Alessio Lega

Alessio Lega

La Leva Cantautorale degli Anni Zero


04/07/2011 - di Andrea Rossi
Leccese di nascita ma milanese dagli anni ’90, Alessio Lega è “unanimemente considerato uno dei maggiori outsider del giro”.
Libertario militante, innamorato degli chansonnier francesi e grande ricercatore della canzone d’autore, su cui tiene una rubrica su A/Rivista Anarchica, ha pubblicato per Stampa Alternativa
Canta che ti passa. Storie e canzoni di autori in rivolta francesi, ispanici e slavi, ed inciso 3 dischi ed un EP, vincendo nel 2004 la Targa Tenco per la  migliore opera prima con Resistenza e Amore.
Sempre disponibile a portare le proprie canzoni sulla strada, Alessio è uno che ancora prova a cambiare se stesso ed il mondo con le proprie canzoni, e anche per questo gli vogliamo bene.
Mescalina: In genere iniziamo l’intervista chiedendo all’artista di raccontarci il proprio percorso musicale: mi rendo conto che nel tuo caso non sarà semplicissimo presentare la ricchezza di una visione “da outsider” che abbraccia politica, amore, scrittura, canzone…
***Alessio Lega: Più passa il tempo è meno mi viene voglia di raccontare quello che ho fatto… semmai parlo di ciò che mi piacerebbe fare prossimamente.
Comunque provo a sintetizzare al massimo: Alessio Lega (Lecce, 1972).Cantante e autore, fa della canzone il centro dei propri interessi e un´arma di militanza culturale e politica. Ha pubblicato 5 dischi, un libro, parecchi articoli ed è ininterrottamente in tournèe.
Anarchico - ateo - sposato - galantuomo - pigro - rivoluzionario.
Nonostante legga parecchi libri - anche di storia - conserva una certa fede nel futuro dell´umanità.

***Mescalina: Se inizi così diventa inevitabile chiederti cosa hai in mente di fare prossimamente...
***Alessio Lega: Un altro disco, che è già in cantiere e si chiamerà Mala Testa. Poi fare sempre più il cantastorie, ovvero dare spazio alla narrazione in musica.
 
***Mescalina: Cosa pensi del progetto Leva cantautorale degli anni Zero e come è avvenuto il tuo coinvolgimento ?
***Alessio Lega: Enrico Deregibus, che stimo molto, mi ha descritto il progetto e invitato a partecipare.Io voglio molto bene a lui, voglio molto bene anche al giro del Club Tenco, alle cui iniziative se posso assisto anche solo come spettatore. Quanto al M.E.I. (l’altro perno della “leva”), a Giordano [ndr: Sangiorgi] e a tutta la sua banda di simpatici pazzi… credo di dovere qualcosa: una volta mi invitarono a cantare in una rassegna in un teatro storico di Faenza e io devo aver cantato qualcosa di così tignoso che ci fu un’ interpellanza in Comune di un consigliere di destra contro di me…Non so se è una leggenda metropolitana, ma ne vado piuttosto fiero.
Con la tenera canzone d’amore con la quale ho partecipato al progetto spero di essermi fatto perdonare.

***Mescalina: Partecipi alla compilation con I baci: ci piacerebbe che la presentassi ai nostri lettori...
***Alessio Lega: I baci è una canzone d’amore piuttosto anomala per il mio repertorio.L’ho scelta anche per questo, mi pareva segnasse un modo diverso di scrivere. C’è il piccolo piacere infantile di fare qualcosa che gli altri non si aspettano.

***Mescalina: Infatti è una canzone atipica per te, che – lo confesso – mi ha sorpreso e spiazzato. Per questa ragione trovo strano tu l´abbia scelta per presentarti ad un pubblico più ampio che magari non ti conosce. La consideri una "eccezione" o sei interessato a lavorare in quella direzione?
***Alessio Lega: Spiazzare è un piccolo piacere che è giusto concedere innanzi tutto a sé stessi. Dopo un po’ che si lavora diventa un imperativo…Per chi già mi conosce, è una canzone che non si aspetta da me, per gli altri mi auguro risulti solo una buona canzone.

***Mescalina: Come sta andando il progetto a tuo parere, che aspettative avevi e cosa ti ha dato?
***Alessio Lega: Speravo di toccare il cuore di qualche ascoltatore che non mi conosceva… e in effetti parecchi sconosciuti mi hanno scritto per dirmi che si erano commossi, e allora mi son commosso anch’io. Speravo anche di dispiacere a qualcuno, perché non si può dire nulla di buono senza dispiacere almeno a qualcuno, e infatti uno spocchioso gazzettiere s’è incaricato pure di questo: direi che non posso lamentarmi.

***Mescalina:  E in generale come valuti la Leva all´interno dello scenario musicale odierno in Italia?
***Alessio Lega: Le antologie sono un atto coraggioso: servono a fare il punto di una situazione esistente. Il punto è stato fatto, ora bisogna iniziare a scrivere la nuova pagina.

***Mescalina: A proposito della prossima pagina, su quali  giovani autori non coinvolti nel progetto scommetteresti per il futuro?
***Alessio Lega: Adoro Davide Giromini, cantautore notturno e fisarmonicista carrarino. Vi invito ad ascoltare il suo disco Ballate di fine comunismo, a mio avviso un capolavoro e un modo totalmente nuovo di scrivere e concepire la canzone come una sorta di diario pubblico che unisce la poesia al saggio al romanzo di formazione.

***Mescalina: E cosa pensi sia la canzone d´autore oggi?
***Alessio Lega: Un impegno tradito.
 
***Mescalina: In che senso ?
***Alessio Lega: Tutta ripiegata su sé stessa, rimboccata nel sudario del comodo minimalismo, la canzone rifiuta di dialogare a tu per tu col presente. Ha forse paura di turbare il sonno dei morti? Tanto mica i morti poi comprano dischi…
lo ripeto: non si può dire nulla di bello se non di dà fastidio almeno a qualcuno. La canzone non deve solo piacere, deve anche dispiacere, turbare, calpestare allegramente le aiuole del consenso.

***Mescalina: Personalmente ti senti un cantautore?
***Alessio Lega: Io provo a fare il cantastorie. Narrare è la cosa più utile e più bella che si possa fare. La letteratura è un atto di resistenza della vita contro la morte. Se poi il pubblico trova nelle mie narrazioni un particolare valore che gli ricorda alcuni grandi autori del passato e ha la bontà di paragonarmici – cosa che ogni tanto succede – io non posso che esserne lieto.

***Mescalina: Mi sembra che gli chansonnier francesi e la canzone d’autore italiana siano i principali riferimenti della tua musica….chi ti hanno maggiormente ispirato nel campo del cantautorato italiano e al di fuori di esso?
***Alessio Lega: Mi piacciono moltissimi autori… quasi tutti direi! Spero di assomigliare a Ivan Della Mea, a Bob Dylan e a Leo Ferré, ma non alle loro canzoni, proprio a loro come esseri umani costantemente inquieti.

***Mescalina: Sono nomi molto diversi, cosa ti affascina dell´inquietudine di ognuno di loro ?
***Alessio Lega: Il fatto che pur non somigliandosi affatto, se ne siano sempre fottuti gioiosamente del giudizio di pubblico e critica, della coerenza del repertorio costruito, di ciò che il pubblico si aspettava da loro… e proprio così che si esprime rispetto per sé e per gli altri. “Alla fine” come diceva Desnos “non è la poesia a dover essere libera, ma il poeta”.

***Mescalina: Come nascono i tuoi testi ?
***Alessio Lega: Vengo fecondato dalle solite cose: desiderio, struggimento, indignazione. Poi io artista partorirò con dolore dei versi e li cullerò con una melodia per farli addormentare. Infine io artigiano passerò le nottate a limarli, limarli, limarli cercando un accordo fra le parti. Se una volta che ho finito c’è ancora qualcosa di unito, allora la canzone è pronta.

***Mescalina: Cosa ti ispira maggiormente e quali temi preferisci affrontare ?  A che tipo di ascoltatore ti rivolgi con le tue canzoni?
***Alessio Lega: Preferisco affrontare i temi che gli altri non cantano, nel modo in cui gli altri non scrivono, nei luoghi nei quali gli altri non suonano.

***Mescalina: Cosa significa oggi in Italia provare a vivere di musica? E´ possibile?
***Alessio Lega: È impossibile vivere di musica.
Io però ci provo: la storia non sarebbe mai iniziata se l’uomo non avesse provato a fare cose impossibili. Ci riuscirò – come diceva quello lì – con un piccolo aiuto dei miei amici. Credo di averne qualcuno!

Alessio Lega Altri articoli