Van Cleef Continental

Intervista Van Cleef Continental

IL CASO VAN CLEEF

11/07/2005  |  di Christian Verzeletti

In pochi sanno chi è Van Cleef e ancora più in pochi si saranno chiesti chi è Van Cleef. Noi, da buoni cacciatori di taglie, lo abbiamo raggiunto, più che per un’intervista, per un vero e proprio interrogatorio. Non c’era altro modo per ottenere informazioni da un personaggio che ama celare la sua identità dietro a qualche canzone, convincendosi di essere un criminale o peggio il personaggio di qualche romanzo noir. Una volta che lo abbiamo rintracciato in uno dei suoi covi nel mezzo di una valle bresciana, abbiamo proceduto come segue …

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  IL CASO VAN CLEEF
       Intervista a Van Cleef Continental

In pochi sanno chi è Van Cleef e ancora più in pochi si saranno chiesti chi è Van Cleef. Noi, da buoni cacciatori di taglie, lo abbiamo raggiunto, più che per un'intervista, per un vero e proprio interrogatorio. Non c'era altro modo per ottenere informazioni da un personaggio che ama celare la sua identità dietro a qualche canzone, convincendosi di essere un criminale o peggio il personaggio di qualche romanzo noir. Una volta che lo abbiamo rintracciato in uno dei suoi covi nel mezzo di una valle bresciana, abbiamo proceduto come segue …


Mescalina: Sig. Van Cleef, prego si metta là contro il muro, insieme agli altri …
Van Cleef: Non mi piacciono gli altri!

Mescalina: Non faccia storie, è una questione di pochi minuti e poi procederemo a interrogarla. Ecco, si giri di profilo, così …

Van Cleef: Come, così? A destra? A sinistra? Sa che i profili non sono mai uguali? Se lo fossero saremmo più belli, perché il nostro occhio identifica la bellezza con la simmetria.

Mescalina: Per favore, mi dia il suo nome:
Van Cleef: Non mi piace il mio nome.

Mescalina: Allora il cognome:
Van Cleef: Van Cleef

Mescalina: Età:
Van Cleef: Siete una rivista scandalistica?

Mescalina: Una professione almeno ce l'ha?
Van Cleef: Musicista e ciarlatano. Vendo anche di tutto, ma proprio di tutto, perché non ho mai i soldi per pagarmi gli strumenti, che qui in Italia costano sempre di più, e si trovano anche sempre le marche più scadenti. Allora ho cominciato a comprare con le aste e i mercatini on-line e cartacei, ma è come il demone del gioco. Compro una cosa per poi rivenderla a breve, perché non ho i soldi per pagarla o per comprare qualcosa d'altro. Questa è la mia principale occupazione al momento. Ho la collezione completa di "Kamandi" di Jack Kirby che scambio con un basso Ripper della Gibson, a chiunque interessasse. Anche un accendino St. Dupont laminato oro, lo vuol vedere anche lei? Dovrei averlo da qualche parte…

Mescalina: Si limiti a rispondere alle domande. Segni particolari?

Van Cleef: Fumo dei sigari che non sono assolutamente maleodoranti, a parte questo credo di avere un aspetto assolutamente nella media, a meno che qualche signora non abbia niente da ridire.

Mescalina: A proposito di signore, dove si trovava nella notte tra il 17 e il 18 marzo 1974?
Van Cleef: È stato un sacco di tempo fa, ragazzo. Mi sta chiedendo davvero troppo.
Mescalina: Non mi chiami ragazzo, non ci conosciamo. Quindi questa data non le dice nulla?
Van Cleef: Dovrebbe dirmi qualcosa? E cosa? È un interrogatorio questo? O un'intervista? Che cosa vuole?

Mescalina: Lei non è nella posizione per dare delle domande … Conosce o è in qualche modo in contatto con Andrea Bellicini?
Van Cleef: È un cretino. Purtroppo sono costretto ad essergli accanto in alcune circostanze, ma non mi è mai piaciuto. Per niente. Senza carattere. Bisogna sempre spiegargli tutto. E non capisce.

Mescalina: Quindi lei non è in alcun modo in relazione con l'assassinio di Jennifer Guice? E tantomeno ha mai frequentato l'avvocato Aaron Van Doren?

Van Cleef: Non ho la minima idea di chi siano queste persone. Sono nomi che ha trovato su un romanzo di serie B; scritto male, per giunta. Lei mi sta prendendo in giro. E stiamo perdendo un sacco di tempo.

Mescalina: Strano perché c'è più di una coincidenza che porta a sospettare un suo coinvolgimento, se non addirittura dei ripetuti scambi d'identità …
Van Cleef:
Lo scambio di identità è una cosa idiota, per gente senza carattere. Se uno sa chi è, perché deve essere qualcun altro? Io so chi sono. So cosa faccio. Perché devo essere qualcun altro? Se devo essere qualcun altro, non mi piaccio. E io mi piaccio. Mi piace quello che faccio.

Mescalina: E che mi dice degli otto bossoli di arma da fuoco ritrovati nel suo appartamento?
Van Cleef: È colpa dei topi. Vivo in una casa vecchia, e vicino c'è un fiume. Quando di notte scendo nel prato che sta davanti alla casa per fare un giro e fumare un sigaro all'aria aperta, trovo dei topi grandi come conigli. E quelli ti seguono ovunque, sentono l'odore e ti arrivano fin dentro casa, hanno fame. Sono come cittadini che cercano la campagna per sfuggire al caos e la competizione del sovrappopolamento, ne arrivano tanti e non se ne vogliono andare. Ma sono inadatti all'ambiente. Io glielo dimostro, sono un antibiotico di questo ambiente che è la mia casa.

Mescalina: Vorrebbe dire che quegli otto bossoli sono risultato di una serie di colpi sparati a dei topi? Ci sono delle registrazioni che provano il contrario …
Van Cleef: Dovrebbe sentire i versi che fanno quei topi quando gli si spara addosso. Urlano come signorine. Che registrazioni? Che vuol dire? Io le cose le ricordo a modo mio, che per me è il modo giusto. Se una registrazione ricorda in un'altra maniera non significa che la sua sia più giusta della mia. Una registrazione non è il momento in cui le cose sono avvenute. Sbaglia chi la pensa così.








Mescalina: La preghiamo di attenersi al racconto dei fatti in modo veritiero, perché le sue impronte sono state ritrovate su dei ritagli di giornale, alcune pagine di cronaca nera locale e, sempre nel suo appartamento, sono state ritrovate impronte anche dell'imputato Andrea Bellicini, ancora latitante, per la precisione rilevate su dei romanzi noir e su dei videotape di vecchi cult-movies …
Van Cleef: Sono tutte le stronzate che legge quello lì. È ancora un adolescente, legge e guarda quelle cose. La cronaca nera la leggo perché spesso riguarda persone che io conosco, non perché mi interessano quelle cose. A lui interessano. È latitante da una vita e nessuno ha capito il perché. A nessuno interesserebbe trovarlo. A lui piace pensare di sì, dice che le donne con le quali sono uscito io sono le donne che si è conquistato lui, e che i mariti e fidanzati di queste donne lo inseguono per fargli del male, ma stammi a sentire…sono cazzate. Non è mai stato un drago con le donne, figurarsi se qualcuno può volere il suo male per questo. E i cult movies … gli piace "Il grande sonno", non ha mai capito che quel film è l'incubo dell'omosessualità del protagonista. Idiota. Bambino idiota.

Mescalina: Risulta evidente una stretta conoscenza, se non una collaborazione tra lei e il Bellicini …
Van Cleef: Ho detto che sono costretto a frequentarlo, no? Cosa vuol dire "stretta"? Credo sia meglio che lei la smetta. Possono piacerci cose simili, ma per i motivi diversi, sempre.

Mescalina: Ne deduciamo una passione ossessiva per una forma artistica oscura e malata: è questo che vi ha portato a registrare il dischetto in nostro possesso?
Van Cleef: Prima di tutto è lui che dice di aver lavorato in questo disco, in realtà ha solo scritto qualche testo. I più piagnucolosi sono suoi, quelli dove si lamenta. Il disco non vuole essere malato e oscuro, è solo che si è trovato a parlare di persone che sono così e che si comportano così.

Mescalina: In compagnia di un terzo latitante, tale signor R. …
Van Cleef: Un bravo ragazzo, in fondo, ma non mi fiderei mai a prestargli la mia auto.

Mescalina: A che scopo?
Van Cleef: Avevamo delle cose da fare. C'erano delle storie da raccontare. Bisognava farlo in un modo o nell'altro. Ci abbiamo provato più volte, una volta anche in una stanza d'albergo con un registratore a bobina, ma è andato tutto a puttane. Ma le storie dovevano essere raccontate, capisci, non si potevano lasciare lì. Ci sono cose che bisogna dire. Non importa se le dici a una persona o a un milione, a volte ci sono storie che devi raccontare. Altre è meglio non raccontarle mai. Queste andavano raccontate, dette, manifestate in qualche modo.

Mescalina: Da alcuni vostri appunti appare chiaro che stavate preparando un omicidio e che la testa di Christopher Walken fosse solo un vostro codice interno …
Van Cleef: Christopher è un amico, è uno dei nostri, sono sicuro che capirebbe. Non mi sognerei mai di ucciderlo per davvero. A meno che non si debba litigare per qualcosa, ma non credo possa succedere. Non ci conosciamo, ma so queste cose.

Mescalina: Dove vi ritrovavate? In che sede? Le ribadisco che in questa sede non può fare appello al suo avvocato né tantomeno alla facoltà di non rispondere, per cui risponda con precisione …
Van Cleef: Mah, abbiamo provato a trovarci in una stanza d'albergo, l'ho già detto, no? Ma non ha funzionato, abbiamo avuto problemi. Il problema è che se vuoi che una storia venga ascoltata, la devi far sentire. E la devi fissare su qualcosa. Ma il revox a bobine ci ha fregato. Allora l'abbiamo fatto da un'altra parte, un posto che adesso non c'è più, si chiamava 468 qualcosa. Ho capito che per raccontare una storia la devi presentare in una maniera minimamente accattivante, altrimenti nessuno la ascolterebbe. Devi raccontare le cose come fossero delle favole, metterci gli animaletti, i colori, i prati e le principesse. Altrimenti la gente non capisce. Allora quel posto, quel 468 ci ha aiutato in questo senso, c'erano tante cose che ci hanno aiutato a fare le nostre favolette.

Mescalina: La preparazione di questo dischetto si è svolta in un ambiente precario in presenza di alcolici e con smodati consumi di musica?
Van Cleef: L'ambiente era precario, sì, le ho detto che adesso non c'è più. Gli alcolici ci sono sempre, ma che problema c'è? Di musica ce n'era tanta.

Mescalina: Che tipo di musica?
Van Cleef: Tante cose, mi ricordo di aver scelto la musica di sottofondo sia in base ai suoni che alle copertine. "On the beach" di Neil Young, "Sisters lovers" dei Big star, "Suicaine Gratifaction" di Paul Westerberg, "Cataract" dei Walkabouts, qualche disco mariachi.

Mescalina: Tutto materiale che provvederemo a sequestrare a titolo di prova … Immagino poi che questo abbia influito sul vostro progetto e sulla vostra successiva condotta …
Van Cleef: Alcuni sono dischi di gente sola. Alcuni sono dischi di gente che sta insieme. A volte si sta insieme, ma più spesso soli. Il disco di Westerberg è quello in cui è più solo, anche se ci sono un sacco di persone che lo suonano con lui, a differenza dei dischi successivi, nei quali è davvero solo a fare tutto, ma non lo senti così solo come in quel disco. È come se parlasse in arabo ai Lapponi. R. A volte mi lasciava da solo, anche se era sempre lì. A volte mi faceva compagnia. Intendeva questo, per condotta?

Mescalina: Signor R., lei non cerchi di sviare le domande … Come avete poi scelto gli strumenti con cui avete messo in atto il piano?
Van Cleef: Il tipo di prima, Andrea, ha degli strumenti strani, uno di questi è un mandolino russo che suona come un balalaica, con un sacco di frequenze medie particolari. Degli amici che ci dovevano dei favori ci hanno prestato altre cose, pianoforti, vibrafoni, chitarre baritone, maracas. Altre cose le abbiamo trovate già pronte nel 468. Ora non c'è più niente, non è rimasto più niente di quello che abbiamo fatto.

Mescalina: Il vostro tentativo di eliminare le prove è stato comunque piuttosto goffo ed ha lasciato parecchie tracce … non pensiate di poterla scampare così facilmente! E poi, Sig. Van Cleef, che cosa vi ha indotto a falsificare i vostri documenti e ad assumere l'identità falsa di cui vi fregiate?
Van Cleef: Io non mi fregio di niente, prima di tutto, e poi cosa significa "falsa"? Il nome che qualcun altro ha scelto per te è per forza più vero di quello che ti sei scelto tu? Ci sono cose che sono evidenti da sé, il colore dei tuoi occhi, dei tuoi capelli, il timbro della voce. Il nome che scegli di avere, il modo in cui ti presenti agli altri, non sono cose definitive. Il diritto di contraddirsi e di essere cose diverse in momenti diversi è una concessione che non può essere negata a nessuno, anche se non è una cosa così scontata come può sembrare.

Mescalina: Si tratta quindi di una forma di ambizione morbosa, dovuta al fatto che oggi un criminale non è abbastanza considerato e deve quindi creare attorno a sé un senso di mistero?

Van Cleef: Essere un criminale non è poi così diverso dall'essere un buon musicista rock. In entrambi i casi ti trovi a mentire, anche a te stesso, in entrambi i casi hai la coscienza sporca, non sei visto benissimo dall'opinione pubblica,e fai cose che non fanno bene alla tua salute. Spesso non vuoi far del male a nessuno, ma lo fai, in un modo o nell'altro.

Mescalina: Però oltre a dare sfogo alle vostre perversioni, dovete anche proiettarle verso l'esterno mirando a colpire e a fare colpo sul maggior numero di persone possibili?

Van Cleef: Non lo so. Questa è una cosa sulla quale ho riflettuto, ma non ho capito fino in fondo. Non è rimasto niente di quello che abbiamo fatto, il luogo dove abbiamo progettato il tutto non c'è più, gli attrezzi del mestiere sono tornati ai legittimi proprietari, non c'è nemmeno un supporto che documenti l'accaduto. Quindi poca gente sa quello che è successo. Però in maniera virtuale, sulla rete, si può trovare tutto. Ed è accessibile a tutti, quindi al maggior numero di persone possibili. Ma non lo puoi toccare. Volevo colpire davvero tanta gente o solo qualcuno? Non so se volevo colpire, non si pensa a queste cose. C'è solo l'ineluttabilità del gesto.

Mescalina: Il suo è un tentativo piuttosto infantile di giustificarsi e discolparsi … ma cosa pensate di esservi guadagnati con questo colpo? Era nelle vostre previsioni?
Van Cleef: Non sapevo cosa aspettarmi, non so quello che ho ottenuto. So solo che andava fatto, e che nessuno poteva dirmi che ci fossero solo alcune storie degne di essere raccontate.
Mescalina: Questo l'ha già detto …
Van Cleef: Bene vedo che mi segue … Forse è una questione di dignità. L'ho fatto perché lo dovevo e lo volevo fare. Nel crimine, a volte non si capisce bene chi è stato danneggiato davvero da una qualunque azione criminale. Non si capisce nemmeno perché una cosa viene fatta in un modo piuttosto che in un altro. Alla fine, ti sembra solo che le cose dovessero proprio andare come sono andate. È stato così. Non so cos'è cambiato dopo l'apparizione di queste storie, di questi otto tentativi. So solo che mi è sembrato giusto, una volta che ho visto che i tentativi erano stati fatti. Non importa se nessuno ti appoggia e se poi va tutto a puttane, e magari fai la figura del cretino, o del presuntuoso. La gente, alla fine, pensa sempre quello che vuole, soprattutto se ti trovi da solo.

Mescalina: Vuole alludere che non è possibile oggi costruirsi una carriera senza far parte di una rete malavitosa ben organizzata?

Van Cleef: Una rete malavitosa ti aiuta, ma devi essere sicuro che sia dalla tua parte, e non stia giocando contro di te anche lei, un'altra faccia della solita medaglia che ti dice sempre male.

Mescalina: Queste sue ultime dichiarazioni ci rassicurano molto e costituiscono prove sufficienti per una sua ammissione di colpa.
Van Cleef: Di qualunque colpa si tratti. Ho le spalle abbastanza larghe.

Mescalina: Vedremo … Prima di lasciarla a quello che sarà il suo alloggio fino alla fine dei suoi giorni, ci permetta un'ultima domanda: le risulta che ora il Sig. Bellicini stia nuovamente collaborando con quell'altra banda di latitanti che si fa chiamare Bogartz?
Van Cleef: Credo di sì, in fondo sono persone molto migliori di lui, perché dovrebbe smettere di frequentarli? Così può fare il capo ancora. Bah! Pagliaccio!

Mescalina: A suo avviso torneranno in attività presto?
Van Cleef: Credo di sì, anche se non so in che modo. Mi pare avessero esaurito le possibilità di un certo tipo di approccio. Se vogliono sopravvivere, devono cambiare, altrimenti la medaglia a due facce li inghiottirà presto, da una parte o dall'altra. E magari gli andrà pure bene, chissà.

Mescalina: Quindi lei è in contatto con loro ed è a conoscenza dei loro programmi a breve termine?

Van Cleef: Non sono in contatto con loro, ma credo stiano preparando qualcosa di grosso. Forse non solo un colpo, ma un paio. Credo ne sapremo qualcosa di più all'inizio del prossimo anno, ma non saprei.

Mescalina: Grazie, anche questa sua informazione ci sarà molto utile.
Van Cleef: Posso andare a fumare un sigaro?
Mescalina: Permesso accordato, la scorterà in cortile il nostro agente Valance.

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