Brychan è uno dei più assidui “frequentatori” di Mescalina: non poteva mancare una chiacchierata con lui su “Reel in between”, il nuovo disco che ha aperto ulteriormente il raggio della sua musica.
Se l’artista gallese era stato una delle rivelazioni dell’anno scorso, ora si presenta ancora più convinto e ancora più libero, ma soprattutto con un suono più pieno, fuori dagli schemi abituali del rock.
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Mescalina:
Brychan, la prima cosa che colpisce del nuovo disco è il suono! Già dalla
prima canzone … che dovrebbe essere il singolo, no? |
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Mescalina: Quanto ha influito lui sull'album? Brychan: Molto, mi sento di dire che il modo in cui il suono del disco è cresciuto è merito suo. Mescalina: Negli arrangiamenti ci sono fiati ed archi, mandolino e bouzouki, ma non suonano mai in modo tradizionale, come ci si aspetterebbe: in questi casi hai lasciato fare ai musicisti con cui hai lavorato o hai dato tu le direttive? Brychan: Una delle cose che mi piace del fare musica è che ognuno dà i suoi suggerimenti e il suo contributo: noi abbiamo discusso molto su ogni cosa, fino a quando non eravamo d’accordo. Comunque, sia i musicisti, che l’artista che il produttore avevano già una buona idea di che cosa serviva per completare le canzoni. Ci sono stati anche dei contrasti, ma erano più dei momenti di disaccordo, come ci devono essere tra persone che credono nella loro creatività e vogliono realizzarla. Mescalina: Mi sembra che il tuo canto sia migliorato ancora, si è fatto ancora più "sciolto" … Brychan: Lavoro sulla mia voce quasi tutti i giorni e ultimamente mi sono accorto di saper cantare anche su pezzi più tranquilli. Mescalina: Con il vibrafono e il programming si creano degli effetti quasi psichedelici … Brychan: Ti posso dire che il vibrafono occupa il suo spazio nello spettro della nostra strumentazione senza interferire con gli altri elementi. Di sicuro va ad aggiungere qualcosa difficile da descrivere a parole e aiuta a creare angoli di magia insieme con gli altri suoni … e tutto insieme dà un effetto molto dolce a chi ascolta. Mescalina: Un trip? Brychan: Sì, questo è l’effetto che dà la buona musica, offre un meccanismo con cui la mente può viaggiare fino a dentro l’anima. Mescalina: Non credo sia un caso che il disco finisca con una breve reprise della prima traccia, come se fosse un cerchio che continua a girare … Brychan: Mi piace l’idea che ci sia qualcosa che continua a riaffiorare, anche se in forme sottilmente diverse. Mescalina: "Groove is a rhyme": si sente proprio questo fluire della tua musica … è così che ti gira in testa? Tutto così spontaneo? Brychan: La maggior parte delle volte è come se avessi un complesso che continua a provare nella mia testa, diciamo una mezzo dozzina di gruppi, tutti diversi, che suonano contemporaneamente. E, credimi, è una cosa che mi dà dei grattacapi, soprattutto quando si tratta di andare a letto e prendere sonno! Mescalina: "Reel in between" in certi momenti sembra essere una musica da camera e in altri da club … Brychan: Dovresti provarlo in macchina! Ha delle dinamiche così mosse e talmente tanti umori che riesce a dare colore a qualunque viaggio. E questa è una cosa che è venuta del tutto spontanea, dal momento che le canzoni sono state così varie tra di loro sin dall’inizio. Mescalina: Come sarà dal vivo? Cercherai di ricreare il suono del disco e di usare anche lì parti elettroniche? Brychan: Come sempre, dal vivo cercheremo di dare nuova vita ai pezzi. Questo potrebbe anche rendere i pezzi diversi da come sono sul disco: avranno come una seconda vita! Mescalina: Posso dirti che sei completamente "fuori"? In ogni senso e da ogni schema … Brychan: Io seguo solo i miei schemi, semplicemente perchè non ne conosco altri. Non so se siano unici, ma sembra comunque che siano abbastanza accessibili perché la gente si avvicini alla mia musica. |