Massimo Bubola, il cavaliere elettrico della musica d’autore italiana, è sempre in tour. La band che lo affianca da qualche tempo, con il fido Michele Gazich, diventato compagno inseparabile, sembra aver regalato al cantautore veronese una nuova serenità che abbiamo cercato di “turbare” stuzzicando Massimo, in occasione di un suo concerto lariano, sul tema De Andrè, un musicista unico, la cui figura è sempre più spesso utilizzata in modo impietoso. Di questo e altro abbiamo parlato con un Massimo Bubola, disponibile, sorridente e indignato quando non si poteva fare a meno di esserlo.
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Massimo Bubola, il cavaliere elettrico della musica d’autore italiana,
è sempre in tour. |
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Mescalina:
Ciao Massimo, finalmente torni a Como … |
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Mescalina: Mi soffermo ancora un instante su De Andrè per un paio di domande che non riesco a trattenere. La prima. Non trovi quanto meno azzardata la rilettura integrale di Morgan di “Non al denaro, non all’amore, né al cielo” ? Massimo Bubola: È come rifare “Fronte del Porto” senza Marlon Brando, non riesco a capirne il senso visto che stiamo parlando di uno dei dischi fondamentali della storia della musica d’autore italiana. Ne ho parlato anche con Mauro Pagani che come sai ha reinciso “Crueza de Ma”, altro capolavoro al quale, almeno lui, aveva contribuito. Sono solo operazioni commerciali, non riesco a trovarne altra spiegazione. Come si fa a fare un disco uguale, parlo di Morgan, ma cantato peggio ? Mescalina: La seconda, inevitabile quanto la prima, è per chiederti se non credi, visti anche i recenti scempi televisi di mamma rai, che l’immagine del più grande cantautore italiano sia esageratamente sfruttata ? Massimo Bubola: È una cosa disgustosa, un tentativo orribile di “poppizzare” De Andrè. Ed è triste constatare che nessuno si indigni, si è creata un’omertà incomprensibile. E sembra che chiunque abbia davvero collaborato con Fabrizio, venga sistematicamente ignorato, ghettizzato. Mescalina: È davvero triste, proviamo ad andare oltre Massimo. C’è qualche artista, tu che hai spesso attinto anche dai padri del songwriting americano che oggi ti piace particolarmente? Massimo Bubola: Sicuramente Mark Lanegan ed Eddie Vedder dei Pearl Jam. Scrivono testi bellissimi. In Italia, invece, stanno crescendo troppi cloni di Capossela. Hai qualche nome nuovo da suggerirmi? Mescalina: Così a caldo ti dico Stefano Barotti, un bravo cantautore toscano, mentre concordo assolutamente con te sul discorso Capossela. Tornando al tuo percorso artistico, nel ’96 con “Amore e Guerra” hai reinciso alcune delle tue canzoni più belle, come mai un album singolo? Massimo Bubola: Era un lavoro autoprodotto, se avessi avuto più soldi a disposizione avrei sicuramente pubblicato un album doppio. Mescalina: In compenso, poi, è arrivata la “saga” del “Cavaliere Elettrico”, un progetto alla Grateful Dead … Massimo Bubola: Quasi! Sono quattro dischi live che raccontano la mia carriera dal palco, la dimensione che alla fine regala sempre le maggiori emozioni. Gli amici romani (Il Mucchio ndr) mi hanno un po’ criticato, ma sono convinto che sia un’operazione che rifletta con sincerità la nostra voglia di suonare dal vivo. L’unico modo per avere oggi un minimo di visibilità. Mescalina: Il tuo ultimo album, “Segreti Trasparenti”, è uno dei più intensi della tua carriera. Massimo Bubola: È un disco in cui la parte narrativa gioca un ruolo fondamentale. E molto legato alla tradizione delle ballate europee, purtroppo ultimamente si è un po’ persa. È piaciuto moltissimo anche a Mark Olson e Victoria Williams che hanno cantato in “Tornano i Santi”. Mark dice addirittura che è il più bel disco che sta ascoltando in questo periodo. Sono due persone davvero speciali. Mescalina: Intanto con Michele Gazich state lavorando al nuovo disco. Massimo Bubola: Sì, è un progetto che cercherà di ribadire un percorso sui sentimenti umani e che avrà come riferimento storico temporale la prima guerra mondiale, partendo dalla tradizione popolare veneta. Lo masterizziamo proprio in questi giorni e penso sarà pronto ad ottobre. Mescalina: Siamo molto curiosi di ascoltarlo e ti ringrazio per la tua disponibilità Massimo Bubola: Grazie a voi. |