Robert Walser

Seeland

Robert Walser


Adelphi, 2017

di Corrado Ori Tanzi
Poeta e scrittore svizzero con gioventù nel diciottesimo secolo e maturità nel diciannovesimo, Robert Walser passò la sua vita a mettere in pagina il suo amore/ossessione per il cammino. Scrittori come Benjamin, Canetti, Musil e Kafka lo ammiravano per la sua prosa corposa ma essenziale con la quale fece letteratura dello stupore che gli occhi di un uomo adulto ancora poteva produrre osservando la natura e i suoi misteri.

Passeggiatore compulsivo, Walser amava perdersi nei sentieri del mondo a qualunque ora del giorno, naturali o urbani che fossero e questo marchio esistenziale lo accompagnò anche prima della morte, avvenuta appunto dopo una lunga passeggiata in mezzo alla neve nel Natale del 1956, allontanatosi dalla casa di cura in cui viveva.

Questo vagabondare senza sosta lo portò a scrivere ad esempio un racconto lungo, La passeggiata, edito nel 1919, pagine incantate che raccolsero un grande successo in cui viene descritto il film che scorre davanti agli occhi di un uomo che si concede una camminata lenta e tranquilla per placare il dolore che gli scava dentro.

Quel racconto, insieme ad altri cinque, fece parte anche di una raccolta, Seeland, pubblicata nel 1920 e oggi riproposta da Adelphi.

Walser riuscì a rendere lirico il quotidiano apparentemente riempito dal nulla abituale con cui si riempiono abituali ventiquattr’ore di un comune essere umano. Episodi banali come una semplice sosta a un passaggio a livello si trasformavano in uno spunto dentro cui scorgere verità non rivelate. Lo stesso che faceva Mahler con la sua musica, frutto anch’esso di camminate senza fine.

In questa “terra dei laghi”, come ci dice il titolo, Walser mette a nudo la sua mania di vagabondare a occhi aperti, in cui il dono dell’osservazione fa il paio con quello della parola scritta, che esce a fiumi dalla sua penna in una tavolozza ricca di ogni stato d’animo in cui può inciampare l’essere umano. La sua malinconia diventa un incantesimo, gli sguardi silenziosi un paesaggio interiorizzato.

Anni più tardi sarebbe arrivato il neorealismo a dirci quanto la vita di tutti i giorni fosse piena di sapore letterario (e cinematografico), anche se con vie di fuga prese dalla psicanalisi e dalla politica. In Walser il respiro è puramente naturalistico. E i suoi passi fonte di una felicità che l’uomo avrebbe presto smesso di sentire.

 

Robert Walser, Seeland, Adelphi, 239 pagg., 14 euro

 

Corrado Ori Tanzi – https://8thofmay.wordpress.com