Sandy Muller è certamente una delle più belle realtà della musica d’autore ´etnica´ in circolazione. Con il suo ´Falsa Rosa´ ha dato una spinta qualitativa importante alla sua parabola artistica regalando al pubblico un’opera che spinge in avanti guardando anche nel retrovisore, così come si conduce in autostrada.
Abbiamo avuto il piacere di poter conversare con lei e con Claudio Pezzotta, chitarrista dell’ensemble, in tutta tranquillità alla vigilia del loro bellissimo concerto al Blue Note trascorrendo un’ora che ci è parsa durare un minuto; questo grazie alla spontaneità ed alla ricchezza degli argomenti.
Di seguito l’intervista che, congiuntamente alla recensione ed al servizio sul concerto di Milano, speriamo possa consegnare ai lettori un quadro completo di questa splendida cantante.
Mescalina: come vivi il tuo essere italiana e brasiliana? Quale tra le due componenti prevale, ammesso che si possa porre il problema in questi termini?
*Sandy: musicalmente devo riconoscere di sentirmi più vicina al Brasile, è un dato di fatto. La musica brasiliana è certamente quella che ho più ascoltato e che mi ha più influenzato. Conservo anche un imprinting italiano ma, come dice mio padre, essere brasiliani è uno stato d’animo. Io sono nata e cresciuta a Roma e ho vissuto in ambasciata fino ai dodici anni, si parlava portoghese con i vicini ed era come essere in un’isola anche se poi uscivi dalla porta e ti trovavi a Piazza Navona.
*Mescalina: in effetti nel tuo ultimo lavoro, ancor più che nei precedenti, prevale lo spirito carioca. Tuttavia nei brani cantati in italiano emerge un secondo aspetto, forse un po’ più materiale, più concreto, tipico della penisola. Ti ci ritrovi in questo bipolo?
*Sandy: questo in effetti è un punto centrale della mia musica. C’è la verve brasiliana nelle armonie, nei ritmi e nei modi di strutturare una canzone, tuttavia la mia italianità è presente nella concretezza delle tematiche, in una certa consistenza alla quale in realtà sto pensando mentre stiamo conversando. Per questo mi piace parlare di ´mia musica´, proprio per la convivenza molto speciale di elementi diversi.
*Mescalina: il chitarrista (Claudio Pezzotta), musicalmente molto brasiliano anche se di matrice italianissima, anzi romanissima, che ci dice al proposito di questa duplice matrice?
*Claudio: voi avete scritto giustamente su Mescalina che siamo nel XXI secolo e ´Falsa Rosa´ ne è un segno. In effetti le identità culturali oggi o si estremizzano e si separano oppure si fondono morbidamente e io, da chitarrista nato a Roma, sono sempre stato portato a non chiudermi. Nella mia città ci sono molti eccellenti batteristi che suonano una splendida musica brasiliana ma, volendo fare esempi di musicisti più noti, ricordo Omar Sosa o Gismonti nei quali fatichi a trovare una radice unica. Il più bel complimento che ho ricevuto è stato di Marcelo Costa, percussionista brasiliano che suona con Caetano ed altri artisti di punta che mi ha detto: ´Claudio, tu sei il primo musicista straniero che suona la musica brasiliana come si deve´.
*Mescalina: volendo razionalizzare in che cosa consiste questo ´..come si deve´ ?
*Claudio: lui non l’ha spiegato; credo si riferisse comunque a quella sensibilità, a quel filtro che interposto verso la nostra italianità genera un ibrido tale da essere ritenuto musica brasiliana da un brasiliano o musica italiana da un nostro connazionale; rimane questa indecisione che a mio avviso è la cosa migliore del nostro lavoro.
*Mescalina: il vostro essere ´brasiliani´ è comunque lontano dai classici stilemi del folk, del ballo o del carnevale. Artisticamente emerge una verve più personale, specie nei testi che spesso evocano una visione quasi distaccata dal mondo.
*Sandy: questo forse attiene al mio lato più italiano. Nelle mie canzoni parlo di cose che, se non ho vissuto personalmente, ho visto ed ho assimilato riproponendone una versione con un approccio magari più europeo. C’è però anche un lato tipicamente brasiliano nelle mie liriche che consiste nel trattare temi relativi alla semplicità del quotidiano. Per esempio la ´Samba della cuoca´, incisa nel primo lavoro, appartiene a questo spirito.
*Mescalina: leggendo i testi delle canzoni si ha la sensazione che la narrazione sia chiara, conchiusa, e che quindi la composizione parta più dai versi che dalla musica. Poesia molto ben musicata quindi più che idee melodiche o armoniche a cui si fanno seguire le parole. E’ così?
*Sandy: è molto spesso vero; ´Ventre della terra´ è partito così, idem ´In cerca´. Io scrivo molto, annoto i pensieri sovente già strutturati pensando alla metrica di una possibile musica in modo da evitare cambi eccessivi. Capita comunque che prima nasca la melodia, come in ´Dama do Ibé´ nella quale Claudio ha composto una linea così bella che io avevo fin quasi timore di sovrapporci delle parole.
*Mescalina: diciamo che si denota un approccio integrato ma di stampo tipicamente cantautorale.
*Sandy: esatto e la cosa vale anche per altri aspetti del nostro lavoro, inclusa la parte grafica di art cover. Tutti sono chiamati a dare un contributo, in funzione delle proprie competenze, per realizzare un qualcosa il più completo, organico ed artistico possibile.
*Mescalina: cogliendo il riferimento all’art cover, sulla copertina di ´Falsa Rosa´ sei ritratta in una posa che pare in caduta o in elevazione verso qualcosa. Ha una spiegazione particolare?
*Sandy: in effetti la cosa può essere vista nei due modi. La foto della copertina era associata al brano ´Rosa Morena´ e dato che la rosa è il simbolo centrale del disco l’abbiamo portata in prima pagina.
Claudio: l’ultimo lavoro è stato un vero e proprio progetto complessivo. Il mercato discografico sarà anche in crisi ma è possibile fare un buon lavoro se fai partecipare della gente in modo corale, complessivo, facendo economia ricorrendo alle competenze ed alle sensibilità di tutti finalizzate non solo al rapporto umano ma anche una consapevolezza di quello che si sta facendo, cosa che poi traspare nel prodotto finale.
*Mescalina: un altro valore importante a nostro avviso è la tua voce, tenue ma espressiva, che evoca speranza e dramma, gioia e dolore. Vivi tra gli opposti?
*Sandy: l’osservazione è molto centrata. Tutti viviamo contrasti e tensioni, è un aspetto della vita reale; lo stesso titolo del lavoro dà un senso immediato a questo, la rosa che poi è falsa proprio perché non è tutto colore e profumo.
*Mescalina: in questo senso potresti definire il tuo album come un ´concept´?
*Sandy: il senso generale è l’invito a guardare la realtà, in questo senso si può parlare di concetto sotteso nel lavoro. I brani sono stati scelti in funzione di questa intenzione e in questa chiave il lavoro ha certamente una sua unitarietà.
Claudio: a questo proposito ricordo quello che Yorke, il cantante dei Radiohead, aveva detto circa l’importanza di fare una canzone di rilievo senza stare a pensare a tutto il disco. Se sei arrivato ad un certo livello di popolarità ti bastano tre minuti per sintetizzare quello che la gente si aspetta. Ma non può essere tutto così; se vai ad una mostra di quadri non ti puoi limitare ad un’opera, serve una visione complessiva dell’artista. Questo trovo sia molto importante anche per la musica, fin dai tempi dell’opera in cui si trovava un’unitarietà di suono, testo e teatro.
*Mescalina: in questo senso ´Falsa Rosa´ è certamente un passo avanti rispetto ai dischi precedenti.
*Sandy: c’è una distanza tra i miei primi lavori e ´Falsa rosa´ legata principalmente ad una crescita fisiologica. Il primo disco nasce spontaneamente, senza una reale consapevolezza di quello a cui vai incontro. Il secondo disco non ha avuto una storia felice, anche se a noi piace ancora moltissimo; non essendo uguale al primo ha spiazzato molta gente che gli ha riservato un’accoglienza piuttosto fredda nonostante con Linha avessimo cercato il pubblico. In questo lavoro abbiamo quindi deciso di prenderci un momento nostro, prendendo i nostri tempi e le nostre idee senza farci troppo condizionare dall’esterno.
Claudio: ricordo che con il secondo lavoro abbiamo avuto qualche reazione di stupore; dopo il buon successo del primo cd, che per essere un debutto di musica brasiliana vendette circa seimila copie, tutti si aspettavano una replica. Quello che ci siamo sentiti dire da alcune radio in fase promozionale era che, in realtà, ´Linha´ non era un disco di musica brasiliana; restammo un po’ stupiti, anche perché poi il disco uscì in Brasile e lì venne percepito come un disco di musica pop brasiliano anche se fatto da una produzione italiana. Per questo abbiamo deciso di fare una cosa nostra dedicandoci appunto ad un ´concetto´.
*Mescalina: viste queste scelte e viste anche le vostre melodie tutt’altro che zuccherine su che cosa contate per attrarre l’attenzione ed il gradimento degli ascoltatori?
*Sandy: prima di tutto conto sull’intelligenza delle persone e poi sul fatto che il simile attrae il simile. Se non ti interesso come musicista probabilmente non ti interesso nemmeno umanamente, non abbiamo poi molto da dirci. Cerco quindi la condivisione, se ci si vuole capire si sta bene insieme ma tutto sommato non c’è alcun obbligo per questo.
Claudio: un po’ dappertutto c’è la mania di considerare le persone come se fossero dei bimbi di tre anni. A parte il fatto che un bimbo di tre anni non è uno stupido e non va trattato come tale comunque il pubblico non merita questo; inoltre ritengo giusto che la fatica che si è fatta per realizzare il lavoro sia capita ed anche condivisa da chi ascolta, occorre uno sforzo per stupirsi ed aprire un mondo.
Sandy: cogliendo questo spunto sostengo che per apprezzare un disco occorra dedicargli almeno tre quarti d’ora di attenzione, mi pare veramente il minimo.
*Mescalina: come vi muovete per la promozione del vostro disco? Riuscite ad avere opportunità per presentarvi?
*Sandy: lavoriamo principalmente in Italia; per promuovere occorre essere sul posto e noi viviamo qui. La cosa non è semplice dato che le opportunità non sono molte, i locali dove si può suonare decentemente sono pochi, spesso sono ambienti dove la musica è solo una cornice di contorno mentre noi cerchiamo altro. Preferiamo quindi fare meno cose ma farle bene, presentarci sul palco come vogliamo.
*Mescalina: voi ritenete che oggi come oggi la maggior facilità nel fare un disco o nel comunicare consentita dalla tecnologia possa essere un aiuto nella promozione di se stessi?
*Claudio: assolutamente sì! Dio benedica Internet, che credo non c’entri nulla con la crisi. Grazie al web tanta gente di talento riesce a farsi sentire, anche se poi c’è molta roba che non vale molto. Il gioco comunque vale la candela viste le opportunità che consente. La base è il rispetto delle persone e di te stesso; in questo caso quello che fai può emergere.
*Mescalina: quali sono le caratteristiche ultime ed essenziali della vostra musica?
*Claudio: nasce tutto dall’intenzione di levare piuttosto che di aggiungere. Un lavoro non può essere troppo denso, il disco finirebbe con il sembrare un pezzo di granito. Abbiamo quindi evidenziato tutte le parti acustiche cercando di salvaguardare la naturalità degli strumenti. Qui ci ha molto aiutato Jacques Morelenbaum, che ha perfettamente intuito l’estetica che cercavamo. Per esempio in ´Rosa Morena´ si è proposto un arrangiamento a quattro clarinetti che rispetta l’armonia tipica a quattro voci della chitarra, legata questa alle quattro dita che si muovono sulle corde e che è poi tipica di molta bossa o samba. Infatti ne è risultato un disegno estremamente chitarristico che riesco a riprodurre facilmente anche dal vivo senza l’apporto dei quattro legni, questo grazie appunto a questa coerenza estetica tra idea ed arrangiamento. La batteria è raramente suonata con le bacchette e viene più proposta come se fosse uno strumento percussivo e non metronomico, a beneficio dell’idea acustica del tutto.
*Mescalina: appare quindi esserci una componente importante di studio e di riflessione. Quanto c’è di scritto nella vostra musica rispetto all’improvvisazione?
*Claudio: la parte scritta è certamente importante anche se in questo disco sono state più importanti le idee di insieme piuttosto che le partiture. Nei dischi precedenti ho scritto quasi tutto mentre per ´Falsa Rosa´ ho sviluppato delle cellule di due o quattro battute sulle quali si è poi chiesto agli altri di svilupparsi liberamente. Il batterista si è divertito in modo particolare per questo.
*Mescalina: in questo modo suppongo che la registrazione del disco sia stata piuttosto elaborata.
*Sandy: abbiamo fatto molte prove, questo sì. La registrazione è durata quattro o cinque giorni ma le prove hanno richiesto un mese e prima ancora composizioni ed arrangiamenti hanno impegnato alcuni mesi; è stato un progetto lungo.
*Mescalina: una curiosità; come mai avete scelto la cover di Dalla ´Balla Balla Ballerino´?
*Sandy: la scelta è stata motivata dal testo della canzone. Come dicevo il concetto del disco è l’invito a guardare la realtà, questo ballerino balla sul mondo passando su tutti gli aspetti del reale esorcizzando con la propria arte i problemi della vita. Mi è sembrata una figura perfetta ai sensi del messaggio del disco.
*Mescalina: nella versione in portoghese tuttavia abbiamo avuto la sensazione che fosse nostalgica, quasi pessimista, come se il danzatore si avviasse verso una fine da morte del cigno!
*Sandy: beh, io non riesco a vederla così anche perché nella versione portoghese ho tradotto le parole nel modo più letterale possibile, conservando in definitiva il messaggio positivo che dicevo. L’effetto che sottolinei è probabilmente generato dall’arrangiamento, che va calando dove Dalla cresce e che è stato basato anche su ritmi variati, dai 7/8 ai 4/4 ai ¾; forse questo può dare una spiegazione a questa sensazione.
Claudio: tenere tutto in 4/4 sarebbe stato troppo piatto, i tempi dispari hanno voluto sottolineare le difficoltà della vita ma alla fine il ballerino ne esce vincente. E’ l’espressione di una speranza.
*Mescalina: dobbiamo purtroppo concludere. Mi dite quali sono i 5 CD più importanti, anche se non necessariamente i più belli, che portereste sull’isola deserta?
*Sandy: che domandona; vediamo:
- Gal Costa - Minha Voz
- Caetano Veloso - Livro
- Gilberto Gil- Unplugged
- Djavan - Luz
- Stevie Wonder - Inner Vision
Claudio: io porto
- John Coltrane - Giant Steps
- Bill Frisell - This Land
- Caetano Veloso - Livro
- A. Carlos Jobim - Tom & Edu
- Sting - il live ´Bring on the Night´
*Mescalina: bene, chiudiamo qui questa conversazione per certi versi ´brasiliana´ vista la morbidezza delle esposizioni anche nei passaggi più particolari. Uno specchio della loro musica, di quella ´Falsa Rosa´ che in realtà è vera arte; andate a cercarlo.