Donsettimo

Intervista Donsettimo

Qualcuno Sogna Ancora...

10/05/2010  |  di Francesco Bove

Donsettimo è un personaggio atipico, un vulcano d’idee, un artista nel vero senso della parola. "Notte di mamma", il suo ultimo lavoro, cammina verso un percorso nuovo, attraversa i linguaggi, crea una condizione ottimale per poter cominciare finalmente a pensare a un nuovo tipo di cantautore/cantautorato, non soggetto alle catene della forma canzone ma libero di esprimersi.

Mescalina: Definisci il tuo personaggio e la tua musica brevemente.

*Settimo: Io sono Settimo Serradifalco, un 34enne borghese con un bell´abbonamento alla stagione d´opera del teatro massimo di Palermo. Più tardi andrò a vedere DIE GEZEICHNETEN , ´i predestinati´. Meravigliosa parola risolutrice. Infatti credo che sia tutto lì. Io, come tanti, sono un predestinato a fare quello che faccio; non me lo sono cercato, ma mi ci sono ritrovato. Non c´è un personaggio, è la realtà.
Per il resto è molto semplice. Scrivo musica, ma finora, di tutto il tempo che ho passato sulle canzoni, più delle metà l´ho dedicata alle liriche.
La mia è una musica sicuramente evocativa, ci sono tanti rimandi, è veramente piena zeppa di roba. Tuttavia, oggi, reputo inutile la maggior parte di quello che ho scritto. Non lo ripudio, ma lo ritengo superfluo. Dunque, la mia nuova sfida è un’altra: vorrei provare a creare ancora tanto ma scrivendo sempre meno, poco ma azzeccato. Scrivere, come parlare, può essere talmente superfluo se non si dice quello che realmente bisognerebbe dire. Esistono vie più dirette per comunicare, senza sprecare parole e fiato ma riuscendo a suggestionare in egual maniera. Aspiro a diventare un autore di ´Musica per sordi´.

*Mescalina: Notte di Mamma si riferisce ad una Sicilia rurale, del passato, ma guarda anche a stilemi musicali molto vicini a Tom Waits e al cantautorato italiano. Può essere questo un punto di partenza per rinnovare la musica d´autore italiana, cioè partire dalle proprie radici?

*Settimo: Questo è un domandone che avrei evitato volentieri, per rispondere adeguatamente dovrei parlare per due mesi.
ma dovendo offrire, brevemente, uno spunto di riflessione, posso dirti questo:
qualche settimana fa mi hanno chiamato per tenere una piccola lezione ad una classe di 12enni su come si crea un testo per una canzone, come viene strutturata, etc. Ora, uno dei passaggi più interessanti di quell’incontro, è stato far ascoltare alla classe i seguenti autori: Sigur Ros, Tom Waits, il Don Giovanni di Mozart, l’hawaino Pahinui e Jimmy Scott. Ovvero tutti autori e cantori di qualcosa di incomprensibile, alcuni per la lingua altri per la pronuncia. Ma, tuttavia, fautori dello stesso miracolo: alla fine di ogni ascolto, infatti, i ragazzini, avevano colto il senso del testo della canzone, sebbene non ne avessero compreso una parola, nulla.
Tutto ciò per dire che sì, uno sguardo alle proprie radici, anche ´primordiali´, è cosa sana da fare: oltre ad essere fonte di ispirazione per la scrittura, ti mostra per bene come rendere una canzone comunicativa.

*Mescalina: Cosa significa "fare musica" oggi?

*Settimo: Beh, io credo che oggi, rispetto a qualche anno fa, possa essere davvero molto più entusiasmante fare musica.
Se tu alludi al momento di trasformazione che il settore discografico sta subendo, allora ti dico che proprio è ora che bisogna sentirsi più liberi di provare nuove strade. C’è un settore in crisi: bene, allora proviamo a ricostruirne i confini. Prima di tutto attraverso i contenuti, che in questo caso è la musica.

*Mescalina: Come sei arrivato ad ideare questo progetto? Ci sono novità in vista? Che percorsi prenderà la tua musica?

*Settimo: Un atto di egoismo! 4 anni fa, presi una manciata di canzoni che avevo scritto ma che non avevano molto a che fare con quello che suonavo con la mia altra band, e invece che darle al gruppo, le sviluppai da solo. Mi divertii come un bambino. Oggi è diventata la mia pelle, io sono questo.
In vista ci sono tante prove, nello studio di casa mia, Inizieremo utilizzando pochi strumenti: un vecchio piano dei primi del 900, un contrabbasso, percussioni, un ampli valvolare collegato ad una chitarra elettrica e un microfono al quale collegheremo un bel po’ di effetti. Canterò ma senza testi, vorrei scrivere solo qualche parola per ogni brano. Suoneremo improvvisando totalmente, non porterò nessuna canzone. Sono un po’ stanco della forma canzone.
Ho una gran voglia di cominciare, non c’è momento più prolifico che la fine delle registrazioni di un disco.

*Mescalina: Oltre al già citato Tom Waits, quali sono i tuoi punti di riferimento?

*Settimo: Al momento moltissimi dj e tanta musica strumentale. Per ora sono tornato ad ascoltare Matthew Herbert. Comunque in questo periodo ascolto qualsiasi cosa, ma non voglio affezionarmi a nulla in particolare. Ho scelto il nome Donsettimo, proprio perché non mi ricorda nulla.

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