Amari

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“Per rompere la bolla, non basta una canzone”, ci vuole un disco intero.


15/01/2013 - di Enza Ferrara
Li abbiamo attesi per molto tempo e in tanti. Ed eccoli qui, pronti ad uscire con un nuovo lavoro. Ci è mancata la loro euforia, il loro modo di far suonare le canzoni, ma fortunatamente gli Amari sono tornati e con un disco "immenso" - come direbbe qualcuno. Il nuovo album si intitola Kilometri. Noi abbiamo avuto il piacere di fare qualche domanda agli Amari via mail e Dariella e Pasta ci hanno risposto così. Ascoltate il disco (che è bello davvero) e leggete cosa ci hanno detto.
Mescalina: Finalmente siete tornati! L’ultimo disco l’avete prodotto nel 2009. Adesso (ripeto) finalmente siete tornati. Dove siete stati? Cosa è successo?
Dariella:  Diciamo che siamo stati a casa a riposare per un po’ e poi ci siamo messi a studiare anche perché dopo Poweri sentivamo la necessità di fare dei passi in avanti artisticamente. Ovviamente non essendo noi delle rockstar il “riposare” per noi si è tradotto in un immergersi con maggiore intensità nelle rispettive vite e carriere, tradotto in parole povere, “lavorare”. Abbandonare i palchi per un po’ ci ha fatto riscoprire energie e urgenze che forse stavamo perdendo di vista e diciamo quindi che questo silenzio è stato decisamente costruttivo!

Mescalina: Quando e come è nata la necessità di produrre un nuovo disco?
Pasta: La prima necessità è stata capire se avevamo ancora la voglia di suonare assieme come un tempo, appurato con gioia questo abbiamo tentato di capire se avevamo del buon materiale messo da parte nei cassetti, parole e note che facessero davvero la differenza, avessero cioè qualcosa da dire all’ascoltatore, ed alla fine è arrivata anche la voglia di produrre questo benedetto album e provare a farlo ascoltare a più persone possibili.

Mescalina: Come nasce questo nuovo lavoro, Kilometri?
Dariella: Kilometri nasce ufficialmente nel momento in cui abbiam deciso di fermarci con il lavoro di cesello sulle canzoni contenute in questo disco. Già, proprio così perché effettivamente mai abbiamo lavorato per così tanto tempo e con così tanta indulgenza su dei nostri pezzi. Ci son canzoni che hanno richiesto anche 7 versioni differenti prima di sceglierne le definitive. Tutto ciò perché lo scopo finale era dare realmente vita alle parole di queste canzoni e nel mentre abbiamo scoperto che “rosso” sopra un fa diesis minore può anche diventare “nero”. Kilometri nasce dunque nel momento in cui abbiamo avuto la piena consapevolezza del lavoro fatto fino a quel preciso istante

Mescalina: Qual è il filo conduttore che lega questo album al vostro percorso (se c’è uno) e qual è il punto di rottura con il lavoro precedente (se c’è)?
Dariella: Noi solitamente abbiam sempre perseguito una specie di dualismo espressivo tra album pazzi e persuasi di “romanticismo”  e album ragionati all’insegna di una specie di “classicismo”. Questo nostro settimo disco fa sicuramente parte del secondo filone assieme ad “Apotheke” e “Scimmie d’amore”, quello del provare a fare del Pop cristallino senza troppi fronzoli, senza febbre e malattia. Il punto di rottura rispetto al lavoro precedente è abbastanza ovvio a questo punto.

Mescalina: Cosa racconta Kilometri?
Dariella:  Kilometri a livello tematico è probabilmente una media di tutte le nostre ossessioni precedenti, c’è  l’irriverenza di Gamera, l’intimismo di GMM e Scimmie d’amore ma c’è anche lo sguardo verso quello che accade attorno a noi che era più marcato in Poweri, il tutto dentro una continua speculazione legata al passaggio del tempo, come attesa del futuro, analisi degli errori passati e tentativo curativo nei confronti del presente. 

Mescalina: Tra il synth e quel “pop sbagliato” si gioca tantissimo con le parole. Un pezzo come Africa, o come la title-track Kilometri, ma anche Il tempo più importante sono brani che raccontano di distanze … Forse state rincorrendo qualcosa? Vi andrebbe di parlarci di questi tre brani… una sorta di track by track fatta, ovviamente, da voi che li avete scritti per questo disco.
Dariella: Africa ad es. è un pezzo che parla inevitabilmente dell’Italia, della sua dicotomia tra città e  provincia che tutt’oggi caratterizza e condiziona ancora il procedere incerto di questo paese. Africa è un pezzo che ci parla di distanze geografiche ma anche di distanze anagrafiche, tra pensiero avvizzito e conservatore e voglia di fuga per trovare spazi di espressione o semplice e necessaria legittimazione. Questo aspetto è presente a mo’ di epitaffio anche ne Il tempo più importante, in effetti (“precisi come i voli dei tuoi amici che scappano”) e chi fugge solitamente è sempre più “giovane". Kilometri (come Africa) è un pezzo scritto totalmente a 4 mani e per questo esplicita bene l’immaginario messo a disposizione da me e Pasta per la band in tutti questi anni; il fatto di essere noi stessi distanti l’uno dall’altro credo abbia influito molto in tutto ciò. Giusto P?

Mescalina: Cosa ci dite sull’immagine di copertina dell’album?
Pasta: ci abbiamo lavorato durante tutte le session del disco, con scarsi risultati, a partire dal titolo e dall’immagine, nessuna idea ci convinceva, ma chiuso il pezzo Kilometri il domino è scattato: il pezzo doveva dare il titolo all’album, e quella parola doveva permeare anche la copertina. Così una notte, carta e penna alla mano ho abbozzato l’idea del paesaggio, nascondendoci dentro anche una clessidra, per tentare di inserire i due concetti chiave del disco, tempo e spazio per l'appunto. Il tocco finale è del Dariella, l’idea di “collocare” tutto quanto all’interno di una sorta di mappa sdrucita, appena aperta fra le mani di un viaggiatore.

Mescalina: Come sono gli Amari dopo questa nuova uscita discografica? Come sono nel 2013, come sono cambiati? (se sono cambiati)
Dariella:  Beh, ci auspichiamo di essere cresciuti un po’! Non semplicemente in termini anagrafici ovviamente! 

Mescalina: Kilometri. Chilometri percorsi, forse, lungo le autostrade dell’Italia e magari in qualche cittadina europea? Come la trovate l’Italia, voi che avete deciso di fare questo mestiere? Questo futuro c’è o non c’è (per citarvi!)?
Pasta: Crediamo ci possa essere, certo, ma per continuare a citarci “per rompere la bolla, non basta una canzone” vale a dire serve rimboccarsi le maniche, e non poco!

Mescalina: Un live della vostra carriera che vorreste ripetere?
Dariella: Io quoto per il secondo live al Circolo delgi Artisti a Roma ! Credo fosse il 2007? L’emozione di vedere per la prima volta così tante persone cantare una nostra canzone (Campo Minato) è tutt’ora indelebile. Un momento bellissimo!

Mescalina: Siamo in chiusura (felicissima del ritorno!): se avete altro da dirci, un messaggio conclusivo con cui lasciarci, a voi lo spazio! E salutate i lettori di Mescalina.it come volete voi…
Dariella: Grazie di cuore per averci aspettato! (non era per niente scontato!)

Grazie di tutto, Amari, e bentornati! (Siete mancati)

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