Giorgio Canali

Intervista Giorgio Canali

01/03/2004  |  di Vito Sartor

Abbiamo incontrato Giorgio Canali e Dora Fanelli in occasione di una performance letteral-musicale intitolata “Contre”. In un’atmosfera da café letterario parigino, un locale dedicato al re del giallo Alfred Hitchcok, dopo questa botta di vita tra rabbia e liberazione, al termine di tutto ciò è stata dura ritornare alla realtà e capire che eravamo solo in Brianza …
“…..Contro chi dice purezza fra i denti, Contro chi dice freddo senza avere mai tremato, Contro chi dice Contro senza essercisi mai messo, dite Contro io Contro io Contro…”


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    Interviste:

                   GIORGIO CANALI, DORA FANELLI, NICOLA MARI
                   CONTRO … di LYDIE SALVAYRE

Abbiamo incontrato Giorgio Canali e Dora Fanelli in occasione di una performance letteral-musicale intitolata “Contre”. In un’atmosfera da café letterario parigino, un locale dedicato al
re del giallo Alfred Hitchcok, dopo questa botta di vita tra rabbia e liberazione, al termine
di tutto ciò è stata dura ritornare alla realtà e capire che eravamo solo in Brianza …
“…..Contro chi dice purezza fra i denti, Contro chi dice freddo senza avere mai tremato,
Contro chi dice Contro senza essercisi mai messo, dite Contro io Contro io Contro…”


Mescalina: Giorgio Canali ti vediamo impegnato in un nuovo progetto intitolato Contro,ce ne vuoi parlare nei dettagli?
Giorgio Canali: “Contro” è un’opera scritta da quella che poi è diventata un’amica. Infatti non la conoscevo affatto, lei si chiama Lydie Salvayre, una donna ultracinquantenne che noi definiremo radical shick, un’ intellettuale del cazzo e anche un po’ snob. Di fatto esiste una versione francofona dell’opera. “Contro” o “Contre” (titolo originale dell’opera ) è un attacco , quasi delirante ma estremamente lucido, nei confronti della società occidentale in senso europeo, non americano, infatti nel testo vengono evidenziate maggiormente le abitudini culturali europee. Questo tengo a precisarlo!

Mescalina: Quindi l’opera è stata tradotta letteralmente dal francese?
Giorgio Canali: Sì, praticamente alla lettera, parola per parola. Il tutto nasce da Marc Sens e Serge Teyssot-Gay dei Noir Desir, la voce naturalmente è quella di Lydie, il quale musicò l’opera in Francia e mi mandò il cd della stessa, per sapere un po’ il mio parere. Io e Dora abbiamo infilato il cd nel lettore e abbiamo cominciato ad ascoltare. Subito ne siamo rimasti folgorati, abbiamo immediatamente pensato che questa cosa andava tradotta, era troppo cattiva, violenta selvaggia e lucida allo stesso tempo, capisci? Urgeva farla conoscere a più persone possibile. Così ci siamo messi d’impegno e in due giorni ne abbiamo fatta la versione italiana, per forza di cose tagliando qua e là le parti che appesantivano, in termine di tempi, il testo. Successivamente abbiamo deciso di dare un’impronta musicale più personale all’opera, le musiche di Mark e Serge erano molto concettuali, mentre i suoni che abbiamo scelto e composto sono più immediati ed orecchiabili, sempre a livello sonico: questa scelta non è casuale ed è stata dettata principalmente dall’importanza del testo, incazzato … era quello che doveva risaltare, non l’apetto sonoro che in questo caso funge da accompagnamento.

Mescalina: Il testo è molto teatrale riprende i canoni del teatro civile e politico, quello che qui in Italia ci ha affascinato particolarmente attraverso le pieces di Paolini.
Giorgio Canali: Paolini è un maestro, ha una marcia in più rispetto tutti gli altri, è capace di raccontarti delle storie e farti venire il “cancro” … sicuramente non lo si puo’ nemmeno paragonarlo a questo reading che sto facendo: Paolini ti fa piangere e ridere allo stesso tempo, se pensi a “Vajont” ne è l’emblema, se mai “Contro” ti fa incazzare punto e basta.

Mescalina: E’ possibile vederti un domani impegnato in un progetto musicoteatrale?
Giorgio Canali: Ma sai, siamo tutti dei dilettanti, anzi con il teatro non centro nulla, Anche Dora centra pochissimo, con la musica invece ha una grande affinità interiore (e ne ha dato prova ndl) non tanto sul piano esecutivo. Nicola stesso, che stasera suonava il basso, fa il diegnatore di Dylan Dog: puoi immaginarti cosa fa un disegnatore con un basso in mano … fa’ casino (risate). Del resto infilarci nel terreno altrui ci piace a tutti e tre, e questa è una caratteristica che ci tiene vicini.

Mescalina: Ritornando al discorso della Francia, nonostante tu abbia chiuso con la tua vita a Parigi, in un modo o nell’altro ti tirano sempre in ballo … sei quasi diventato un mediatore culturale tra I Cisalpini e il Bel Paese“?
Giorgio Canali: L’hai detto, sento molto la Francia un capitolo chiuso, la mia vita non fa più parte dell’universo francese ho anche smesso di scrivere canzoni in lingua, nonostante i pensieri si materializzano nella mia testa in questa lingua. Adesso vivo a Ferrara, una provincia e una città meravigliosa e disgustosa allo stesso tempo, chiusa in se stessa con paura di tutto ciò che è diverso dall’ordinario “padania” alla fine. Oggi l’Emilia, con questo abbattimento delle frontiere, sta vivendo quello che in Francia succedeva 20 o 30 anni fa, i flussi migratori da diverse parti del mondo quindi ti puoi immaginare com puo’ reagire la gente del luogo … ha paura e si rifugia in stupide demagogie.





Mescalina: A proposito di frontiere, riguardo a internet, strumento tanto caro a tutto ciò che gira intorno alla musica indie, nonostante ciò tu sei l’artista indie meno presente sul web …
Giorgio Canali: Ma se tu ricerchi “Giorgio Canali” su internet più della metà dei risultati fanno a capo ad un attore di film porno americano con grossi baffi e … ed è grande che sia così! (e qui le risate si sprecano e il discorso rischiava di degenerare...)

Mescalina: “Contro” andrà avanti in qualche modo?
Giorgio Canali: Ah sì, se qualche amico ce ne dà occasione, come stasera, noi lo suoniamo senza problema, per questa nostra parentesi artistica, abbiamo deciso di non farla diventare una cosa seriosa: noi, ad esempio, non proviamo prima di suonare, ricapitoliamo le parti poco prima e poi improvvisiamo alla grande. Con Dora, rispetto a questo, mi trovo molto bene. Per ora comunque non abbiamo previsto altre date.

Mescalina: Quindi ritornerai alla tua vita di sempre tra carriera solista e PGR?
Giorgio Canali: Sì, domenica sarò già da Ferretti in montagna per scrivere materiale per il nuovo album, tra l’altro abbiamo appena cestinato musiche per un disco intero che non ci piacevano. PGR sono così: quando decidono di intraprendere una strada, è difficile che poi l’abbandonano e in questo caso il risultato non era quello che volevamo.

Mescalina: Poi c’è il Il Maestro Ferretti che è decisivo in queste cose …
Giorgio Canali: Ma spesso Giovanni si lascia anche guidare nelle scelte stilistiche, in questi ultimi anni poi sto lavorando splendidamente, lui è li felicissimo in questo eremo di “Merda”, che io detesto come detesto qualsiasi luogo al di sopra degli 800 metri, a contatto solamente con la natura.. Mi manda veramente in bestia quel posto!

Mescalina: Il “Ritiro” mi sembra un elemento che accomuna tutti gli artisti del vecchio CPI, mi viene in mete anche la casa di Mara Redighieri degli Ustmamo’ … tu invece no, rimani sempre con i piedi per terra, razionale e irremovibile?
Giorgio Canali: Infatti sono gli stessi luoghi e la stessa montagna di merda nell’appennino reggiano: io voglio stare in pianura, voglio i contatti con la gente e bada che questa non è razionalità per niente affatto. Sono loro i razionali che giustamente non riescono a vivere questo schifo; io, se mi dovessi ritirare in montagna o in qualche altro luogo sperduto, mi circonderò la casa di sacchi di sabbia e mitragliatrici ad aspettare chiunque voglia portarmi via.

Mescalina: Per quanto riguarda invece la tua carriera solista?
Giorgio Canali: Sto terminando il mio nuovo album che all’80 per cento è già stato registrato si chiamerà “Terzo Tentativo Incongruo”: dovrebbe uscire tra aprile e maggio. Se poi esce in giugno, peccato, aspetteremo di più: del resto non ho esigenze di mercato particolari. I miei compagni come per “Rosso Fuoco” saranno gli stessi: Claude Saut al basso , Greco alla chitarra, il grande Martelli alla batterie e mio cugino, che qualcuno pensa essere mio figlio in quanto ci assomigliamo moltissimo, ha la testa di fuoco anche lui, mi stanno ancora vicino e stiamo componendo il disco a otto mani. Non sono sicuro invece che l’etichetta sia la stessa “Gammapop”: devo ancora riflettere sulle modalità di uscita del disco. Non so, ma forse sarà l’ultimo capitolo della mia discografia, preferisco rimanere a fare cose più divertenti e più appaganti e quella di stasera per me è un’esplosione di adrenalina, un’occasione per dire quanta merda c’è in giro e che questo schifo, torno a ripeterlo è uguale da tutte le parti, in Francia come in Italia.

Mescalina: Se posso dirti il mio parere, questa sera ci siete riusciti benissimo a comunicare questa carica, attraverso una metrica a singhiozzo quasi come tanti coiti interrotti. Ma che poi alla fine, dopo una lunga attesa arriva la tanto agognata liberazione che sfoggia in una vera e propria dichiarazione di guerra.
Giorgio Canali: Sono contento che sia piaciuta. I pareri del pubblico sono stati molto positivi e il sentimento di disagio che volevo comunicare è stato recepito al meglio.

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