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Sof`ja Tolstaja

Romanza senza parole

Sof`ja Tolstaja


La Tartaruga, 2017

di Eliana Barlocco
Questo secondo romanzo di Sof’ja Tolstaja, Romanza senza Parole, è stato pubblicato la prima volta nel 2010 in lingua tedesca in occasione del centenario della morte di Lev Tolstoj. Sof’ja, nelle sue volontà, lasciò detto che questa opera dovesse essere pubblicata postuma per non accentuare la crisi matrimoniale tra lei e Lev.

Il romanzo è incentrato sulla figura di Saša, una giovane donna, che la morte della madre getta in uno stato di profonda crisi. Si può dire che il lutto sia l’evento scatenante che innesta una serie di cambiamenti emotivi, i quali finiscono per travolgere la sua persona: “Da cosa volesse essere salvata non lo sapeva ancora, o quantomeno non era in grado di confessarlo a se stessa”.

La protagonista è sposa infelice di un uomo che le impone il proprio stile di vita, costringendola a soffocare le proprie passioni. Una situazione in cui molte eroine dei romanzi dell’epoca si ritrovano. Vittime di matrimoni combinati e di imposizioni che l’allora società dettava. Saša ha una grande passione: la musica. Il fervore, l’anelito e l’amore per questa arte ad un tratto traboccano superando e inevitabilmente abbattendo la diga che la vita le ha costruito intorno. L’incontro con Ivan Ilič, il musicista che la riavvicina all’arte della musica, porta un’ulteriore scossone alla sua esistenza. Ma soprattutto l’incontro con una particolare melodia la inebria a tal punto da risvegliare in lei passioni ormai sopite.

“La Romanza senza Parole risuonava magnifica in tutte le variazioni ed era come se raccontasse qualcosa di delicato e di tenero all’anima sofferente di Saša, tranquillizzandola e allietandola. Ma poi finì .... Saša sospirò, le sembrò che quella musica le togliesse un grave peso dall’anima”.

La Romanza, a cui Sof’ja si riferisce, è quella di Felix Mendelssohn. Le Romanze furono pubblicate tra il 1830 e il 1845 in fascicoli ed ebbero particolare fortuna. La loro struttura è chiara e finita: ad una prima parte (A) segue la parte centrale contrastante (B), il cui motivo è legato spesso a A e alla fine, con alcune variazioni, ritorna la prima parte (A). A ben guardare anche il romanzo di Sof’ja è costruito sulla struttura di un romanza. Un tema A: inappetenza alla vita. Uno sviluppo B: amore per la musica e amore per chi come un demiurgo riporta la vita utilizzando la musica come terapia. E infine la realizzazione di un fallimento e ritorno al tema A: “D’un tratto capì che quei suoni che le avevano dati un tempo pace e felicità, risvegliavano ora il lei la paura e un’agitazione insolita e dolorosa”.

Una romanza con parole, questa di Sof’ja, che rivela parte della sua esistenza accanto a quel genio di Tolstoj. Lei, non da meno in fatto di genialità, ci ha lasciato in eredità parole leggere che tratteggiano un animo pesante, alleviato dalla dolcezza della musica che ancora una volta si fa cura di tormentate esistenze.