Lucy van Pelt
"...Un esordio, questo che gela il sangue, splendifero nei dettagli, “umano” nelle parole, un atto d’amore sincero per la vera e bella musica, una scelta questa della band di suonare armonie e non solo pigiate di pedaliere; ora con una band così in giro crediamo che le cose potrebbero cambiare sotto la lente d’ingrandimento della ricerca di novità da mettere sotto il lettore stereo, e Lucy van Pelt – con o senza il parere favorevole di un Charlie Brown imbronciato - tira avanti col vento in poppa...."
Massimo Sannella - ROCKAMBULA
"Ohhh Yeaaah!! Com’è bello scrivere di band italiane che suonano. E soprattutto, com’è bello poter scrivere di band italiane che suonano un buon rock alternativo." SHIVER
"L’instabilità, le problematiche sociali ed esistenziali, restano una costante trattata in modo unico dai Lucy Van Pelt che con questo album si piazzano nel migliore dei modi all’interno del panorama indipendente italiano, regalando all’ascoltatore un prodotto orecchiabile ed intrigante al punto giusto." RADIO BOMBAY
"I Lucy suonano un rock molto cantautorale, i testi in italiano sono chiari, lucidi, concisi (a volte anche troppo, con un linguaggio, a mio parere, gratuitamente volgare) e senza troppi fronzoli; lo stesso vale per i suoni, che riescono a trovare il giusto connubio tra forza e dolcezza, il più delle volte a tutto vantaggio della melodia." BREAKFAST JUMPERS
I Lucy van Pelt nascono nel 2011 a Perugia. Il quartetto dopo pochi mesi di attività entra in sala di incisione per registrare il primo album "L'Instabile" che, senza volerlo, diviene un concept album sull'instabilità di sentimenti, lavorativa e di salute che vive un giovane "italiano medio" in questi anni. E’ doppio il DNA del gruppo, che propone pezzi aggressivi, alternative rock, con particolare attenzione alle melodie del cantato, al pari di pezzi più morbidi che sfiorano il genere cantautorale. Da qui la scelta di accordature aperte degli strumenti al limite di generi ben più duri in canzoni che sfiorano il pop nel vero senso del termine, non nel senso limitativo di un genere musicale. Questo dualismo tra la durezza e la dolcezza si riscontra anche nei testi, rigorosamente in italiano, dove si passa da “patetici coglioni e puttane invidiose” a testi intimi e sofferti.