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Odafe Atogun

Un canto libero

Odafe Atogun


Frassinelli, 2017

di Eliana Barlocco
Non aveva bisogno di cantare. La chitarra cantava la sua canzone per lui. Raccontava la storia di un uomo che amava così tanto la sua gente da vivere per lei, partecipare al suo dolore e regalarle le gioie e le ricchezze di cui la sua esistenza abbondava....

Protagonista del libro dello scrittore nigeriano Odafe Atogun, dal titolo Un Canto Libero, è il potere della musica e quello che può fare per liberare i popoli. La storia comincia dall’esilio di un famoso cantante Taduno che, nonostante la prospettiva di una sua possibile morte, decide di ritornare in patria con lo scopo di salvare la vita della persona amata. Taduno, una volta a casa, trova un paese che vive nel torpore. Addormentato e ormai assuefatto ad una esistenza spenta, priva di libertà a causa della dittatura che, imponendo il divieto di fare musica, impedisce alla popolazione di evolvere, costringendola ad una vita di silenzio. Le persone appaiono anestetizzate e non più in grado di riconoscere Taduno stesso, colui che prima dell’esilio, con la sua musica aveva risvegliato una coscienza collettiva.

La canzone di Taduno diviene l’arma potente che il musicista stesso possiede per contrastare il regime dittatoriale del suo paese. Il suo vagabondare imbracciando una chitarra al posto del fucile ha lo scopo di sciogliere gli animi intorpiditi, di smuovere coscienze e di spingere le persone sulla strada del risveglio intellettuale. I colpi che Taduno spara non uccidono, non seminano germi d’odio e d’indifferenza, la sua musica distribuisce semi d’amore. Amore per il prossimo, amore per la patria e amore per la libertà. E piano piano questa sua ricerca personale diviene uno scopo collettivo; la sua battaglia si trasfigura nella lotta di un popolo per la libertà. La figura di Taduno è ispirata a Fela Kuti attivista per i diritti umani e cantante nigeriano, che negli anni tra il 1970 e il 1980 si è scontrato col regime opponendovi la forza della propria musica.

Lo stile di Odafe Atogun è asciutto, essenziale nella scrittura e privo di orpelli. Le frasi semplici sottolineano maggiormente la denuncia dello scrittore, conducendoci in un mondo ammantato di magia, di quel realismo magico in cui la melodia trova inevitabilmente la propria strada riempiendo col suono della vita esistenze che si credevano perdute per sempre : “Si ricordavano che il Presidente aveva vietato qualsiasi assembramento a scopo musicale, ma erano affascinati dalle melodie che d’un tratto riempivano gli spazi vuoti della loro vita.