Admr (amici Per La Diffusione Della Musica Rock)

Admr (amici Per La Diffusione Della Musica Rock)

Il mio Dio è il Rock’n’Roll (Lou Reed). Intervista a Franco e Maurizio Mazzotti fondatori della A.D.M.R. che ha appena compiuto 20 anni di formidabile attività.


07/05/2017 - di Marcello Matranga
Una passeggiata a Chiari, nel cuore della quella Lombardia che si confronta fra le fabbriche bresciane ed i meravigliosi vigneti della Franciacorta, è l’occasione per una piacevole chiacchierata con Franco e Maurizio Mazzotti, fondatori della A.D.M.R., acronimo che altro non vuol dire che Amici per la Diffusione Della Musica Rock, che, a partire dal 1997 ha proposto sui palchi di Chiari essenzialmente, ma non disdegnando qualche trasferta (tenendo fermo il concetto di concerti a Km zero, o quasi….) qualcosa come circa 170 concerti. Una attività nata quasi per gioco, forse avendo, forse in mente la frase riportata all’inizio di Lou Reed (lui no; a Chiari non ha suonato…..purtroppo). E allora, eccoci seduti a tavola, ospiti di una deliziosa cena preparata da Maurizio (che da tempo si diletta con passione anche a questa passione).
Franco, Maurizio, raccontate per i lettori di Mescalina come è nata questa “follia” che vi ha spinto ad organizzare tutti questi concerti?

Non è stata una follia bensì voler realizzare sogni personali dando la possibilità a molti appassionati rocker, di poter partecipare a concerti nella nostra zona ( fino ad allora assolutamente arida ). Per la verità abbiamo valutato molto bene anche il fatto che Chiari è una cittadina ben raggiungibile dalle provincie di Milano, Brescia, Bergamo, Verona e Cremona. Bastava solo iniziare.

Chi vi ha dato una mano a realizzare tutto questo?

All’inizio è stata davvero dura. Abbiamo dovuto affrontare parecchie difficoltà, di ogni tipo. Ma la difficoltà più grossa era quella di farsi conoscere cercando e creando un pubblico che negli anni a seguire è stato ed è il vero successo della nostra continuità. All’inizio l’aiuto lo abbiamo avuto da uno scultore, allora Assessore alla Cultura del Comune di Chiari, che credette nel nostro progetto.

Raccontateci delle difficoltà che avete riscontrato in questo mondo.

Le difficoltà incontrate e che incontriamo sono sempre le stesse. Difficoltà politiche, burocratiche, mancanza di aiuti di qualsiasi tipo. Quando si porta con entusiasmo un nuovo progetto, in Italia chi dovrebbe sostenere lo sviluppo della cultura purtroppo non fa altro che ostacolare le iniziative, demotivando chi invece le promuove. Ma noi abbiamo avuto molta caparbietà e volontà di voler creare e seppur da dilettanti qualcosa è stato fatto. Ogni concerto realizzato è energia.

Quali sono state le soddisfazioni più grandi?

Soddisfazioni? Quando abbiamo iniziato, ci siamo imposti un “ credo “. Ogni concerto doveva essere una festa e sia artisti che band da noi ospitate avrebbero portato via un ricordo splendido dell’ADMR. Concerto, ospitalità, cultura ed educazione del pubblico e perché no, il dopo concerto. Momenti meravigliosi, grandi ricordi. Sono state moltissime le soddisfazioni. Ne ricordo una in particolare. La sera che suonarono I Cowboy Junkies con gli Over The Rhine in apertura ( concerto splendido per altro ), dopo il concerto decisero di andare tutti a nanna. Gli Over the Rhine invece vennero con noi a cena. Dopo quale minuto i Cowboy Junkies arrivarono a piedi ( percorrendo circa 1 Km ) e si unirono con noi per una cena che durò molte ore. Una serata fantastica.

Quali, invece, le delusioni più cocenti?

Delusioni? Sinceramente ne ricordo pochissime in questa avventura. Forse quelle più cocenti sono legate alla difficoltà di farsi  ascoltare da chi potrebbe aiutarti.

Invece il rammarico più grande, o l’artista che avreste voluto portare ma che non siete riusciti a finalizzare?

Fortunatamente ad oggi i concerti realizzati sono stati ben 169 e come detto alla presentazione di James Mc Murtry, a Chiari è passato un buon pezzo di storia del rock. E’ ovvio che alcuni sogni resteranno tali per diverse ragioni. Ma non poniamo limiti. Ciò che a noi sembrava impossibile è divenuto realtà ( Steve Earle, Bruce Cockburn, Johnny Winter, Eric Burdon, Procol Harum, Willy DeVille, John Hammond, Little Feat, Los Lobos e tantissimi altri ).

Oggi, molto più che in passato, sembra difficilissimo organizzare un concerto. Da una parte il pubblico, ridottosi per molte ragioni, crisi economica, invecchiamento dello stesso ed il subentrare un po di pigrizia. Dall’altra la difficoltà di poter proporre artisti che non siano divenuti il clichè di se stessi, quindi un po imbolsiti. Come fate a scegliere chi portare on stage?

Portiamo artisti che, prima di tutto, amiamo noi. Abbiamo poi sviluppato e mantenuto in questi 20 anni, rapporto con i maggiori promoter italiani. Abbiamo sempre avuto un comportamento correttissimo in questi 20 anni. Onestà, correttezza, precisione. Oggi questo fa ancora di più la differenza. Siamo assolutamente credibili.

Come alimentate il rapporto con il vostro pubblico. Ho sempre notato una sorta di comunità che si è creata nel corso degli anni…..

Come ho detto precedentemente la principale difficoltà inizialmente, è stata quella di creare una sorta di zoccolo duro che avrebbe potuto sostenere l’ADMR. E questo grazia alla nostra volontà, è stato realizzato. Abbiamo creato in questi 20 anni una sorta di cooperativa, di soci amanti del rock che ad ogni appuntamento è presente. Fantastico.

Quanta importanza ha avuto l’aiuoto ed il fattivo suporto delle vostre compagne (Luisa e Patrizia che i lettori avranni certamente visto ai concerti della ADMR) ?

Le nostre mogli, Patrizia e Luisa, sono donne di musica e quindi anche per noi è stato molto più facile. Sono donne che amano la musica ma soprattutto sono donne intelligenti che rispettano la scelta dei propri partners di voler diffondere il messaggio. E poi l’aiuto da parte loro è sempre stato parte dell’attività dell’Admr.

Quest’anno, dopo una lunga sosta, avete deciso di tornare a proporre concerti di grande levatura. Nel giro di un mese si sono esibiti James McMurtry con i Restless Bastards, ed un folgorante Alejandro Escovedo, accompagnato dal formidabile gruppo di Antonio Gramentieri. Cosa ci riservano i mesi a venire?

Dopo un periodo di circa 18 mesi di pausa siamo ritornati con due concerti, splendidi e diversi. Se ci guardiamo indietro, viene la pelle d’oca al pensiero dei nomi che siamo riusciti a portare a Chiari in questi 20 anni, ma la voglia di continuare è talmente forte che, come diceva Platini, il gol più bello è il prossimo. Ora il prossimo 21 luglio realizzeremo il primo Chiari Blues Festival che vedrà nella stessa sera l’esibizione dei Dr. Feelgood (Phil Mitchell; basso, Robert Kane; voce e armonica, Kevin Morris; batteria e Steve Walwyn; chitarra) prima e dei Canned Heat (oggi con questa formazione: Fito De La Parra; batteria, Larry "The Mole" Taylor; basso, John JP Paluus;chitarra e voce e Dale Spaldng; voce e armonica)  dopo. E’ il primo Festival Blues che vorremmo fosse un punto di partenza. Ad Ottobre poi, il 20 precisamente, riavremo Alber Lee per la sua unica data Italiana.

Il sogno nel cassetto?

Il sogno nel cassetto è uno solo: Ry Cooder ( ma probabilmente resterà un grande sogno )

Ringraziamo Mescalina per l’opportunità a noi concessa. Vorrei che si segnalasse quanto ha fatto questa associazione in 20 anni di duro lavoro. Credo che poche associazioni in Italia, composta da volontari e senza alcun scopo di lucro, possano realizzare ciò che l’Admr è riuscita in tutti questi anni. Io, Franco e i gli attuali collaboratori dell’Admr, vogliamo che Il sogno continui.

Per ogni informazione potete contattare Maurizio Mazzotti via mail: maurizio.mazzotti61@gmail.com, tramite Facebook, telefonicamente a questi numeri: 349 3589244, 030 7101484, 335 7435831