Sikitikis

Intervista Sikitikis

Un cinematografico “clan”

06/11/2005  |  di Ambrosia J. S. Imbornone

Un’attitudine al ritmo all’insegna del rock’n’roll e atmosfere cinematografiche pulp per illuminare il lato più oscuro e sensuale dell’animo umano, ma anche le sue fragilità e debolezze: è questo il fulcro del progetto musicale dei cagliaritani Sikitikis, prima band dell’etichetta Casasonica di Max Casacci. Ecco cosa ci hanno detto del loro album “Fuga dal deserto del Tiki”, del loro futuro e della loro comune passione per il cinema.

A PHP Error was encountered

Severity: 8192

Message: Function ereg_replace() is deprecated

Filename: interviste/singola-0.php

Line Number: 48

      
  Un cinematografico "clan"
       Intervista ai SikitikiS

Un'attitudine al ritmo all'insegna del rock'n'roll e atmosfere cinematografiche pulp per illuminare il lato più oscuro e sensuale dell'animo umano, ma anche le sue fragilità e debolezze: è questo il fulcro del progetto musicale dei cagliaritani Sikitikis, prima band dell'etichetta Casasonica di Max Casacci. Ecco cosa ci hanno detto del loro album "Fuga dal deserto del Tiki", del loro futuro e della loro comune passione per il cinema.


Mescalina: Il vostro nuovo singolo è la cover de "L'importante è finire", scritta da Cristiano Malgioglio per Mina. Che ci dite del videoclip di questo brano?
SikitikiS: Esattamente come è accaduto con il video di "Non avrei mai", che citava l'horror degli anni '50, anche questa volta abbiamo voluto richiamare un intero genere cinematografico: lo spy-movie. Si tratta di un vero e proprio cortometraggio nel quale si svolge la più classica delle storie di scambio di valigetta "con sorpresa". Il video è stato girato da Lorenzo Vignolo in un albergo di lusso che si trova a Torino.

Mescalina: Declinare al maschile questa canzone, scelta forse anche un po' casualmente come rappresentante del lounge anni '60, significa riconoscere il potere di seduzione e manipolazione di cui la "Donna vampiro", di cui parlate in un altro pezzo, può servirsi per ottenebrare la mente dell'uomo?
SikitikiS: Nel nostro immaginario, l'uomo è "padrone" del rapporto di coppia solo in maniera illusoria. Il brano è stato scelto, non proprio casualmente, per le sue atmosfere pornografiche e per quella forma di erotismo, nella sua espressione più densa e concreta, del quale l'uomo può divenire vittima e schiavo.

Mescalina: L'amore e il sesso possono davvero diventare il "morbo" a cui allude l'aggettivo "sick" inglobato nel vostro nome?
SikitikiS: Crediamo ne siano addirittura il fulcro. La malattia, il morbo, il sesso e l'amore, quello logorante, sotto il quale ogni essere umano si è trovato a piangere e a pregare, sono tutti elementi che creano combustione nelle nostre coscienze cariche di un retaggio cattolico.

Mescalina: Secondo voi, l'antidoto alla sofferenza in amore è il disincanto un po' cinico ironicamente idoleggiato in "R'n'r contest" o è la consapevolezza delle proprie fragilità, di cui parla l'intensa "Umore nero"("Se trovo la forza di essere debole/allora io amo davvero./Se posso esser debole/ho perso anche la paranoia di avere un rimpianto")?

SikitikiS: "R'n'r Contest" è un'ammissione di debolezza che esplode nella più classica delle fughe virtuali: "fatti i cazzi tuoi!". Ma è anche l'ammissione della realtà che l'amore è fatto di (poche) grandi verità e da (alcune) piccole bugie. La sofferenza rimane comunque necessaria, il suo antidoto non esiste, esiste, però, la consapevolezza del fatto che sia una cosa assolutamente normale e dalla quale nessuno si può sottrarre "…nemmeno i santi e i saggi", come diceva un giapponese 300 anni or sono …

Mescalina: L'assenza delle chitarre ha portato altri gruppi (vedi, tra i più popolari, i Keane) ad enfatizzare linee melodiche di piano e tastiere. Il vostro punto di forza sembrerebbe invece una base ritmica travolgente. Quali potenzialità avete scoperto nel suono del basso?
SikitikiS: Il basso è uno strumento spettacolare. La sua semplicità e l'apparente utilizzo "limitato" che se ne può fare, nascondono in realtà infinite possibilità di impiego. Tanti artisti hanno esplorato prima e meglio di noi (che siamo solo all'inizio) le potenzialità e l'effetto di quatto corde così gravi. In questo momento ci vengono in mente i Morphine che avevano creato intorno al suono del basso "medioso" un'atmosfera noir irriproducibile in un altro modo. Una ritmica d'impatto è per noi fondamentale per il semplice fatto che a noi per primi piace la musica che passa dallo stomaco per poi andare a depositarsi nel cervello, fermandosi un attimo dal cuore. Al contrario detestiamo la musica che entra dal cervello e si ferma lì. Nel nostro gruppo tutti gli strumenti (compresa la voce) sono suonati con attitudine percussiva.

Mescalina: Il nome Sikitikis, oltre all'aggettivo "sick", rievoca la moda exotica attraverso l'emblema del dio polinesiano Tiki. Della musica exotica e lounge anni '60 e '70 accentuate volutamente appunto il lato più torbido e "pulp"?
SikitikiS: Del nostro nome ci piace sempre di più l'elemento di contrasto tra la follia e il divino, laddove il divino è tribale, ancestrale. Cerchiamo il torbido perché siamo banalmente affascinati dal lato criminale che vive in ogni essere umano. Sicuramente molta musica "sussurrata" di quegli anni è carica di un "pulp" che oggi è più difficile riscontare in tanta musica "urlata" di oggi. Compresa la nostra.

Mescalina: Pensate di realizzare altre cover in futuro?
SikitikiS: È probabile. Le cover sono in grado di raccontare chi sei, spesso meglio dei brani scritti di proprio pugno, specie per gli artisti non troppo bravi a scrivere canzoni. He he he. Dal vivo sicuramente continueremo a farne.









Mescalina: Avete in comune la passione per il cinema, soprattutto per il noir e i "poliziotteschi". Quali sono i vostri film preferiti?
SikitikiS: Fra i nostri film preferiti di sempre ci mettiamo sia film del passato che film più contemporanei. Fra i poliziotteschi è sicuramente il preferito "Milano Odia: la polizia non può sparare" insieme a "Il cinico, l'infame, il violento". Fra le produzioni a cavallo fra i '60 ed i '70 amiamo particolarmente il cinema di Elio Petri, maestro assoluto del Cinema italiano Nel cinema contemporaneo è impossibile non citare Mr.Tarantino e la sua opera tutta. Abbiamo trovato molto interessante anche George Clooney dietro la macchina da presa, "Confessioni di una mente pericolosa" è un gran film.

Mescalina: Il carattere "cinematografico" delle vostre canzoni è e resterà la vostra costante? Oltre alle colonne sonore rivisitate e corrette con sonorità più cupe e sporche, anche i vostri pezzi originali trasportano gli ascoltatori nelle atmosfere vintage di un ideale film in cui voi autoironicamente giocate ad assumere i panni di "quattro ragazzi poco raccomandabili".
SikitikiS: Per ora il cinema è anche il collante principale del progetto. Non vediamo, per ora, i SikitikiS senza l'elemento cinematografico a fare da colonna portante. Il fatto di "recitare" un ruolo con tanto di abiti di scena è solo una cosa che rende più divertente il tutto. Purtroppo in Italia c'è una scarsissima cultura del rock legato ad un'immagine teatrale e/o cinematografica, questo ci porta a scontrarci con chi pensa che siamo falsi o costruiti. La verità? Certo che siamo falsi e costruiti! Esattamente come chiunque salga su un palco a recitare una parte.

Mescalina: Quanto è importante per voi suonare e comporre per passione, divertirvi e divertire dal vivo, mostrando professionalità ma senza prendervi troppo sul serio?
SikitikiS: Quando eravamo più giovani e decisamente più acerbi, divertirci era la cosa più importante. Oggi, all'inizio di una bellissima esperienza, ci rendiamo conto che suonare per divertimento non basta più. Ora vogliamo suonare per godere. Tutto il resto arriva da solo. La professionalità cresce perché ci rendiamo conto da soli che puntualità e pulizia nel lavoro, ti portano a suonare meglio. Prendersi troppo sul serio è il vero pericolo. Siamo ancora molto inesperti e questo può portare a perdere di vista le (poche) cose che realmente contano, una su tutte: suonare.

Mescalina: Dietro l'apparenza scanzonata, il vostro album "Fuga dal deserto del Tiki" cela anche una contestazione dell'espropriazione e colonizzazione dell'immaginario collettivo ad opera della pubblicità e dei mass-media, giusto?
SikitikiS: Noi siamo una band che si è sempre tenuta fuori da espliciti sbilanciamenti politici in senso stretto. Quello della "lobotomizzazione" ad opera dei media e della pubblicità è, però, un tema di un'importanza primaria. Assistiamo in diretta quotidiana ad un decadimento della dignità umana. Non gridarlo a gran voce significa divenirne complice.

Mescalina: Quanto l'omologazione è un rischio per la creatività? Quali elementi possono vivificare il rock e quali cliché lo uccidono?
SikitikiS: Crediamo che il rock possa essere vivificato solo dalla dedizione di chi lo suona. L'omologazione non è un rischio per la creatività. Chi ha una forza creativa pura, potente e urgente, verrà fuori per ciò che vale. Al contrario chi ha poco da dire dovrà uniformarsi a ciò che il mercato chiede. Questo meccanismo esiste da sempre, basti pensare a quanti artisti sono esistiti negli ultimi 60 anni ed alla percentuale di quelli che, fra questi, sono rimasti nella storia. È una legge dell'arte: sono pochissimi quelli che lasciano veramente qualcosa.

Mescalina: Il vostro produttore è Ale Bavo, ma ha attirato l'attenzione dei media soprattutto la supervisione in studio di Max Casacci, chitarrista e "ideologo" dei Subsonica. Anche se avete un vostro stile ben preciso, incentrato su una reinterpretazione del surf, del punk'n'roll, del garage e della psichedelia, forse troppo spesso vi si paragona proprio ai Subsonica. In cosa vi sentite vicini a loro e in cosa musicalmente vi differenziate?
SikitikiS: Se andiamo a guardare nei background delle due band, scopriamo che ci sono diversi punti in comune. Ma allo stato attuale dei progetti sono le affinità sono veramente poche. L'approccio è completamente diverso: i Subsonica sono una band che basa il suo DNA sull'elettronica; i SikitikiS fondano l'impianto musicale sul Rock'n'Roll. Noi crediamo di essere molto differenti da loro, questa cosa, chiaramente, viene fuori a maggior ragione da vivo dove la nostra attitudine si fa più HardCore.

Mescalina: Parlateci della vostra partecipazione al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza, in cui rappresenterete proprio l'etichetta Casasonica di Casacci.
SikitikiS: Insieme a Offlaga Discopax, Jennifer Gentle e Ardecore incontreremo pubblico e stampa in qualità di band rivelazione dell'anno. Questo ci riempie di inattesa soddisfazione. Casasonica riceverà anche un premio per l'attività di scouting Suoneremo live sia in occasione di un nostro concerto che per l'omaggio a Elio Petri e Gianmaria Volontè in cui sonorizzeremo dal vivo immagini tratte da 4 film dei due Maestri.

Mescalina: Infine, un consiglio per i lettori di Mescalina: quali dischi state ascoltando in questo periodo e quali concerti, oltre ai vostri, consigliereste in qualità di appassionati di musica e musicisti?
SikitikiS: Consigliamo di andare a riprendere un po' di produzione rock degli anni '90 tipo "Superunknown" dei Soundgarden o "Yes" dei Morphine, in furgone girano volentieri anche Mark Lanegan e i Foo Fighters. Siamo, poi, in costante ricerca di colonne sonore di film di serie z (specie roba exotica) difficilissime da reperire. In ogni caso consigliamo sempre e a chiunque di ascoltare, leggere i testi e perdersi nell'oblio nel quale tutto è nato. Si trova in una manciata di canzoni che ci ha lasciato, oltre settant'anni or sono, un genio assoluto dell'arte, un ragazzo che è stato in grado di andare oltre la musica: Robert Johnson.

Sikitikis



Leggi anche:

Recensioni:

Marte Live Pyxel.it http://www.protosound.net Mk Records A Buzz Supreme