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Bancale è arrivato inaspettato come una nera novella, solitario,
solo come sa fare un demo autoprodotto e autopromosso ad un
banchetto del MEI; mentre chiacchieriamo con Luca, Alessandro
e Fabrizio ci arriva da loro stessi che il loro esordio verrà
licenziato dalla neonata etichetta Sidi Records e questo,
modestia a parte, significa che Mescalina porta fortuna. Intanto
i Ragazzi di Bergamo ci hanno dato molto spunti e approfondimenti
sulla metamorfosi del loro disco. |
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Mescalina:
Ciao Bancale lo sapete che
il vostro esordio ha fatto breccia qui da noi? |
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Mescalina: Ho visto sul vostro sito che in realtà i brani all'attivo sono più di cinque, è corretto? Luca: Sì, ad oggi abbiamo pronti una decina di canzoni, alcune sulla stessa linea di quelle dell'ep, altre meno, ma comunque sempre accomunate da una certa omogeneità di atmosfere. Mescalina: Alcuni di noi hanno commentato il vostro disco come un secondo capitolo di un libro iniziato anni orsono dai Massimo Volume e di recente continuato da Le Luci della Centrale Elettrica, siete d'accordo con questa affermazione? Luca: Sia noi, che i Massimo Volume che Le Luci parliamo di provincia, ma del resto come un sacco di altri artisti nel campo della musica, del cinema, della fotografia e della letteratura. A parte questo c'è sicuramente una comunanza coi Massimo Volume, un pezzo come "Crepa" nasce anche dall'ascolto dei loro dischi. Con Le Luci, che personalmente stimo, credo invece che le affinità si fermino a quanto detto prima, se non altro perché noi siamo molto meno "generazionali". Ma è un discorso lungo da fare. Tuttavia i Bancale non esisterebbero se prima di noi non fossero esistiti i Madrigali Magri e i Bachi da Pietra, prima di tutto riguardo l'uso della voce. Mescalina: Passiamo quindi ai Vostri riferimenti musicali: chi vi ha contaminato di più nella vostra formazione, chi vi ha ispirato di più artisticamente, sia dal passato che nel presente? Luca: Oltre ai nomi già citati i primi che mi vengono in mente sono Ivano Fossati e Paolo Conte per la scrittura dei testi. E poi Pier Paolo Pasolini, Cesare Pavese, Cormac McCarthy e Umberto Galimberti. Più in generale sicuramente Tom Waits, Neil Young, Six Organs Of Admittance, Carla Bozulich, Einsturzende Neubauten, Low, Robert Johnson e molti altri. Alessandro: In sala prove con i Bancale penso molto ai bluesmen anteguerra, Robert Johnson, Skip James, J.B. Lenoir (più per l'approccio che per la tecnica), poi Loren Mazzacane Connors, Sonic Youth, Low, Morphine, Wyatt, certe cose di Fripp, William Basinski.... ma più che musicali però le mie influenze sono perlopiù visuali. Penso a certe cose di Francis Bacon, Jonathan Guaitamacchi, Johannes Kahrs. Tra gli scrittori oltre a quelli citati da Luca aggiungerei Kafka per il passato e Vitaliano Trevisan per il presente. Fabrizio: A me piacciono i Kraftwerk e il Bepi (presumo che si tratti di Bepi And The Prismas ndr). Mescalina: Raccontateci qualche aneddoto circa la nascita dei suoni di questo disco, so ad esempio che avete usato pezzi di lamiere al posto dei piatti della batteria, giusto? Alessandro: L'unico aneddoto che mi sento di raccontare è di quando avevamo la sala prove praticamente in una sagrestia di una chiesa vicino a Bergamo. Quel luogo ha influenzato molto il mio modo di suonare con i Bancale. Fare "Dolore" là dentro era tanto appagante quanto surreale. Un bel periodo. Inevitabilmente tutto è saltato tra gli insulti. Fabrizio: In realtà i suoni del disco sono quelli della sala prove, è lì che emerge il disagio del Bancale tra lamiere, tamburi, chitarre riverberate e soli di kalimba… Mescalina: Considerate la vostra musica un ibrido o una creatura che si evolverà in futuro? Luca: E' possibile che ci evolveremo in futuro, ma in quale direzione proprio non te lo so dire. Abbiamo alcune idee per la testa, sia a livello di scrittura dei brani che di collaborazioni. Vedremo. Alessandro: In qualche pezzo potrebbe comparire altra strumentazione o magari una voce femminile. Fabrizio: L'una e l'altra sono profondamente intersecate, Bancale prende forma assorbendo di continuo contesti diversi e mutevoli, ibridando forme e stili, umori e pezzi di vita. Mescalina: Avete altri progetti, futuri o paralleli per cui vi interessa spendere due parole? Alessandro: Da qualche anno ho un progetto di musica ambient elettronica: ivonne gut (http://www.myspace.com/ivonnegut) e di recente ho iniziato a suonare nei concerti dei Garage Ermetico, altro gruppo bergamasco (http://www.myspace.com/ilgarageermetico). Fabrizio: Suono la batteria in the infarto, scheisse!; al di là di note e parole e generi, del tutto opinabili, mi interessa porre l'accento sul mondo delle piccole produzioni indipendenti, delle coproduzioni, della condivisione di esperienze e situazioni, della mutua solidarietà. Il cd dei Bancale nasce anche grazie a questo, attraverso la collaborazione con gli amici della neonata Sidi Records. Musica non solo come espressione ma anche e soprattutto come veicolo di rapporti, stili, prese di coscienza, azioni. Mescalina: Ciao e grazie per la vostra disponibilità e buon anno da Mescalina.it Bancale: Grazie a voi e buon anno. Bambòs: Buon 2010! |