Brychan

Intervista Brychan

02/12/2003  |  di Christian Verzeletti

Brychan è uno dei più assidui “frequentatori” di Mescalina: non poteva mancare una chiacchierata con lui su “Reel in between”, il nuovo disco che ha aperto ulteriormente il raggio della sua musica. Se l’artista gallese era stato una delle rivelazioni dell’anno scorso, ora si presenta ancora più convinto e ancora più libero, ma soprattutto con un suono più pieno, fuori dagli schemi abituali del rock.

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    Interviste:

                       Brychan

Brychan è uno dei più assidui “frequentatori” di Mescalina: non poteva mancare una
chiacchierata con lui su “Reel in between”, il nuovo disco che ha aperto ulteriormente
il raggio della sua musica. Se l’artista gallese era stato una delle rivelazioni dell’anno
scorso, ora si presenta ancora più convinto e ancora più libero, ma soprattutto
con un suono più pieno, fuori dagli schemi abituali del rock.


Mescalina: Brychan, la prima cosa che colpisce del nuovo disco è il suono! Già dalla prima canzone … che dovrebbe essere il singolo, no?
Brychan: Sì, “Desert Flower” sarà il primo singolo. Il suono si è evoluto e nel nuovo album si può sentire un Brychan più pieno. “Desert Flower” è un’introduzione diretta al nuovo disco.

Mescalina: Si percepisce subito l'influenza della musica elettronica: da dove viene?
Brychan: Guarda, sono un patito di elettronica e mi diverto ad usare i computer per registrare ed elaboare le mie idee. Su questo disco questo risulta più chiaro, perché l’abbiamo portato avanti in maniera più evidente, come non avevo mai fatto prima.

Mescalina: Nella maggior parte dei casi, tools e programming vengono aggiunti o usati come sfondo, mentre tu sei riuscito a metterli dentro alle tue canzoni …
Brychan: Le parti elettroniche erano presenti nelle canzoni sin dall’inizio, anzi, alcune sono state proprio concepite partendo non dalla chitarra, ma da basi elettroniche. Il nostro intento non è stato quello di aggiungere delle sovraincisioni con parti elettroniche alla fine del processo di registrazione, tanto per rendere il suono più moderno. Infatti i demo dell’album sono stati registrati a casa mia, Ty Cariad, sul mio computer usando il programma Logic, e, dal momento che avevano già una forma ben sviluppata, li abbiamo usati fino alla versione finale che compare sul disco.
Ho quasi paura a comprarmi un portatile con qualche programma musicale, perché potrei farmi prendere fino al punto di non rivolgere più la parola a nessuno!


Mescalina: È cambiato qualcosa nella composizione dei nuovi pezzi?
Brychan: Il computer ha giocato un ruolo sempre più grande: se continua così, prenderà il mio posto e sarà lui ad andare in tour, senza di me!

Mescalina: Potrebbe generare un tuo clone virtuale: una specie di Lara Croft! … comunque il disco ha un suono libero, slegato da qualunque genere …
Brychan: Mi piace pensare alla musica come se ci fossero due soli generi: la musica buona e quella cattiva. Credo e spero che “Reel in between” sia un disco che comunica delle emozioni, da un’anima all’altra, e che faccia perciò parte della buona musica, quella libera da qualunque definizione.

Mescalina: Il titolo indica proprio questo essere liberi nel mezzo della musica? Per questo ti sei fatto fotografare tra i binari di una stazione? Un modo per dire che non vuoi prendere una sola direzione, ma che le prendi tutte?
Brychan: Sì, è la musica che prende più direzioni e, come tutti noi, è sempre in continuo movimento.

Mescalina: Credo che tu abbia un approccio molto naturale e istintivo alla musica: ad ascoltare i tuoi dischi si sente che hai abbracciato sempre più generi e si ha l'impressione che tu abbia sempre voluto arrivare a questo tipo di suono …
Brychan: La mia speranza è che la gente si avvicini alle melodie e che poi trovi qualcosa che li tocca nel profondo. Io faccio una musica che mi piace e che spero possa piacere anche alla gente che l’ascolta. Ho un approccio alla composizione istintivo, perché mi sono formato più sull’esperienza che sullo studio; per questo mi piace esplorare e poi comunicare ciò che ho assimilato.

Mescalina: Come si sono svolte le registrazioni?
Brychan: Sono cominciate a casa mia nel sud del Galles, poi abbiamo registrato la batteria e tutte le parti ritmiche in uno studio vicino a Rimini. E infine all’Alpha 2 di Bologna abbiamo terminato le registrazioni e fatto il missaggio. Poi abbiamo masterizzato al Nautilus di Milano.

Mescalina: Come è stato lavorare con Paolo (Benvegnù)?
Brychan: Grande, lui è uno che ha buon gusto e un punto di vista tutto suo sulla musica e sulla vita. Abbiamo lavorato bene insieme, ma spesso l’ho lasciato anche lavorare da solo, sapevo di potermi fidare del suo istinto e della sua visione.

Mescalina: Certo che siete una bella coppia … come vi siete incontrati?
Brychan: Stavo cercando qualcuno che mi facesse da produttore artistico e Lorenzo Bedini (il mio manager) mi ha suggerito il nome di Paolo: sono andato ad ascoltarmi quello che aveva fatto con gli Scisma e ne sono rimasto colpito. Così siamo andati a Livorno per incontrarci con Paolo e la prima volta ci siamo parlati per strada, appena giù dal palco.









Mescalina
: Quanto ha influito lui sull'album?
Brychan: Molto, mi sento di dire che il modo in cui il suono del disco è cresciuto è merito suo.

Mescalina: Negli arrangiamenti ci sono fiati ed archi, mandolino e bouzouki, ma non suonano mai in modo tradizionale, come ci si aspetterebbe: in questi casi hai lasciato fare ai musicisti con cui hai lavorato o hai dato tu le direttive?
Brychan: Una delle cose che mi piace del fare musica è che ognuno dà i suoi suggerimenti e il suo contributo: noi abbiamo discusso molto su ogni cosa, fino a quando non eravamo d’accordo. Comunque, sia i musicisti, che l’artista che il produttore avevano già una buona idea di che cosa serviva per completare le canzoni. Ci sono stati anche dei contrasti, ma erano più dei momenti di disaccordo, come ci devono essere tra persone che credono nella loro creatività e vogliono realizzarla.

Mescalina: Mi sembra che il tuo canto sia migliorato ancora, si è fatto ancora più "sciolto" …
Brychan: Lavoro sulla mia voce quasi tutti i giorni e ultimamente mi sono accorto di saper cantare anche su pezzi più tranquilli.

Mescalina: Con il vibrafono e il programming si creano degli effetti quasi psichedelici …
Brychan: Ti posso dire che il vibrafono occupa il suo spazio nello spettro della nostra strumentazione senza interferire con gli altri elementi. Di sicuro va ad aggiungere qualcosa difficile da descrivere a parole e aiuta a creare angoli di magia insieme con gli altri suoni … e tutto insieme dà un effetto molto dolce a chi ascolta.

Mescalina: Un trip?
Brychan: Sì, questo è l’effetto che dà la buona musica, offre un meccanismo con cui la mente può viaggiare fino a dentro l’anima.

Mescalina: Non credo sia un caso che il disco finisca con una breve reprise della prima traccia, come se fosse un cerchio che continua a girare …
Brychan: Mi piace l’idea che ci sia qualcosa che continua a riaffiorare, anche se in forme sottilmente diverse.

Mescalina: "Groove is a rhyme": si sente proprio questo fluire della tua musica … è così che ti gira in testa? Tutto così spontaneo?
Brychan: La maggior parte delle volte è come se avessi un complesso che continua a provare nella mia testa, diciamo una mezzo dozzina di gruppi, tutti diversi, che suonano contemporaneamente. E, credimi, è una cosa che mi dà dei grattacapi, soprattutto quando si tratta di andare a letto e prendere sonno!

Mescalina: "Reel in between" in certi momenti sembra essere una musica da camera e in altri da club …
Brychan: Dovresti provarlo in macchina! Ha delle dinamiche così mosse e talmente tanti umori che riesce a dare colore a qualunque viaggio. E questa è una cosa che è venuta del tutto spontanea, dal momento che le canzoni sono state così varie tra di loro sin dall’inizio.

Mescalina: Come sarà dal vivo? Cercherai di ricreare il suono del disco e di usare anche lì parti elettroniche?
Brychan: Come sempre, dal vivo cercheremo di dare nuova vita ai pezzi. Questo potrebbe anche rendere i pezzi diversi da come sono sul disco: avranno come una seconda vita!

Mescalina: Posso dirti che sei completamente "fuori"? In ogni senso e da ogni schema …
Brychan: Io seguo solo i miei schemi, semplicemente perchè non ne conosco altri. Non so se siano unici, ma sembra comunque che siano abbastanza accessibili perché la gente si avvicini alla mia musica.

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