olivier invece è come … è diventato anche il mio archivio, perché si ricorda di canzoni che io ho scritto e di cui mi sono dimenticato, di canzoni che ho solo cominciato e su cui ci mettiamo a lavorare insieme … adesso scriviamo anche un bel po' di canzoni insieme … e si ricorda anche certe cose che dovrei fare sul palco e che invece mi sfuggono, è il mio …

Mescalina: È come un computer che tiene tutto in memoria?
Elliott Murphy: Esatto! È il mio hard disc! In realtà ha diciott'anni meno di me e quindi ha una memoria migliore …

Mescalina: E a proposito di rinascita, la tua musica non ha mai smesso di esistere, non c'è stato un momento in cui si è fermata …
Elliott Murphy: Sì, però credo che ci siano stati tre distinti periodi: il primo periodo negli anni Settanta, quando ho dato la scalata alla montagna del rock'n'roll e poi sono caduto a precipizio, poi i primi anni Ottanta e Novanta, quando ho dovuto imparare a vivere in una realtà indipendente, e poi ci sono stati gli ultimi dieci anni in cui ho lavorato con Olivier. Questo nuovo album "Never say never" è il meglio di questi dieci anni che sono stati di sicuro per me una rinascita come cantautore. È come se avessi trovato una nuova voce …

Mescalina: Sì, in effetti la tua voce è molto più mirata …
Elliott Murphy: È connessa in modo più solido con il mondo che mi sta attorno …
Mescalina: E anche il tuo modo di cantare …
Elliott Murphy: A lì la voce è calata un po' …
Mescalina: Però si è fatta più soul, più profonda …
Elliott Murphy: Forse sì. Lo spero o magari è un altro modo per dirmi che sono invecchiato!?
Mescalina: Potrebbe essere …
Elliott Murphy: Anche i miei eroi prima erano gente come James Dean o Jimi Hendrix, ma adesso sono Muddy Waters and Howlin' Wolf and B.B. King: gente che ha venti o trent'anni più di me e che è ancora in pista …
Mescalina: Vuol dire che hai ancora parecchia strada da fare!
Elliott Murphy: Molta strada, credo di essere solo a metà strada!

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