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Intervista Peter Hammill -
Peter Hammill

Peter Hammill


01/11/2004 - di Christian Verzeletti
Peter Hammill ha in questi giorni ricevuto il Premio alla Carriera Tenco 2004 per il ruolo di cantautore, polistrumentista e compositore, svolto prima come frontman dei Van der Graaf Generator, poi come solista. Noi abbiamo avuto il piacere e l’onore di scambiare con lui un botta e risposta via e-mail, che è diventato spunto per riflettere sulla sua musica, sul ruolo della comunicazione e del linguaggio, tema su cui è centrato il suo ultimo disco, “Inchoerence”.

  
    Interviste:

            
Peter Hammill

Peter Hammill ha in questi giorni ricevuto il Premio alla Carriera Tenco 2004 per il ruolo di cantautore, polistrumentista e compositore, svolto prima come frontman dei Van der Graaf Generator, poi come solista. Noi abbiamo avuto il piacere e l'onore di scambiare con lui un botta e risposta via e-mail, che è diventato spunto per riflettere sulla sua musica, sul ruolo della comunicazione e del linguaggio, tema su cui è centrato il suo ultimo disco, "Inchoerence"..


Mescalina: So che ultimamente hai avuto un attacco di cuore, spero tu stia meglio …
Peter Hammill: Sì, sto molto meglio, anzi probabilmente meglio di quanto sia stato negli ultimi anni.

Mescalina: Questo ha cambiato qualcosa nel tuo modo di percepire la musica e la vita? In fondo la musica è una reazione a ciò che ci succede dentro … la tua poi ha sempre avuto dei risvolti molto percettivi ed esistenzialisti …
Peter Hammill: Non sono sicuro di aver vissuto un cambiamento fondamentale nelle mie attitudini, tranne che ovviamente per l'aver preso coscienza del fatto che dopo tutto non sono affatto immortale. Sai, tutti tendiamo a convincerci che la natura in qualche modo possa considerare la nostra vita come un'eccezione, fino a quando poi ci succede qualcosa come è capitato a me. Comunque credo che mi ci vorrà ancora un po' di tempo per vedere se c'è stato qualche cambiamento nei miei punti di vista.

Mescalina: Mi hanno detto che non parli volentieri del tuo passato, è vero?
Peter Hammill: Non mi dispiace parlarne, quello che mi dà fastidio è dovere per forza fermarsi su di esso o dentro di esso.

Mescalina: Bè, questo potrebbe essere un bell'esempio di "incoerenza", no?
Peter Hammill: Eh, sì!

Mescalina: Non ci resta allora che parlare di questo tuo ultimo disco … al contrario di quanto dica il titolo, c'è una coerenza interna dovuta al fatto che è composto da un unico pezzo di quarantun minuti …
Peter Hammill: Sì, ci sono tutta una serie di paradossi che si possono trovare in questo pezzo.

Mescalina: Si potrebbe parlare anche di una coerenza esterna nei confronti dei tuoi lavori precedenti, non solo quelli da solista …
Peter Hammill: Certo, ci sono riferimenti a lavori precedenti, anche se, come sempre, cerco di lavorare nel presente.

Mescalina: La scelta di scrivere il titolo con due caratteri diversi ("incoherence") è stata voluta per sottolineare questa idea di distacco e di continuità col passato?
Peter Hammill: È stata un'idea di Paul Ridout, un esperimento grafico con cui mi sono trovato subito d'accordo.

Mescalina: In questo disco al sax c'è David Jackson, che era uno dei membri dei VDG … vedi che non puoi liberarti del passato!? Scherzo …
Peter Hammill: Sì, che posso, eccome ;-)

Mescalina: Comunque lo stesso tipo di contraddizione lo si può trovare anche nel concetto di linguaggio e di comunicazione: per quanto noi ci parliamo, in un certo senso non riusciamo davvero a comunicare …
Peter Hammill: Questo è il nocciolo fondamentale del paradosso che sta nel pezzo … certo, tutto parte dal fatto che il nostro eterno sforzo di comunicare si basa sulla nostra stessa incapacità di comunicare …

Mescalina: Bè, questo è uno degli argomenti su cui hai orientato la tua musica, da sempre … una specie di ricerca infinita, tanto che alla fine di questo disco dici di essere "ancora alla ricerca di parole" …
Peter Hammill: E continuo ad esserlo!

Mescalina: Per questo hai sempre fatto in modo che la tua musica e i tuoi testi non avessero una risposta univoca? Per provocare una riflessione, un viaggio dentro la mente umana?
Peter Hammill: Direi che è più il contrario. Non credo che le canzoni debbano in alcun modo essere dogmatiche e inoltre sono io il primo a non avere di fondo una visione sicura delle cose, perciò mi piace che le canzoni abbiano per natura una forma inconclusiva e aperta.

Mescalina: In questo cd poi arrivi a dire che il nostro è un linguaggio corroso e perduto, facendo riferimento anche all'immagine della Torre di Babele, perciò volevo chiederti se per te il mondo è ormai in declino …
Peter Hammill: Mah, il nostro mondo va allo stesso tempo avanti e indietro, più o meno come ha sempre fatto, solo che noi non siamo più capaci di osservarlo.

Mescalina: Si potrebbe dire che il tuo è un approccio moderno, o meglio fuori dal tempo, dal momento che musicalmente usi il violino come la tecnologia, il sax come le keyboards …
Peter Hammill: Quello che cerco di continuare a fare è di mischiare un po' le carte per trovare qualcosa che sia nuovo e riconoscibile allo stesso tempo.

Mescalina: Guarda, io credo che tu sia uno dei pochi che davvero mantenuto un'attitudine "progressive", dando per buono questo termine, perché hai saputo adattarla a qualcosa di tuo senza perderne la forza originaria e tenendola al passo coi tempi …
Peter Hammill: Grazie, faccio del mio meglio.

Mescalina: Dopo un complimento del genere, non puoi fare a meno di rispondermi a qualche domanda sul progressive … credo sia stato un periodo di ricerca ad un livello molto puro ed intellettuale nel campo della musica: i tuoi lavori poi avevano una particolarità, meno formale e, se vuoi, più drammatica rispetto ad altri …
Peter Hammill: Sì, credo che i dischi dei Van Der Graf Generator e i miei primi lavori da solista cercassero di sperimentare in diverse direzioni …

Mescalina: Se poi si guarda alla tua carriera, potremmo dire che dal progressive sei diventato un vero musicista d'avanguardia … non so, mi vengono in mente le musiche che hai scritto per i balletti o la tua versione "The Fall Of The House Of Usher" di Edgar Allan Poe …
Peter Hammill: Sì, anche se questi non sono stati i miei lavori più d'avanguardia … roba come "In Camera" o "Sonix" segue più quella vena, anche se poi ogni musica che ho composto contiene le stesse tensioni e le stesse attitudini.

Mescalina: Oggi come componi e come registri?
Peter Hammill: Come sempre, in molti modi diversi, che vanno dalla pura improvvisazione a delle forme più studiate.

Mescalina: Pensi mai ad una reunion dei Van Der Graaf Generator?
Peter Hammill: Sarebbe possibile, certo, ma solo se ci fosse qualcosa di nuovo da proporre.

Mescalina: Secondo te c'è stato qualche motivo per cui la scena progressive si è sgretolata o è stata semplicemente abbandonata dai media? C'è chi dice che era troppo concettuale, chi dà la colpa all'avvento del punk e chi al fatto che molte di quelle bands vennero poi criticate dalla stampa …
Peter Hammill: Credo che divenne troppo pretenzioso, soprattutto da parte di quelli che erano considerati le sue stelle.

Mescalina: Torniamo alla comunicazione, che poi è il vero nocciolo della questione, forse anche per quanto riguarda il progressive … tu che rapporto hai con le nuove forme di comunicazione come Internet?
Peter Hammill: Credo sia ok. Come qualunque altra cosa moderna, ha i suoi pro e contro.

Mescalina: Vedi qualche possibilità di una vera comunicazione e di una comprensione reciproca tra gli uomini?
Peter Hammill: Non possiamo che cercare di fare del nostro meglio.

foto di: Asaf Carmeli
       e Erez Siag











Mescalina: Sembra quasi che abbiamo paura della parola e per questo o ne abusiamo o la mettiamo da parte …
Peter Hammill: O forse è la parola stessa che non dice abbastanza …

Mescalina: Anche … forse è per quello che la tua musica suona come un tentativo d'espressione di una voce ideale che sta dentro le nostre teste …
Peter Hammill: Faccio del mio meglio.

Mescalina: Forse anche per questo hai un tuo studio e una tua casa discografica …
Peter Hammill: Sì, sono indipendente ormai da un po' di anni, meglio così.

Mescalina: So che hai anche un buon rapporto con l'Italia: sei venuto spesso in tour e sei molto apprezzato da queste parti … tornerai presto?
Peter Hammill: Oh, sì, spero subito! (in italiano)

Mescalina: Ci vediamo presto.
Peter Hammill: Ciao.

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