Due anni fa un piccolo editore (Ed.Clinamen) pubblicò "Prossima Fermata Nostalgiaplatz", esordio poetico di Stefano Lorefice (allora un perfetto sconosciuto). L'opera, ad oggi, ha ottenuto un ottimo successo di critica, ed ha fatto conoscere una delle più interessanti voci per quanto riguarda la nuova generazione dei poeti degli anni settanta.
Lorefice continua il suo percorso con una nuova raccolta "Budapest Swing Lovers" che riconferma il talento dell'esordio. L'opera, presentata all'ultima Fiera del libro a Torino, appare più matura, più ragionata. Nell'esordio vi era una forte componente istintiva; nel nuovo, Lorefice ha limato i punti più spigolosi del suo scrivere. Il poeta racconta, e lo fa con consapevolezza, con occhio attento. Sembra stare in disparte, sembra essere li all'angolo con un foglio a prendere appunti. Le "storie" di Lorefice hanno un retrogusto urbano , sono delle fotografie rubate, delle istantanee. Ci sono dei flash , dei momenti di stasi che esplodono, c'è una musicalità in continua tensione. Il vissuto ha tinte notturne, e la foto di copertina sintetizza il mondo in cui il poeta si muove. Il lettore viene trasportato in una dimensione sospesa, dove la città (coi suoi angoli, le sue fermate della metro, i suoi scorci ) diventa lo sfondo naturale di storie intense, emotivamente ai limiti. Nessuna rima, in un intrecciarsi di lingue(italiano, francese, inglese, spagnolo) che non spezzano il ritmo, anzi lo amplificano.
sabbia verticale sulle mani
il passo esprime movimento e tonalità
due sigarette bastano
estremi punti d'una storia
il respiro caldo sulla tua pelle
il Danubio linee blu
come il suono di un solo bacio
dato con cura
per non perdere amore
Il lettore si trova immerso, quasi invischiato in questo movimento, grazie all'estrema capacità di rendere, con pochi particolari, le dimensioni emotive di una storia.