E´ da un bel po´ che il nome di Ilaria Pastore è sulla bocca degli amanti della scena indipendente italiana, sarà perché sono molti anni che suona in giro per l´Italia, o forse perché la sua musica è così aggraziata, melodica e composta, o semplicemente perché è una cantautrice di talento.
Ecco cosa ha raccontato a noi di Mescalina.
Mescalina: mi sembri molto a tuo agio durante i concerti, sei loquace, racconti storie, sei un´ottima intrattenitrice, cosa rappresenta per te il live?
*Ilaria: il live ha per me le sembianze di una chiacchierata tra amici. Sul palco è tutto estremamente spontaneo e fluente. Per quanto il mio sia un repertorio molto introspettivo, lascio grande spazio alle risate e ai racconti perché fanno parte di me e sono fondamentali per creare una giusta atmosfera dove poter ascoltare con serenità.
*Mescalina: gli anni ´00 verranno probabilmente ricordati per il file sharing, l´esplosione della musica indie, il tracollo delle major e la definitiva crisi del mercato discografico. Si può dire che mai come oggi per un musicista sia di vitale importanza esibirsi dal vivo?
*Ilaria: in realtà lo è sempre stato e sempre lo sarà. Non dimentichiamo che il primo elemento che dà un senso a ciò che fa un cantautore è proprio il pubblico. Il calore della gente, vederla tornare concerto dopo concerto, diffondere la propria musica ovunque…questo è un aspetto insostituibile per chi fa musica.
Vero è che ora le quantità di dischi venduti nei negozi sono nettamente diminuite e presentare il proprio disco ai live è la via più diretta e sicura per diffondere il proprio lavoro.
*Mescalina: ci racconti perché durante i concerti porti sempre con te una grande sveglia che metti in bella mostra?
*Ilaria: avrai notato che è una sveglia dall’aspetto estremamente simpatico: è un modo per sdrammatizzare la paura del tempo che passa. E’ un orologio fermo e rappresenta l’istante unico che si crea suonando, raccontando, condividendo qualcosa tramite la musica. E’ un gesto che ho scelto di fare per me e per tutti coloro che restano di fronte a noi ad ascoltare.
*Mescalina: sono svariati anni che suoni in giro per l´Italia e ´Nel Mio Disordine´ è il tuo primo album. Sei sempre stata consapevole delle tue qualità e che questo primo disco sarebbe arrivato o ci son stati dei momenti che hai pensato di non farcela?
*Ilaria: per tanti anni ho fatto musica senza pormi alcuna domanda sulle mie eventuali qualità, ma solo per il gusto di farlo, ne avevo bisogno e mi sembrava facesse bene anche agli altri. Poi mi sono avvicinata allo studio diventando consapevole di peculiarità e limiti e così ho dato via ad un percorso diverso, ma sempre basato sul piacere di fare musica.
Sinceramente al disco ci ho pensato nel momento in cui fare una fotografia del percorso condiviso coi miei musicisti è diventato necessario, sia per esigenze personali, sia per le tante richieste del pubblico.
Ci sono stati e ci saranno momenti di sconforto, è normale, a volte le difficoltà possono superare le soddisfazioni. Ma ci sono risposte che solo la musica sa dare e sono risposte che riguardano la passione per ciò che si fa e l’appagamento che deriva da questo permette di superare qualunque rupe.
*Mescalina: parliamo del tuo disco, il ´disordine´ che dà il titolo all´album è un disordine apparente nel quale sei capace di ritrovare il bandolo della matassa o è un labirinto caotico?
*Ilaria: stiamo parlando di un disordine dalle tante sfaccettature: un luogo dove nascondere le cose poco piacevoli e andarle a cercare dopo un po’ di tempo, ritrovandole diverse e più accettabili, un disordine dove sguazzare come fosse una festa a sorpresa, un disordine per uscire allo scoperto e mostrare tutto ciò che si possiede, senza vergogna.
Nel disordine a volte perdi e a volte ritrovi cose. Ma dipende da te, non è mai un caso.
*Mescalina: ´Occhi Lucidi´ potrebbe stare là da qualche parte tra i primi dischi della DiFranco. Ani è uno dei tuoi riferimenti musicali? Ce ne elenchi qualcuno spiegandoci che influenza ha avuto su di te?
*Ilaria: Ani DiFranco ha in parte rappresentato gli esordi della mia fase compositiva. La grinta, la sfacciataggine, l’attitudine chitarristica...ho apprezzato tanto questo suo modo e ne ho fatto tesoro. Poi ho voluto staccarmi da lei, come da tanti altri, per cercare un mio stile. Nel mio background c’è un po’ di tutto: dai The Police a Fabio Concato, da Carmen Consoli ai Cure, dalla tradizione brasiliana all’heavy metal…
*Mescalina: ´Miele´ par essere un´esortazione ad assaporare attentamente ogni sorpresa ed imprevisto che la vita ci riserva. Perché la bellezza è ovunque, anche nelle difficoltà? Sei effettivamente così saggia o le canzoni rappresentano una sorta di vademecum da consultare in caso di necessità?
*Ilaria: non mi sento saggia, ma mi rendo conto che spesso tendiamo a vivere intensamente la sofferenza e mai ci lasciamo davvero andare al piacere ed alla felicità. ´Miele´ è un inno a vivere anche il bello, ad assaporarlo, ad accettare che la vita sia un ciclo alternato di momenti felici e meno felici.
In caso di necessità io stessa mi lascio aiutare da alcuni miei brani, a volte mi fa davvero bene.
*Mescalina: ciò che siamo in un determinato istante non è ciò che siamo realmente. Spesso in un ´Fermo Immagine´ sembriamo invincibili. Dall´inizio della lavorazione del tuo primo album qual´è il fermo immagine d´Ilaria Pastore che vorresti preservare da ogni cambiamento?
*Ilaria: credo fermamente nell’importanza del cambiamento. Di me ho cambiato (o tentato di cambiare) molte cose durante e dopo la lavorazione del disco: tanti limiti sono venuti a galla ed è stato doloroso e liberatorio scoprirli. Di me forse non cambierei la perseveranza e la voglia di sorridere sempre e comunque alla vita e alla musica.
*Mescalina: le tue canzoni assomigliano a tante piccole medicine per l´anima: parli dell´evanescente equilibrio delle situazioni (´A Volte´), di come instaurare una buona relazione con il tempo che scorre inesorabile (´Ora´), di come imparare a guardarsi indietro per andare avanti (´I Passi Avanti´). In qualche modo scrivere rappresenta per te un processo lenitivo della sofferenza ed un momento di maturazione?
*Ilaria: io desidero sentirmi meglio di prima alla fine di un brano. A volte guardare in faccia la realtà aiuta a capirla e analizzare il quotidiano è divertente, perché è fatto di tante piccole cose che in realtà sono il timone di un’esistenza intera.
E’ bello sentirsi un po’ più grandi grazie ad una canzone ed anche tornare al nostro fulcro.
*Mescalina: il binomio chitarra-voce è l´elemento a cui ruota attorno la tua musica. Mi sembra però assolutamente non trascurabile il lavoro degli altri musicisti. Vorrei sapere quanto c´è di loro nel tuo album, in particolare se partecipano alla fase compositiva e/o di arrangiamento dei brani.
*Ilaria: il lavoro di gruppo è stato fondamentale per il sound di questo disco: Lucio Fasino (basso) e Antonio Fusco (batteria) fanno parte del progetto da anni e con loro ho creato un intero repertorio arrangiato in Trio. L’apporto di Gipo Gurrado sugli arrangiamenti e le scelte di produzione è stato poi fondamentale per rifinire il tutto e la partecipazione di musicisti come Floriano Bocchino (Fender Rhodes) ha dato quel tocco inimitabile.
Quando propongo un brano lo faccio portando una versione bene o male definitiva dello scheletro della canzone e poi si lavora tutti insieme all’arrangiamento, proprio come una vera band!
*Mescalina: grazie Ilaria di aver risposto alle nostre domande, un saluto da parte di tutto lo staff di Mescalina!
*Ilaria: grazie a voi, soprattutto per l’ascolto dal vivo e la condivisione di quei bei giorni marchigiani!