Gli Okkervil River sono una band che si sta dimostrando tra le più interessanti e le più difficili da definire nel panorama dell’”american music”: originari del New Hampshire e poi trasferitisi in Texas, si muovono sulle acque di un fiume immaginario che garantisce alle loro canzoni una mutevole fertilità.
Ne abbiamo parlato con Will Sheff, in occasione della recente uscita di un loro Ep e di un nuovo disco che dovrebbe arrivare a breve, a ingrossare un corso che si sta facendo sempre più imprevedibile.
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Gli Okkervil River sono una band che si sta dimostrando tra le più interessanti
e le più difficili |
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Mescalina:
Will, mi sembra che “Down the river of golden dreams” abbia creato delle
aspettative sul prossimo disco, specialmente per il cambio di suono che
c’è stato rispetto al cd precedente … |
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Mescalina: E anche artisti come Chagall… tutte queste cose si possono ritrovare nella vostra musica… per esempio i personaggi di Chagall che galleggiano nell'aria mi ricordano i vostri che sembrano vivere in un mondo irreale, fatto di sogni, di sola coscienza e di acque profonde… Will Sheff: Mi è sempre piaciuto Chagall. Siamo anche nati lo stesso giorno e ho sempre avuto la sensazione di potermi relazionare a lui proprio per questo motivo. Mescalina: In un certo senso ci riesci … basta guardare le copertine dei vostri dischi, che sembrano una combinazione di creature immaginarie e realistiche, quasi storiche … Will Sheff: Amo il lavoro di William Schaff. Lo chiamiamo sempre per la grafica dei nostri dischi. Il suo modo di lavorare di solito ha risvolti molto più politici, ma io ho sempre amato quelle creature fantastiche che fa per le nostre copertine. Sembra quasi che siano dei totem, che rimangono a fare la guardia ai nostri dischi, quando noi ci distraiamo. Mescalina: So che lui cura la grafica anche per i dischi dei Godspeed You Black Emperor!, dei Songs: Ohia, dei Kid Dakota ecc. … però quando lavora per voi, sembra che tenga sempre l’acqua come soggetto principale … Will Sheff: Sì, con “Down the river of golden dreams” l’unica indicazione che abbiamo dato a William era proprio l’acqua, come hai detto tu. Per il nuovo disco invece ho quasi scritto le canzoni pensando a lui, gli ho anche suonato le prime versioni dei pezzi e poi ho lasciato che ci lavorasse sopra. Poi quando mi ha dato le prime bozze, ho rivisto alcune canzoni in modo che riflettessero di più quello che lui stava facendo. Alla fine credo che il lavoro di William in questo disco sia davvero una parte integrante della musica. Mescalina: Già lo era prima … comunque, sembra sempre che l’acqua sia sempre presente nella tua scrittura e nel modo in cui sviluppate le canzoni … Will Sheff: In un certo senso, anche questo sarà un disco pieno di acqua: è fluido, limpido e ha a che fare più con la rinascita e il perdono. Mentre “Don’t fall in love with everyone you see” era un disco fatto più di terra, sudicio e sporco, ma anche lui nel pieno della crescita. Mescalina: Immagino che tu abbia sempre avuto passione per la narrativa … almeno a guardare il nome che vi siete scelti … Will Sheff: È un fiume che si trova fuori San Pietroburgo, in Russia. Ed è anche un racconto di Tatyana Tolstaya. Abbiamo deciso di chiamarci così proprio dopo averlo letto. Mescalina: Non è esattamente quello che ci si aspetta da una band che ha la sua base in Texas!? Will Sheff: Paradossalmente la gente ha preso questo nome così astruso e così poco americano come un indicatore della nostra fedeltà all’alt-country. Non so perché, ma a qualcuno suona molto country, anche se non c’è nessun Okkervil negli Stati Uniti. Mescalina: Lasciandosi trasportare dall’immaginazione, si potrebbe dire poi che la componente magica che c’è nella vostra musica proviene dalla natura del New Hampshire … come se vi fosse rimasto dentro qualcosa della vostra terra … Will Sheff: Sì, il New Hampshire è il posto che preferisco sulla terra. Mi sento davvero molto ma molto fortunato ad essere cresciuto in una piccola cittadina tagliata fuori da tutto, in un periodo che è venuto prima di internet, della tv satellitare, dei Wal-Mart e degli Starbucks, di tutte quelle cose che hanno fatto diventare il mondo un posto così piccolo e stretto. Ci sono molte cose che rendono deprimente la vita in una piccola città, ma ci sono anche aspetti meravigliosi per quanto riguarda la natura, le persone e il fatto di essere più isolati. Sai, penso che il miglior lavoro in cui mi possa trovar coinvolto debba essere legato, in qualche modo difficile da spiegare, a qualcosa che c’è nella natura del Nord-Est degli Stati Uniti. Mescalina: E il nuovo disco allora rimarrà più o meno negli stessi posti? Will Sheff: Non ci sarà l’organo e questa sarà la differenza principale! Abbiamo usato degli strumenti che non avevamo mai usato prima, che costano anche molto meno! Come per esempio un Casio SK-1, che è il miglior strumento che puoi trovare per dieci dollari! Mescalina: C’è già un titolo? Will Sheff: Sì, “Black sheep boy”. Mescalina: L’ultima domanda: ma questo fiume dei sogni dorati vi porterà prima o poi a suonare in Europa e in Italia? Will Sheff: Di sicuro ritorneremo in Europa quest’anno e dovremmo fare un vero e proprio tour, non solo una data come abbiamo fatto l'ultima volta. Amo l’Italia - i miei nonni di nome fanno Braconi ed io ho dei parenti dalle parti di Roma. Sarebbe bello se riuscissi ad incontrarli in occasione del tour! |