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Mescalina:
Perturbazione, avete appena suonato all’ultima tappa del Tora! Tora! …
come è andata?
Perturbazione:
Bene, siamo molto contenti di aver partecipato al Tora! Tora! A Milano
eravamo piuttosto alti in scaletta e abbiamo vissuto questa collocazione
con una responsabilità che ci ha tenuti tesi fino a prima del concerto.
Eravamo in scaletta addirittura dopo i Linea 77 che hanno fatto una grande
performance e nessuno ci ha tirato ortaggi sul palco.
Mescalina: Ma vi rendete conto che, dopo il successo di “Agosto”,
ora ci sarà qualcuno che rischia di scambiarvi per l’ennesimo gruppo pop
di passaggio?
Perturbazione:
Fosse la volta buona … Abelardo, un filosofo evirato dello scorso millennio,
diceva che bisogna saper distinguere il nome dall’universo di significato
che questo si porta dietro. Se ci pensi bene, il termine “pop” può avere
milioni di significati. Pensa alla tensione emotiva diversa e contraria
che genera la parola “Juve” per uno juventino o per un torinista come
me ad esempio…
Mescalina: Io sono juventino, forse per questo abbiamo certe divergenze
d’interpretazione, quando si arriva a parlare di successo … battute a
parte, cosa è scattato con “Agosto”? Voglio dire, i vostri meriti c’erano
anche prima, eppure se ne accorgevano in pochi … coincidenza? Una melodia
azzeccata? Cosa ha avuto questa canzone? In fondo anche il testo è falsamente
estivo e non ha proprio quella frivolezza che di solito la stagione richiede
…
Perturbazione:
Se avessimo una risposta a questa domanda, avremmo fatto un disco con
tutte “Agosto”. La verità è che per noi tutte le canzoni nascono senza
ben sapere perché. Certo, ci lavoriamo sopra, a volte anche molto, forse
troppo. Quando abbiamo deciso di fare uscire “Agosto” come secondo singolo
dopo “Il Senso della Vite”, ci stavamo interrogando se ne valesse davvero
la pena. Per un gruppo come il nostro l’investimento per fare uscire un
video e un singolo segna davvero una linea di demarcazione tra avere soldi
in cassa e finirli. E’ stato anche grazie ai ragazzi di Santeria, che
hanno creduto nel nostro progetto e l’hanno appoggiato entusiasticamente,
che tutto è stato possibile. Mi chiedo quanti altri siano in una situazione
come la nostra e abbiano dei progetti che per ora sono rimasti chiusi
in un cassetto.
Mescalina: Come avete girato il video?
Perturbazione:
Il video è stato rimontato più che girato dopo aver ricevuto il consenso
di Sylvain Vincendeau ad utilizzare il suo bellissimo cortometraggio animato
“Paroles en l’air”.
Mescalina: Per voi cosa è cambiato? Ora vi potrete permettere di
vivere più di musica?
Perturbazione:
Certo, come chi vive d’aria o d’amore. Di soldi, finora, neanche a parlarne!
Abbiamo investito tutti i nostri averi nell’acquisto di un maledetto furgone
e le assicurazioni, le gomme, le revisioni hanno pensato al resto.
Mescalina: E ai concerti il pubblico?
Perturbazione:
Tommy durante un concerto di Macerata, circondato da almeno un centinaio
di persone e intervistato da un giornalista, in uno scatto di vergognosa
umiltà ha dichiarato che la situazione non è cambiata.
Mescalina: Comunque, questa visibilità viene a gratificare anni
e anni di lavoro … i Perturbazione hanno una lunga storia alle spalle
…
Perturbazione:
Effettivamente, se ci scegliessero tra le giovani proposte di Sanremo,
qualcuno potrebbe storcere il naso a ragione.
Mescalina: Tanto Sanremo fa sempre storcere il naso a più di qualcuno
… non sarete andati a Sanremo, ma so che avete collaborato, tra gli altri,
con Lalli e con Stefano Giaccone, il che vale molto di più sotto certi
punti di vista. Come vi siete incontrati e come avete lavorato?
Perturbazione:
Ci siamo incontrati subito dopo l’uscita del nostro primo 45 giri. Stefano
ci scrisse una lettera e ci incontrammo a casa di Lalli tutti insieme.
Fu un momento davvero emozionante, perché finora nessun musicista ci aveva
mai contattati “a scatola chiusa”. Da quella serata ne sono nate almeno
altre mille, concerti, collaborazioni e soprattutto è nata una profonda
amicizia.
Mescalina: La musica di questi due artisti, che abbiamo appena
intervistato, mi sembra tra l’altro abbastanza in linea con la vostra
che attinge tanto alla canzone italiana quanto ad un rock più internazionale,
no?
Perturbazione:
Sì, effettivamente Lalli e Stefano sono stati tra i primi a farci scattare
l’idea di provare a dire le nostre canzoni in italiano.
Abbiamo passato anche molte serate semplicemente ad ascoltare dischi,
come si faceva nei sabati pomeriggio dei sedici anni e a scambiarci ascolti
sia italiani che stranieri.
Mescalina: Mi sono venuti in mente i Pavement e soprattutto i Belle
& Sebastian … che mi dite?
Perturbazione:
Sono due gruppi che abbiamo amato e seguito dagli esordi sino agli ultimi
dischi usciti (addirittura gli ultimi dischi incominciavano a sembrarci
troppo “ripetitivi”, sintomo che conoscevamo questi gruppi alla perfezione
e avevamo maturato una sorta di gelosia adulatoria nei confronti di queste
band).
Mescalina: Le canzoni dell’ultimo disco hanno un suono che tende ad
essere molto levigato e discreto … è questo il vostro approccio in fase
di composizione e di registrazione?
Perturbazione:
Bugo in un concerto a El Paso a Torino ha dichiarato prima di cominciare
a suonare: “Volete una scaletta più ROCK, più FOLK o più SUBSONICA?”.
Fabio Magistrali prima di incominciare a registrare il disco ci ha chiesto:
“Volete un disco più ROCK o più ELETTRO-ACUSTICO?”.
Tolto un primo momento d’imbarazzo in cui sembrava di essere dal barbiere
(ciao Fabio se leggi queste righe), abbiamo optato seriamente per un impianto
“elettro-acustico”. Il resto è venuto di conseguenza.
Mescalina: E negli ascolti?
Perturbazione:
Gli ascolti sono tra i più disparati e diversi. Non ascoltiamo solo musica
umbratile e intimista, ma non credo che nessuno lo faccia, tranne qualche
raro caso in studio presso la Società Italiana di Studi Psicanalitici.
Mescalina: Semplicità per scelta, capacità di sintesi … oggi sembrano
ideali monastici, ma ben si applicano alla vostra musica … che poi sono
le componenti essenziali della canzone pop …
Perturbazione:
Uno degli scogli principali nel fare musica propria è quello di accorciare
i tempi di una canzone. Ce ne si accorge quando si ascoltano opere prime
e demotape altrui. I Beatles riuscivano a fare un disco di dieci gioielli
in meno di trenta minuti. Oggi i Radiohead hanno riportato alla ribalta
la cavalcata epica pinkfloydiana degli otto minuti. Se però non sei i
Radiohead oggi nessuno ti passerà mai in radio un pezzo di otto minuti.
E’ una realtà scomoda e stupida ma è una realtà.
E poi hai usato il termine pop finalmente in un’accezione più nobile,
come ho detto sopra. In questo particolare momento (non è detto che sarà
sempre così) ci siamo focalizzati sull’esigenza di comunicare. Il pop
è la comunicazione contaminata dall’arte o forse il contrario, o forse
sto delirando.
Mescalina:
Sto delirando anch’io, per quello ho usato il termine “pop” in maniera
così nobile … quando perdo il controllo, reagisco così …
Ora cerco di riprendermi: mi sembra che, per il vostro tipo di “voce”,
siano fondamentali le parti di violoncello …
Perturbazione:
I primi Perturbazione erano in quattro. Il nostro demotape è la testimonianza
del suono inusuale che avevamo all’epoca. Qualcuno ci definì “anemici”.
L’introduzione del violoncello servì ad infondere un po’ di globuli rossi
nella nostra musica.
Mescalina: In questo modo i vostri pezzi rimangono sempre falsamente
leggeri, sia nei testi che nei suoni …
Perturbazione:
I dischi che ho amato di più sono quelli che sono maturati con gli ascolti.
Quelli dove ad un certo punto ti accorgi che quel passaggio prima non
l’avevi mai sentito in quel modo. Credo che In Circolo avesse, sotto sotto,
questa pretesa, di essere un disco da non consumarsi tutto d’un fiato
per poi farsi ricoprire di polvere. Quando riascolto alcune canzoni dei
Velvet Underground mi accorgo che dietro la loro semplicità si nasconde
un abisso che non è solo la semplice somma delle parti suonate e cantate.
Questa è una prerogativa che contraddistingue la musica che amo e che
non è facilmente teorizzabile e meno che mai riproducibile.
Mescalina: Le vostre sembrano canzoni da cantare sotto voce, da
sussurrarsi dentro, mentre si cammina per strada … forse è questa forma
di labile equilibrio tra canto e pensiero …
Perturbazione:
Accidenti, e io che aspettavo che prima o poi qualcuno osasse sparare
un nostro pezzo alle giostre oppure da un bel Renault GT Turbo overcloccato,
finestrino abbassato e gomito fuori…Perché i Dire Straits sì, e noi no?
Mescalina:
I Dire Staits sono un bell’esempio: a me è capitato ancora di ascoltarli
a finestrino abbassato e anche di liberarmene buttandoli letteralmente
fuori dal finestrino … meriti e colpe del pop!?
Torniamo a voi: la copertina di “In circolo” riflette un po’ questo modo
di essere della vostra musica: un uomo in piedi con la sua valigia, fermo
davanti a dei binari, senza che ci sia una fermata … o forse i binari
girano su se stessi …
Perturbazione:
Sì, si sente spesso parlare di treno che passa, di quel momento in cui
avresti dovuto salire e invece… e così via. Forse negli ultimi anni tutti
stanno aspettando questo treno, ma sbagliano solo la stazione o forse
è il treno
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