Un’attitudine al ritmo all’insegna del rock’n’roll e atmosfere cinematografiche pulp per illuminare il lato più oscuro e sensuale dell’animo umano, ma anche le sue fragilità e debolezze: è questo il fulcro del progetto musicale dei cagliaritani Sikitikis, prima band dell’etichetta Casasonica di Max Casacci. Ecco cosa ci hanno detto del loro album “Fuga dal deserto del Tiki”, del loro futuro e della loro comune passione per il cinema.
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Un'attitudine al ritmo all'insegna del rock'n'roll e atmosfere cinematografiche pulp per illuminare il lato più oscuro e sensuale dell'animo umano, ma anche le sue fragilità e debolezze: è questo il fulcro del progetto musicale dei cagliaritani Sikitikis, prima band dell'etichetta Casasonica di Max Casacci. Ecco cosa ci hanno detto del loro album "Fuga dal deserto del Tiki", del loro futuro e della loro comune passione per il cinema. |
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Mescalina:
Il vostro nuovo singolo è la cover de
"L'importante è finire", scritta da Cristiano Malgioglio per Mina. Che
ci dite del videoclip di questo brano? |
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Mescalina: Avete in comune la passione per il cinema, soprattutto per il noir e i "poliziotteschi". Quali sono i vostri film preferiti? SikitikiS: Fra i nostri film preferiti di sempre ci mettiamo sia film del passato che film più contemporanei. Fra i poliziotteschi è sicuramente il preferito "Milano Odia: la polizia non può sparare" insieme a "Il cinico, l'infame, il violento". Fra le produzioni a cavallo fra i '60 ed i '70 amiamo particolarmente il cinema di Elio Petri, maestro assoluto del Cinema italiano Nel cinema contemporaneo è impossibile non citare Mr.Tarantino e la sua opera tutta. Abbiamo trovato molto interessante anche George Clooney dietro la macchina da presa, "Confessioni di una mente pericolosa" è un gran film. Mescalina: Il carattere "cinematografico" delle vostre canzoni è e resterà la vostra costante? Oltre alle colonne sonore rivisitate e corrette con sonorità più cupe e sporche, anche i vostri pezzi originali trasportano gli ascoltatori nelle atmosfere vintage di un ideale film in cui voi autoironicamente giocate ad assumere i panni di "quattro ragazzi poco raccomandabili". SikitikiS: Per ora il cinema è anche il collante principale del progetto. Non vediamo, per ora, i SikitikiS senza l'elemento cinematografico a fare da colonna portante. Il fatto di "recitare" un ruolo con tanto di abiti di scena è solo una cosa che rende più divertente il tutto. Purtroppo in Italia c'è una scarsissima cultura del rock legato ad un'immagine teatrale e/o cinematografica, questo ci porta a scontrarci con chi pensa che siamo falsi o costruiti. La verità? Certo che siamo falsi e costruiti! Esattamente come chiunque salga su un palco a recitare una parte. Mescalina: Quanto è importante per voi suonare e comporre per passione, divertirvi e divertire dal vivo, mostrando professionalità ma senza prendervi troppo sul serio? SikitikiS: Quando eravamo più giovani e decisamente più acerbi, divertirci era la cosa più importante. Oggi, all'inizio di una bellissima esperienza, ci rendiamo conto che suonare per divertimento non basta più. Ora vogliamo suonare per godere. Tutto il resto arriva da solo. La professionalità cresce perché ci rendiamo conto da soli che puntualità e pulizia nel lavoro, ti portano a suonare meglio. Prendersi troppo sul serio è il vero pericolo. Siamo ancora molto inesperti e questo può portare a perdere di vista le (poche) cose che realmente contano, una su tutte: suonare. Mescalina: Dietro l'apparenza scanzonata, il vostro album "Fuga dal deserto del Tiki" cela anche una contestazione dell'espropriazione e colonizzazione dell'immaginario collettivo ad opera della pubblicità e dei mass-media, giusto? SikitikiS: Noi siamo una band che si è sempre tenuta fuori da espliciti sbilanciamenti politici in senso stretto. Quello della "lobotomizzazione" ad opera dei media e della pubblicità è, però, un tema di un'importanza primaria. Assistiamo in diretta quotidiana ad un decadimento della dignità umana. Non gridarlo a gran voce significa divenirne complice. Mescalina: Quanto l'omologazione è un rischio per la creatività? Quali elementi possono vivificare il rock e quali cliché lo uccidono? SikitikiS: Crediamo che il rock possa essere vivificato solo dalla dedizione di chi lo suona. L'omologazione non è un rischio per la creatività. Chi ha una forza creativa pura, potente e urgente, verrà fuori per ciò che vale. Al contrario chi ha poco da dire dovrà uniformarsi a ciò che il mercato chiede. Questo meccanismo esiste da sempre, basti pensare a quanti artisti sono esistiti negli ultimi 60 anni ed alla percentuale di quelli che, fra questi, sono rimasti nella storia. È una legge dell'arte: sono pochissimi quelli che lasciano veramente qualcosa. Mescalina: Il vostro produttore è Ale Bavo, ma ha attirato l'attenzione dei media soprattutto la supervisione in studio di Max Casacci, chitarrista e "ideologo" dei Subsonica. Anche se avete un vostro stile ben preciso, incentrato su una reinterpretazione del surf, del punk'n'roll, del garage e della psichedelia, forse troppo spesso vi si paragona proprio ai Subsonica. In cosa vi sentite vicini a loro e in cosa musicalmente vi differenziate? SikitikiS: Se andiamo a guardare nei background delle due band, scopriamo che ci sono diversi punti in comune. Ma allo stato attuale dei progetti sono le affinità sono veramente poche. L'approccio è completamente diverso: i Subsonica sono una band che basa il suo DNA sull'elettronica; i SikitikiS fondano l'impianto musicale sul Rock'n'Roll. Noi crediamo di essere molto differenti da loro, questa cosa, chiaramente, viene fuori a maggior ragione da vivo dove la nostra attitudine si fa più HardCore. Mescalina: Parlateci della vostra partecipazione al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza, in cui rappresenterete proprio l'etichetta Casasonica di Casacci. SikitikiS: Insieme a Offlaga Discopax, Jennifer Gentle e Ardecore incontreremo pubblico e stampa in qualità di band rivelazione dell'anno. Questo ci riempie di inattesa soddisfazione. Casasonica riceverà anche un premio per l'attività di scouting Suoneremo live sia in occasione di un nostro concerto che per l'omaggio a Elio Petri e Gianmaria Volontè in cui sonorizzeremo dal vivo immagini tratte da 4 film dei due Maestri. Mescalina: Infine, un consiglio per i lettori di Mescalina: quali dischi state ascoltando in questo periodo e quali concerti, oltre ai vostri, consigliereste in qualità di appassionati di musica e musicisti? SikitikiS: Consigliamo di andare a riprendere un po' di produzione rock degli anni '90 tipo "Superunknown" dei Soundgarden o "Yes" dei Morphine, in furgone girano volentieri anche Mark Lanegan e i Foo Fighters. Siamo, poi, in costante ricerca di colonne sonore di film di serie z (specie roba exotica) difficilissime da reperire. In ogni caso consigliamo sempre e a chiunque di ascoltare, leggere i testi e perdersi nell'oblio nel quale tutto è nato. Si trova in una manciata di canzoni che ci ha lasciato, oltre settant'anni or sono, un genio assoluto dell'arte, un ragazzo che è stato in grado di andare oltre la musica: Robert Johnson. |