• Home
  • /
  • Libri
  • /
  • Paolo Vanacore
  • /
  • L`ultimo salto del canguro
Paolo Vanacore

L`ultimo salto del canguro

Paolo Vanacore


Castelvecchi, 2017

di Corrado Ori Tanzi
Nel mondo ci sono lupi e canguri. La corsa contro il salto. L’istinto contro la ragione. Non mancano i primati, i pinguini e le foche, ma un conto sono le dame di compagnia e i paggi, un conto i cavalieri.

Edoardo cammina sul crinale animale. A casa è il bravo ragazzo di una famiglia non proprio unita ma di profilo sociale. Sul lavoro, con questo nuovo impiego presso l’ufficio marketing del Bioparco di Roma riesce perfino a fare i primi calcoli per una vita finalmente indipendente. Vive e lascia vivere Edoardo. È dentro di sé che vive una progressiva guerriglia urbana. Gli piacciono gli uomini, ma non se lo è mai confessato. Almeno fino all’arrivo di Gabriele, il fidanzato della sorella Margherita. È bello da togliergli il fiato. Intanto gli toglie l’equilibrio. Edoardo se ne innamora e da questo punto in poi il coming out  non lo preserva dai rovesci del destino. Anche perché Gabriele è tutto eccetto che eterosessuale senza se e senza ma.

In casa riesce ovviamente a confessare solo la sua inclinazione sessuale, con risultati molto lusinghieri sulla sua pace personale. È l’inconfessabile a rimanere tale. E a resistere anche quando Edoardo decide di mettere migliaia e migliaia di chilometri tra sé e l’oggetto di piacevoli sogni e orgasmici incontri volando a Dublino.

Torna al libro Paolo Vanacore, autore teatrale e regista. L’ultimo salto del canguro si muove sul palcoscenico della sua città natale, Roma, e vive a metà tra il romanzo di formazione post-giovanile e il ritratto psicologico adolescenziale. Tra Pier Vittorio Tondelli e David Leavitt, almeno nell’atmosfera del margine intimo dentro cui cade il protagonista (il primo) e una precisa essenzialità narrativa con cui raccontare il sesso omosessuale (il secondo).

Affrontare i propri demoni, se resta pratica a cui conviene non sottrarsi non sempre però garantisce il placare degli affanni. Almeno se non si è intimamente consci che la guerra richiede più campi di battaglia. Dentro cui lasciare nervi e sangue.

Un romanzo che potremmo ritrovare sui nostri grandi schermi, a patto di non vederne tradito l’impulso sessuale che, insieme agli intrecci personali, guida l’intera storia, in favore di quel culturalmente corretto che nel successo tanto segna la pigrizia del nostro cinema contemporaneo.

Paolo Vanacore, L’ultimo salto del canguro, Castelvecchi, 160 pagg., 17,50 euro

Corrado Ori Tanzi

https://8thofmay.wordpress.com