Quando si parla di purezza e di assenza di peccato non si può fare a meno di immaginare il volto delicato di un fanciullo, con i suoi tratti da efebo, ancora incerti, che non indicano nessuna futura inclinazione maligna, ne tanto meno benigna. Questo è il presupposto da cui William Golding parte per comprendere ciò che anima la mente e lo spirito dei fanciulli e lo fa effettuando dei semplici esperimenti fruendo della sua privilegiata posizione d’insegnante. Ben presto comprende quanto complesso, affascinante e privo di purezza e peccato, sia il mondo puerile.
Quale mezzo migliore per esporre i risultati delle proprie scoperte se non la divulgazione letteraria?
E’ cosi che nasce il Signore delle Mosche, in cui l’autore narra la storia di un nutrito gruppo di studenti inglesi che suo malgrado si trova a vivere un’esperienza unica e terribile.
In uno scenario di guerra planetaria, il loro aereo viene abbattuto e i sopravvissuti scoprono di essere precipitati su un’isola disabitata e impervia. Data la mancanza di adulti e la presenza di molti “piccoli”, si sente forte da subito la necessità di eleggere un capo ed è ciò che puntualmente avviene. I problemi da affrontare sono molteplici, come molteplici e variegati sono i caratteri e le attitudini dei sopravvissuti così, tra il bisogno di procurarsi il cibo e quello di tenere acceso il fuoco per essere avvistati e tratti in salvo, si insinua in alcuni membri dal gruppo la gelosia, il risentimento, le incomprensioni profonde e l’invidia, tutti sentimenti che preannunciano imminenti drammi. La comunità si divide seguendo i due giovani leader che nel frattempo sono assurti a tale rango grazie all’ innato carisma che viene loro attribuito e mentre una delle due neo fazioni ricerca la salvezza e il mantenimento dello “status civile”, l’altra si dedica alla caccia e alla pittura del corpo e trincerandosi dietro gli sgargianti colori delle proprie livree, assumono le fattezze di selvaggi, facendo della brutalità e della sopraffazione i loro unici punti fermi. Dimentichi del mondo al di fuori dell’isola e della “vita civile”, di cui furono parte, decidono di annientare i compagni dell’opposta fazione perpetrando atroci crimini, lontani da quella tanto conclamata purezza che ci si aspetterebbe dai fanciulli.