Brychan

Intervista Brychan

07/11/2002  |  di Christian Verzeletti

Ho incontrato Brychan dopo il concerto al Mercato Vecchio di Verona (01.08.2001), anzi, gli sono andato incontro dietro il palco, era ancora sudato e tremante per il trasporto della serata. Mentre facevamo qualche parola, mi sono reso conto che dietro di me si era formata una fila di ragazzi in attesa dell'autografo: ci siamo scambiati uno sguardo e abbiamo rimandato la nostra chiacchierata. Quando ha voluto sapere il mio nome, credevo fosse per evitare disguidi con l'intervista, invece era per la dedica che mi ha regalato sul cd. La sua spontaneità è tale che ha poi superato anche la freddezza di solito legata alle conversazioni via e-mail.

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                 Interviste:
                         Brychan 
 
 

Ho incontrato Brychan dopo il concerto al Mercato Vecchio di Verona (01.08.2001), anzi, gli sono andato incontro dietro il palco, era ancora sudato e tremante per il trasporto della serata. Mentre facevamo qualche parola, mi sono reso conto che dietro di me si era formata una fila di ragazzi in attesa dell'autografo: ci siamo scambiati uno sguardo e abbiamo rimandato la nostra chiacchierata. Quando ha voluto sapere il mio nome, credevo fosse per evitare disguidi con l'intervista, invece era per la dedica che mi ha regalato sul cd. La sua spontaneità è tale che ha poi superato anche la freddezza di solito legata alle conversazioni via e-mail.


Mescalina: Bè, prima di tutto voglio dirti quanto mi sia piaciuto il tuo spettacolo a Verona. È stata davvero una grande serata, credo abbia colpito anche molti presenti che non ti avevano mai sentito prima. Com'è che tu e il tuo manager avete dato vita a un tour solo di date gratuite?

Brychan: Io e Lorenzo abbiamo deciso di tentare un tour che potesse toccare più persone possibile, cioè niente biglietti e posti visivamente stimolanti, così la scelta è andata su luoghi come Verona o Calmiero o nei pressi del fiume Reno a Bologna.

Mescalina: Perché la scelta di suonare in posti così evocativi come il Mercato Vecchio, le Terme di Giunone, le Cave Sonore?

Brychan: Bè, anche il musicista è sempre più ispirato se la scena è un luogo speciale.

Mescalina: Mi è parso che quella di Verona in particolare sia stata una data speciale per te, con tutta la tua famiglia ad ascoltarti. Come ti sei sentito?

Brychan: Sì, Verona è stata davvero una sera memorabile. Ero orgoglioso di avere lì tutta la mia famiglia, ma siamo stati molto fortunati perchè molte cose hanno reso speciale il concerto: lo scenario era fantastico e la partecipazione del pubblico molto sentita. Anche avere Randy Bernsen sul palco ci ha dato proprio l'impatto di una grande serata. Mi sono sentito davvero bene.

Mescalina: Durante lo spettacolo hai spiegato al pubblico che il gallese non è un dialetto, ma una lingua vera e propria. Tu canti anche alcune delle tue canzoni in gallese e non si può che apprezzarlo dal momento che viviamo in un mondo sempre più diretto verso una cosiddetta globalità a scapito delle piccole culture reali.

Brychan: ... il Galles è situato sulla costa ovest del Regno Unito, confina con l'Inghilterra e con il mare ad ovest verso l'Irlanda. Siamo una nazione celtica anche se la lingua è di origine indoeuropea. Abbiamo una cultura musicale molto vasta che va dalla musica classica al rock'n'roll a canti tradizionali. La nostra musica tradizionale è simile a quella irlandese e anche a quella dell'Emilia Romagna. Diamo molta importanza alla musica come anche allo sport, il rugby è un gioco molto diffuso e ora che anche l'Italia gioca nella stessa competizione, il ''Sei Nazioni'', i due paesi hanno occasione di incontrarsi ogni anno e di avvicinarsi. Credo ci siano molte similitudini tra gallesi e italiani. Questo è il motivo per cui mi ambiento facilmente in Italia e per cui molta gente ha passato una grande serata al Big Mama di Roma quando ho suonato la sera stessa della partita Italia / Galles.

Mescalina: Hai mai pensato di incidere un disco di canzoni tradizionali gallesi?

Brychan: No, perché ci sono già altri artisti più adatti di me per questo.

Mescalina: Presto ci sarà una reunion del tuo vecchio gruppo, i Jess, che qua sono del tutto sconosciuti. Significa che potresti ricominciare qualcosa con loro?

Brychan: La storia dei Jess è finita sei anni fa, questo concerto è solo un'eccezione. I membri dei Jess hanno lavorato ancora insieme a altri progetti musicali, ma sotto altro nome. Comunque sì, credo che lavoreremo di nuovo insieme in futuro, ma a mio nome o con un altro nome, non come Jess.

Mescalina: Sembra che qui in Italia la tua musica si stia diffondendo soprattutto tramite internet e tramite il passaparola di gente che ti ha visto dal vivo. Come va la distribuzione di ''Bad pink vibe''?

Brychan: Il disco sta andando bene, ma c'è ancora molto da fare. Mi piacerebbe anche suonare in posti dove non sono ancora stato, come nelle Marche.

Mescalina: C'è qualche altro paese dove la tua musica è conosciuta?

Brychan: Nel Regno Unito.

Mescalina: Sarei molto curioso di vedere sotto che categoria metterebbero il tuo disco nel caso cominciassero a venderlo nei centri commerciali. Oggi la musica è divisa in tanti settori, ma la tua sembra andare proprio in una direzione opposta.

Brychan: È difficile ingabbiare la musica, spero che questo non vada a scapito della sua crescita.

Mescalina: Una delle cose che più mi piace della tua musica è che sembra aperta a qualunque strada, a qualunque direzione, è quello che ho percepito a Verona in alcune delle vostre improvvisazioni e questo sembra essere anche il modo in cui ti proponi al canto. Com'è invece quando scrivi?

Brychan: Di solito scrivo usando delle parti di chitarra che mi sembrano buone, lo stesso succede per le parole e per la voce. Non parto pensando ''ah oggi scriverò un pezzo rock''. Per me la musica è musica, è naturale, spontanea ed è del tutto naturale usare le sue varie forme piuttosto che partire da un approccio selettivo.

Mescalina: So che hai incontrato il tuo batterista, Mimmo Mellace, durante le prove di un concerto mettendovi ad improvvisare; lui ha fatto la stessa cosa a Verona durante il set d'apertura di Fabio Fiocco. Non ho incontrato molti musicisti così disponibili ad offrire il loro aiuto e così pronti a lasciar scorrere la musica.

Brychan: Mimmo è una bomba sul punto di esplodere di entusiasmo per quanto riguarda la musica. Lui suonerà sempre in qualunque situazione si trovi ad essere ispirato da altri artisti.

Mescalina: Tu suoni anche a piedi nudi, che mi pare una cosa bellissima, come se avessi bisogno di un contatto col palco, una cosa molto naturale appunto.

Brychan: Sì, la vibrazione che passa attraverso la piattaforma del palco è un altro modo importante di ''ascoltare'' la musica.

Mescalina: Dal palco dimostri una grande comunicatività sia quando parli sia quando suoni, a volte sembra che cadi in piena trance.

Brychan: Quando tutto funziona a dovere è molto facile sentirsi trasportati via dalla realtà.

Mescalina: Alcune delle tue canzoni sono molto oniriche come se provenissero da un sogno o conducessero in un sogno. Chi ama fare paragoni dice che suonano un po' come David Crosby, un po' come Tim Buckley (o anche come Jeff) ed altro. Tu che cosa ascolti? C'è qualcosa in particolare che ha influenzato la tua musica?

Brychan: La musica ha influenzato la mia musica, non posso dire di ascoltare certi gruppi o artisti piuttosto che altri. In questi giorni sto ascoltando molta musica classica, la trovo molto emozionante e non prodotta per un certo tipo di mercato esclusivamente a scopo commerciale. Rimango piuttosto distaccato dal pop/rock attuale, o comunque lo si voglia chiamare, dal momento che non fa che mettere insieme strategie per ottenere dei profitti piuttosto che comunicare emozioni.

Mescalina: Dal vivo ho visto che suoni anche uno spezzone di ''The end'' dei Doors, proprio prima di ''The push''. Perché i Doors? E come è nata ''The push''?

Brychan: Questo pezzo dei Doors è un ottimo esempio di come comunicare emozioni attraverso la musica, ''The push'' era nella stessa chiave e tonalità e così mi è sembrata un'evoluzione naturale fondere insieme le due canzoni. Spero che Jim Morrison non se la prenda troppo. ''The push'' è nata da un'improvvisazione tra me e Mimmo, provavamo di continuo e abbiamo tenuto le parti buone. Spero che sia una di quelle canzoni che fa viaggiare le emozioni.

Mescalina: So che sei amico di Cristina Donà e che avete anche suonato insieme qualche volta. Penso che le vostre voci si completino l'un l'altra. Potreste registrare qualcosa insieme un giorno?

Brychan: Spero di sì, tenete d'occhio il prossimo disco, perché spero proprio di fare qualcosa con Cristina

Mescalina: Da dove viene il flamenco di ''Catchee a sola''?

Brychan: Un giorno stavo suonando del flamenco (che si ottiene usando tutte le dita della mano destra) e ne è uscita questa canzone come se fosse stata lì ad aspettare solo l'opportunità di venire alla luce. Non ci è voluto molto, credo un solo week end, per completare le parole e gli arrangiamenti. Il titolo riporta ad una situazione molto comune in Gran Bretagna: quando esce un po' di sole si vorrebbe afferrarlo e conservarlo per i giorni in cui non fa altro che piovere.

Mescalina: Leggendo ed ascoltando i tuoi testi, sembra che parti dal personale e ti dirigi verso un ambito più sociale. Soprattutto ''Bad pink vibe'', ma non solo quel pezzo, potrebbe essere un brano e una metafora perfetta per i nostri tempi.

Brychan: Di solito quando scrivo parto da esperienze personali, ma mi piace anche lavorare su altre più ipotetiche, come in ''Little bit skirt''. Mi è facile immaginare altre situazioni e mi diverto a scrivervi dei testi. Quando poi introduci il conflitto uomo / donna nella canzone diventa un argomento accessibile alla maggior parte degli ascoltatori.

Mescalina: Stai scrivendo o registrando nuove canzoni?

Brychan: Non smetto mai di farlo.

Mescalina: Come vedi l'Italia? A parte gli spaghetti, il calcio e i monumenti . molta gente che viene dall'estero dice di trovare pubblici attenti e competenti, ma la maggior parte di noi che siamo cresciuti qua vediamo anche troppa indifferenza nei confronti della musica.

Brychan: L'Italia è un posto davvero speciale per me, non avrei mai immaginato di trovare un luogo del genere. Come ti ho detto prima, è un po' come quando ti innamori e vieni invaso da tutte quelle sensazioni implicate con una relazione sentimentale. Mi diverto molto qua, ho tanti amici e ridere è uno stato d'animo che fa bene, in cui mi piace abbandonarmi, davvero ridiamo molto insieme. C'è gente in Italia a cui piace ascoltare musica, come c'è anche nel Regno Unito, ma la differenza è che c'è un elemento di esoticismo che è difficile trovare altrove, forse è a causa del clima, che a ben pensarci è un altro aspetto magnetico dell'Italia.

Mescalina: Parlaci della tua carriera. Come hai cominciato? Hai avuto momenti in cui sei stato sul punto di mollare tutto?

Brychan: La mia carriera è molto lunga. È cominciato tutto perché in casa mia c'era sempre della musica e suonavamo tra di noi. Ci siamo messi insieme come Jess quando eravamo a scuola e siamo stati fortunati a godere di un certo benessere che ci ha dato la possibilità di viaggiare, di suonare e di incontrare persone interessanti. Un musicista non può mai abbandonare il suo strumento anche se non vuole o non può suonarlo per un certo periodo, la musica ti prende al cuore e questo nessuno può cancellarlo. Poi ci sono aspetti con cui vorresti finirla ma di solito sono inestricabilmente legati ad altri che non vuoi cambiare.

Mescalina: Progetti per il futuro?

Brychan: Ridere di più, suonare di più, registrare di più, fare di più e basta

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