Premio Buscaglione

Premio Buscaglione

Le interviste ai semifinalisti #1 Blindur, Calvino e Dagomago


09/02/2016 - di Ambrosia J. S. Imbornone
Il 3 e il 4 marzo alle Officine Corsare di Torino ci saranno le semifinali del Premio Buscaglione; conosciamo meglio i semifinalisti del prestigioso concorso dedicato alla canzone d’autore, partendo dalle risposte, le bio e la musica di Blindur, Calvino e Dagomago.
Si avvicinano le semifinali della quarta edizione del Premio Buscaglione, concorso a cadenza biennale dedicato alla figura artistica di Fred Buscaglione, dieci artisti, nove selezionati dalla giuria di qualità i 430 iscritti sul sito del concorso e un gruppo selezionato tra i dieci più votati della giuria popolare, si confronteranno il 3 e 4 marzo alle Officine Corsare di Torino. Si sfideranno così per aggiudicarsi i quattro premi in palio: il Primo Premio consisterà in 3000 euro e nella possibilità di esibirsi in cinque dei festival partner della rassegna, il Premio della Critica è invece di 1500 euro e dà la possibilità di esibirsi in dieci dei festival partner della rassegna, chi vincerà il Premio La Tempesta Dischi vedrà un proprio brano inserito all`interno della compilation prodotta annualmente dalla prestigiosa etichetta ed infine il Premio King Kong – Radio 1 offrirà l’opportunità di presentare il proprio progetto musicale all’interno della celebre trasmissione condotta da Silvia Boschero. La finale avrà luogo poi il 5 marzo all’Hiroshima Mon Amour.

Ogni serata del concorso avrà un ospite speciale, che si esibirà dal vivo dopo gli artisti in gara: si tratta di Eugenio in via di Gioia, Iosonouncane e Dente; ci saranno inoltre appuntamenti di approfondimento sul tema del mercato musicale e, infine, la Notte Rossa Barbera, una serata di cibo e musica itinerante nelle piole della città. Proprio durante la Notte Rossa Barbera, sabato 27 febbraio, ci sarà la possibilità di vedere in concerto altri artisti tra quelli che si sono iscritti al concorso, che non sono entrati nella rosa dei semifinalisti, ma hanno particolarmente colpito la critica. Si tratta di questi 24 nomi: #Themorbelli, Antimusica, Benardo Sommani, Biagio Accardi, Bosco, Daniele Isola, Doc Brown, Federico Doria, Il Progetto, Il Rondine, Irma non esiste, La distanza della Luna, L’Elefante Efferfescente, Matteo Canale, Matteo della schiava, Mozo, Na Isna, Nicola Martini, Noris Pella, Paolo Rig8, Rossomalpelo, Salvario, Stefano Nottoli, Vinsanto.

Vi ricordiamo invece i nomi della giuria di qualità del Premio Buscaglione:

Patrizio Anisio (Officine Corsare), Andrea Bachini (Marea Festival), Nicola Baronti (Phonarchia), Gabriele Concas (The Sweet Life Society), Michele Covolan (Study in Torino), Lorena Esposito (KeepOn), Gigi Giancursi (Linda & The Greenman), Marcello Giangualano (Radio Ohm), Lorenzo Giannetti (OUTsiders Webzine), Alberto Guidetti (Lo Stato Sociale), Ramon Moro (3quietmen), Salvatore Perri (Arff), Roberto Sburlati (Libellula), Giorgio Valletta(Radio Flash - Rumore). 

I semifinalisti del Premio Buscaglione, organizzato dall’Associazione FeA, sono infine i seguenti: AlbedoBlindurCalvinoDagomagoFiorinoGiorgienessLa MunicipàlLe MuraLo Straniero (voto popolare) e Seo

Ecco il programma dettagliato:

Giovedì 03 marzo
Officine Corsare / Via Pallavicino 35 / ore 21 ingresso: euro 8
Eugenio in Via Di Gioia.
Sono in quattro, scalmanati. Se volete passare una serata tranquilla questo concerto non fa per voi. Unica data torinese fino al tour estivo.
+ dagomago, Matteo Fiorino, Giorgieness, La MUNICIPàL, Seo.

Venerdì 04 marzo
Officine Corsare / Via Pallavicino 35 / ore 21 ingresso euro 8
IOSONOUNCANE
Per il festival, in prima data assoluta e con una nuova versione live con band al completo, il "Mandria Tour".
+ Albedo, Blindur, @Calvino, LE MURA, Lo Straniero

Sabato 05 marzo
Hiroshima Mon Amour / Via Bossoli 83 / ore 21 ingresso euro 10
DENTE.
In esclusiva per il festival il live fuori tour.
Finale Premio Buscaglione (presentano: Gigi Giancursi ed Ufo dj)
a seguire dalle h24.59 AVANZI DI BALERA / ingresso: euro 5


In qualità di media-partner, abbiamo intervistato tutti i semifinalisti e vi proporremo le loro risposte in tre blocchi, per permettervi di conoscere meglio questi artisti. Partiamo quindi con Blinder, Calvino e Dagomago!

BLINDUR Napoli, Campania

Blindur è un duo composto da Massimo De Vita (cantautore, polistrumentista e produttore) e Michelangelo Bencivenga (polistrumentista). Dal maggio 2014 Blindur gira Italia, Francia e Irlanda, per un totale di quasi 100 live, è open act di importanti artisti italiani e non (Tre Allegri Ragazzi Morti, Dellera, Giorgio Canali, Barzin) e pubblica un ep live (autoprodotto).

https://www.facebook.com/Blindur

https://youtu.be/28HSs9PcU_g

Cosa pensate di Fred Buscaglione?

  È sicuramente un monumento della canzone italiana, uno dei pochi che suonava e cantava come gli americani, uno che riusciva a conservare una speciale e profonda leggerezza, uno a cui ancora oggi un certo tipo di cantautorato paga un pesantissimo tributo.

Secondo voi cos’è oggi il cantautorato?

Un calderone che giorno dopo giorno perde definizione nei limiti e nei confini; volendo essere precisi, basta scrivere e cantare le proprie cose per essere "cantautori", quindi non bisogna necessariamente assomigliare o inserirsi nella scia di Guccini, De Andrè, Fossati o Fabi, Capossela e simili, tutti artisti che amiamo infinitamente e che sono stati e continuano a essere fonte di ispirazione, ma c`è sicuramente un fermento enorme, un grande rinnovamento nella definizione di "cantautore" e di canzone, vale la pena assecondarlo.

 

Qual è la canzone tra le vostre che considerate la più rappresentativa della vostra musica?

Credo Foto di classe: è folk, post rock, senza filtri, intensa, felice e triste insieme, nostalgica e malinconica, ma allo stesso tempo luminosa.

A quale invece tenete di più per quello che racconta?

Difficile dirlo, perché ogni pezzo è perfettamente la fotografia di un momento importante, di un`emozione forte, di un ricordo ben preciso, ma se proprio dobbiamo dirlo...Canzone per alex forse è quella che per la sua natura descrive meglio il nostro percorso.

Qual è stato il riconoscimento o la soddisfazione in generale che più vi ha fatto piacere finora?

Le vittorie al premio Donida, al premio Bertoli, al premio De Andrè sono sicuramente state grandi momenti, così come quando siamo stati invitati ad aprire i concerti di artisti che amiamo come i Tre Allegri Ragazzi Morti, Dellera, Giorgio Canali, Barzin, etc., ma uno dei momenti più belli resta quando per la prima volta ad un nostro concerto – era al club 33 giri di S. Maria Capua Vetere – abbiamo sentito tutto il pubblico cantare dall`inizio alla fine Foto di classe.



Tre artisti il cui ascolto è stato fondamentale per la vostra musica.

(Tre sono troppo pochi! però....) i Sigur Rós, gli Of Monsters and Men, i Lumineers.

Tre artisti di cui vi piacerebbe aprire un concerto o con cui sarebbe bello collaborare nel prossimo disco.

Da questo punto di vista siamo fortunati perchè abbiamo già aperto i live di tanti artisti che stimiamo e seguiamo da tempo come Tre Allegri, Barzin, Dellera, il disordine delle cose etc. ovviamente aprire un live, che so..., di Passenger, degli stessi Sigur Rós, di Bon Iver, non ci dispiacerebbe! Per quanto riguarda i feat. in studio vale lo stesso discorso, abbiamo parecchie cose in pentola che ci onorano e ci riempiono di orgoglio come il feat. sul prossimo disco con il pianista Bruno Bavota, ma potessimo avere una chitarra di The Edge o di Jónsi o di Joe Santiago, qualche synth dei múm, un intervento vocale di Bjork, la batteria di Ringo Star, saremmo ben felici! in realtà siamo sempre super apertissimi alle collaborazioni e siamo sempre stracontenti di accogliere chiunque voglia contribuire alla causa, quindi se c`è qualcuno interessato, si faccia avanti!

La canzone che avreste voluto scrivere.

Senza nemmeno pensarci un istante En e Xanax di Samuele Bersani, ma potrebbero andar bene anche Imagine, Tanti Auguri a te, Blowing in the wind, Il pulcino pio, Sunday bloody sunday, Y.m.c.a., volete che continui?

Che rapport avete con i live?

Sono la parte più bella, la cosa che preferiamo, la dimensione in cui siamo nati e che ci contraddistingue maggiormente, in definitiva i live per Blindur sono assolutamente fondamentali.

La vostra musica in un aggettivo.

Diretta, ma se volete a noi potrebbe andar bene anche fighissima!



CALVINO Milano, Lombardia

Niccolò Lavelli inizia la sua avventura di cantautore nel 2008.
Nel novembre 2011 prende vita il suo primo EP Giuda. Nel marzo 2012 Niccolò inizia a collaborare con il Blend Noise studio. Da qui, sotto il nome Calvino, nasce il secondo EP Occhi pieni occhi vuoti, uscito il 5 novembre 2013. Per l`etichetta Dischi Mancini il 14 maggio 2015 è uscito il suo primo album, Gli Elefanti.  

https://www.facebook.com/lecanzonidicalvino/?fref=ts

https://youtu.be/DHSxa82MoI0

Cosa pensi di Fred Buscaglione?

Mi ha sempre affascinato il suo personaggio, la sicurezza dei modi e la spacconeria. Subito dopo mi chiedo quanto avrebbe potuto regalarci se avesse continuato a scrivere magari abbandonando la “maschera” del gangster sciupafemmine.

Secondo te cos’è oggi il cantautorato?

Un periodo storico dal quale è difficile emanciparsi. Presuppone un particolare approccio artistico che percepisco come molto limitante e auto-riferito. Questo forse perché spesso si confonde il cantautorato “genere” con il cantautore “artista”. In questa terra di mezzo si rischia di perdere la propria identità e la libertà di sperimentare strade diverse.

Qual è la canzone tra le tue che consideri la più rappresentativa della tua musica?

È una domanda difficile perché già solo nel cercare di trovare una “forma tipo” della musica che faccio trovo un movimento opposto a quello che mi piace fare, ovvero cercare sempre strade diverse e nuove con cui divertirmi. Tuttavia penso che Gli elefanti, la canzone che dà il titolo al disco, sia la più rappresentativa della musica che ho fatto nell’ultimo anno.

A quale invece tieni di più per quello che racconta?

Sono molto affezionato a I Fantasmi perché è una canzone in cui ho cercato faticosamente di mettermi a nudo.

Qual è stato il riconoscimento o la soddisfazione in generale che più ti ha fatto piacere finora?

Aver trovato i ragazzi con cui suono e che sono entrati a far parte del progetto, girare con loro per locali e sentire il loro entusiasmo. Alla faccia del cantautore solitario.



Tre artisti il cui ascolto è stato fondamentale per la tua musica.

Wilco, Timber Timbre, Lucio Dalla.

Tre artisti di cui ti piacerebbe aprire un concerto o con cui sarebbe bello collaborare nel prossimo disco.

Eh, ma qui si apre un vaso di pandora!

Mi piacerebbe molto collaborare con Colapesce, Edda e Iosonouncane. Sono i nomi che più mi hanno impressionato in Italia. Se dovessi pensare ad artisti internazionali non finiremmo più e poi tornerei alla cruda realtà rimanendoci molto male.

La canzone che avresti voluto scrivere.

Il corpo del reato di Iosonouncane.

Che rapporto hai con i live?

Un’ora prima del live entro in uno stato ansioso-depressivo che mi porta ad avere uno sguardo vitreo e perso nel vuoto. Sono di pessima compagnia in quei momenti. Come si sale sul palco tutto si riallinea.

La tua musica in un aggettivo.

Liberatoria, per me.



DAGOMAGO Torino, Piemonte

Filastrocche e musica presa bene. Pop che sa di indie, Mediterraneo e Mar dei Caraibi, che vuole divertire e far ballare. I Dagomago sono in quattro e vivono a Torino. Tra il 2014 e il 2015, tanti concerti e riconoscimenti: CMJ Music Marathon (New York, USA), Montreux Jazz Festival (Svizzera), Best Arezzo Wave Band 2015, Collisioni Festival, Indietiamo Festival, Festival dei Castelli Romani.

https://www.facebook.com/dagodagomagomago

https://youtu.be/r4pAi55HdSM

 

Cosa pensate di Fred Buscaglione?

A Fred ci sentiamo vicini, non solo per questioni di provenienza geografica e non solo perché viviamo nella stessa città che gli ha dato i natali. Anche lui, come uno di noi, abbandonò il conservatorio di Torino per dedicarsi alla musica pop. Anche lui portò nella musica italiana sonorità che provenivano dalle Americhe e non solo; e in qualche misura il suo utilizzo delle metafore e di allegorie a volte stranianti si avvicina alla nostra scrittura. Un geniale istrione, dotato di grande sensibilità artistica e una spiccata capacità di fare sintesi e scrivere canzoni pop senza tempo.

Secondo voi cos’è oggi il cantautorato?

Abbiamo una visione “leggera” del cantautorato. Le canzoni sono una forma d’arte d’intrattenimento. Alle volte si tende ad avere una visione negativa, e un po’ snob, di questa parola. Intrattenimento vuol dire molte cose: divertimento, svago, ma anche passione, riflessione.

Qual è la canzone tra le vostre che considerate la più rappresentativa della vostra musica?

A breve pubblicheremo un nuovo lavoro. Lì dentro ci sarà Senza cognizione che è una canzone che crediamo definisca bene il nostro suono. C’è sicuramente l’indie, che si mischia con il punk, con l’Africa e i Caraibi. A Sotto il Cielo di Fred la suoneremo sicuramente.

A quale invece tenete di più per quello che racconta?

Un’altra canzone nuova che suoniamo sempre ai concerti. S’intitola Vado dove e racconta di una Torino particolare. La città in cui ci siamo trasferiti da qualche tempo e che amiamo, vista attraverso gli occhi e l’immaginazione di Alessandro Baltera, un caro amico che non c’è più, regista e documentarista, che ricordiamo con grande affetto e rispetto immenso.

Qual è stato il riconoscimento o la soddisfazione in generale che più vi ha fatto piacere finora?

Nel 2015 siamo stati la Best Arezzo Wave Band. Un riconoscimento importante non solo per la storia del festival e per il fatto che siamo stati premiati tra un grande numero di grandi artisti e band emergenti, ma perché ci ha portato a suonare al Montreux Jazz Festival e al CMJ a New York, due esperienze straordinarie e indimenticabili.



Tre artisti il cui ascolto è stato fondamentale per la vostra musica.

Fondamentale è stato conoscere i Talking Heads e tutta l’opera di David Byrne alla scoperta della world music. Altrettanto fondamentale è stato l’ascolto della musica che arriva dai Caraibi, in particolare il Calypso. E infine, ma certo non per importanza, Fabrizio De André, patrimonio culturale del nostro paese e attento esploratore di nuove soluzioni e sonorità esotiche.

Tre artisti di cui vi piacerebbe aprire un concerto o con cui sarebbe bello collaborare nel prossimo disco.

A livello internazionale sarebbero veramente tanti, da riempirci i sogni di ogni notte. E anche se pensiamo al panorama italiano, non possiamo che trovare un gran numero di artisti di grande valore, tante belle cose che cantiamo a gran voce in furgone, mentre andiamo a suonare. Uno che ha fatto due dischi bellissimi e ci piace molto è Dimartino. Un’altra band per cui non abbiamo mai nascosto la nostra stima sono i Boxerin Club di Roma. Mentre coi Pagliaccio di Biella, che sono nostri amici di lunga data, stiamo parlando effettivamente di una collaborazione per una canzone del nostro prossimo disco e stiamo cercando di definirne le modalità.

La canzone che avreste voluto scrivere.

Una cosa che ci diciamo davvero spesso, quando sentiamo un qualsiasi capolavoro di scrittura musicale, è «vorrei averla scritta io». Tra le tante, scegliamo Day-O (the Banana Boat Song), il canto popolare jamaicano, la cui versione più nota è quella contenuta nel disco di Harry Belafonte, Calypso del 1955. La cosa più bella delle canzoni popolari e che non si sa necessariamente chi le abbia scritte, ma appartengono all’intera umanità.

Che rapporto avete con i live?

I concerti sono semplicemente la cosa più bella che ci possa capitare durante la settimana.

La vostra musica in un aggettivo.

Carnevalesca.



 

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