Tara Angell

Intervista Tara Angell

Angelo nero

10/04/2005  |  di Christian Verzeletti

.Tara Angell è una giovane cantautrice di New York arrivata ad un esordio importante con "Come down", disco prodotto da Joseph Arthur e pubblicato dalla Ryko. Lo spessore delle sue canzoni non è quello dell'ennesima "next big thing" americana pronta a spiccare il volo, ma piuttosto quello di un'artista equilibrata che ha individuato il livello di profondità da raggiungere con una canzone.

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Angelo nero
       Intervista a Tara Angell

Tara Angell è una giovane cantautrice di New York arrivata ad un esordio importante con "Come down", disco prodotto da Joseph Arthur e pubblicato dalla Ryko. Lo spessore delle sue canzoni non è quello dell'ennesima "next big thing" americana pronta a spiccare il volo, ma piuttosto quello di un'artista equilibrata che ha individuato il livello di profondità da raggiungere con una canzone.


Mescalina: Tara, dove ti trovi?
Tara Angell: Sono a casa mia a Brooklyn, NYC.

Mescalina: Ho visto che nelle note del tuo cd citi alcuni club di New York …
Tara Angell: Sì, quelli sono i posti in cui ho lavorato come barista, ma sono soprattutto luoghi dove ho degli amici e dove suono spesso, insomma sono posti che mi hanno fatto da appoggio negli ultimi anni …

Mescalina: Sei cresciuta suonando nei clubs?

Tara Angell: Non proprio. Piuttosto nei clubs ho sempre fatto la barista, ma ho sempre avuto anche degli amici che vi suonavano, almeno da quando avevo l'età per entrare …

Mescalina: Beh, ad ascoltare "Come down" direi che sei proprio molto vicina ad un certo suono di New york, della City…
Tara Angell: Probabilmente è perché ci sono cresciuta, è da qui che vengo. È come un musicista di Nashville che ha un suono "country" per chi viene da fuori.

Mescalina: Com'è la scena underground a New York adesso? E come è cominciare a suonare lì per un giovane musicista?
Tara Angell: Guarda, credo che sia in costante evoluzione, ma ciò che rimane sempre uguale è il fatto che, se davvero vuoi esserne parte, allora devi lavorare duramente. Ci sono così tante bands, che è facile perdersi strada facendo. Non devi mai tirarti indietro e soprattutto devi offrire qualcosa di unico in modo che si accorgano di te. E poi, una volta che sei stata notata, non devi far altro che lavorare, lavorare, lavorare.

Mescalina: È così che hai incontrato Joseph Arthur? Magari proprio in uno di questi clubs?
Tara Angell: Sì, il mio manager lo aveva invitato ad una serata in cui mi esibivo da sola, volevo chiedergli di produrre il mio primo disco ("Come down"). Lui è venuto al concerto e ha subito accettato.

Mescalina: Com'è lavorare con lui? Quanto è stato importante per il tuo disco?
Tara Angell: È stato estremamente decisivo nello stabilire la direzione del disco. Ha davvero contribuito in modo fondamentale. Ha cantato e suonato le chitarre quasi in ogni canzone, oltre ad aver suonato il basso. Ha lavorato a questo disco come se fosse suo e vi si è dedicato in tutto il suo processo. Mi ritengo molto fortunata ad aver lavorato con lui: mi ha messo davanti ad una sfida e io ho voluto vincerla a tutti i costi. Ed il bello è che ci siamo anche divertiti. È stato un divertimento molto intenso.

Mescalina: Sì, credo che lui abbia fatto un bel lavoro soprattutto nel costruire al di sotto delle tue canzoni … a proposito di cose che stanno sotto la tua musica, che ne dici di parlare delle tue influenze? Dal punto di vista letterario, io direi Flannery O'Connor, James Purdy e Hunter S. Thompson …
Tara Angell: Davvero conosci James Purdy?
Mescalina: Sì, ma ho letto solo "Malcolm" …
Tara Angell: Bè, quello che mi piace di lui e di Flannery è il modo in cui flirtano con il lato oscuro della vita, senza mai essere prevedibili. E, se c'è una cosa che ho sempre cercato di evitare con la mia musica, è proprio quella di essere prevedibile. Per quanto riguarda invece Hunter S. Thompson non direi che abbia influito sulla mia musica in senso letterario, piuttosto mi ha insegnato come vivere senza paura, in ogni senso. Per lui ho un legame che va oltre la mia musica.

Mescalina: Invece per la musica che ne dici di Neil Young, Creedence e Velvet Underground?
Tara Angell: Ah, Neil Young certamente. Avrei voluto che la mia band suonasse come i Crazy Horse sul disco: quello è stato l'unico vero punto di riferimento che ho tenuto, oltre agli Stones. Credo invece che per i Velvet Underground sia più un suono, qualcosa che giace nel mio subconscio: sai, io sono di New York, mi piacciono le canzoni semplici e amo il suono degli anni '70. Mi trovo più a mio agio quando ci sono delle chitarre che suonano come quelle dei Creedence o dei Rolling Stones. Sono queste le cose che mi suonano vere.

Mescalina: Quello che mi ha colpito del tuo disco è che ha un suono così profondo e scarno, come se fosse un classico di uno di questi grandi artisti … è qualcosa che hai ereditato o assimilato?
Tara Angell: Direi che l'ho ereditato. Non è un'aggiunta. È molto reale, me lo sento addosso.

Mescalina: Nel disco tra una traccia e l'altra si percepisce come un ronzio: avete registrato dal vivo? E avete volutamente lasciato questo suono?
Tara Angell: Proprio così. E questo è anche il motivo per cui i gruppi che dicevamo prima avevano quel suono. All'epoca non si facevano molte sovraincisioni. E noi abbiamo usato un registratore analogico, uno di quelli che a quel tempo era davvero molto usato in studio. Non c'era alcun tipo di registrazione in digitale negli anni '70.

Mescalina: Raccontaci come sei arrivata a questo disco? È stata dura?
Tara Angell: Più che altro direi che le esperienze che mi hanno portato a scrivere questo disco sono state dure. Ho davvero passato tanto tempo a scrivere. Per alcune delle canzoni mi ci sono volute delle settimane e addirittura dei mesi prima che fossero finite. E, anche se il disco è stato registrato e missato in cinque giorni, quasi senza mai dormire, tutto è poi avvenuto in modo molto naturale.

Mescalina: E invece sarei curioso di sapere come hai cominciato: io mi immagino una ragazzina che suona la chitarra chiusa in camera
sua e butta giù qualche verso su un quadernetto …
Tara Angell: Mi sono sempre dilettata a scrivere poesie quando ero una ragazzina. E poi alle superiori il mio idolo era Joni Mitchell. Volevo essere come lei e mi sentivo frustrata perché ero solo una delle tante ragazze che suonava la chitarra: sapevo che, per guadagnarmi il rispetto degli altri musicisti che conoscevo, avrei dovuto avere delle canzoni che fossero davvero buone. All'inizio non è che fossì chissà cosa, così mi sono messa a lavorare su me stessa per un bel po' di anni, fino a quando mi sono sentita pronta per far uscire le mie canzoni.

Mescalina: Bè, adesso per via del tuo lato oscuro sei paragonata a gente come Black Sabbath, P.J. Harvey, Marianne Faithful, Low, Rolling Stones e così via … e poi ci sono artisti come Lucinda Williams, Daniel Lanois, Ron Sexsmith che hanno espressamente apprezzato le tue canzoni: come ti fa sentire tutto ciò?

Tara Angell: Ancora non ci faccio caso. Non lo so. Da una parte mi sembra di meritarmi questo grande riconoscimento, ma dall'altra, quando mi metto a guardare in faccia la realtà, ti dirò che mi sento spaventata. Però ho imparato a non farmi schiacciare e per questo, come ti ho detto, cerco di non farci caso. Poi magari un giorno mi sveglierò e mi sembrerà di essere ancora in un sogno.









Mescalina: Allora torniamo alla realtà: sei in tour con Joseph Arthur adesso?
Tara Angell: Sì, sto aprendo per Joseph negli Stati Uniti. A volte suoniamo anche qualcosa insieme. Lui mi aiuta molto e apprezza davvero la mia musica, così, quando siamo in tour assieme, gli piace salire sul palco per cantare qualcosa con me. Questo aiuta anche il pubblico a comprendere meglio il disco, soprattutto chi ancora non l'ha sentito.
Mescalina: Adesso stai suonando negli States o da qualche altra parte?
Tara Angell: Non è ancora confermato, ma dovrei tornare in Europa per fare qualche data in Olanda e in Belgio, due paesi che hanno risposto molto bene a questo disco.

Mescalina: So che hai anche un Ep che vendi ai tuoi concerti: vuol dire che hai delle nuove canzoni pronte?
Tara Angell: No, quell'Ep è solo una raccolta di alcune canzoni del periodo di "Come down" che ho registrato in versione acustica, prima che il disco uscisse nei negozi. Infatti contiene anche due canzoni che sono sul disco.

Mescalina: Ma stai anche preparando qualcosa? (gioco di parole tra "Come down", titolo del disco, e "come up")
Tara Angell: In effetti ho già un buon numero di canzoni per il prossimo disco. Spero di andare in studio a registrare in autunno. Ma non sono ancora sicura di come suoneranno.

Mescalina: Intanto ti ringrazio per la tua disponibilità.
Tara Angell: Grazie a te per esserti interessato alla mia musica. Spero di vederti in Italia molto presto!

Tara Angell



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