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Giuseppe Ferrandino

Onorato

Giuseppe Ferrandino


Bompiani

di Corrado Ori Tanzi
Nuova vita (sempre che ne abbia bisogno) per Honoré de Balzac. Dopo la pubblicazione da parte di Sellerio dell’inedito Albert Savarus, ecco Giuseppe Ferrandino che con Onorato dà alle stampe una sua personalissima biografia sul padre della Commedia Umana, narrata entrando (o cercando di farlo) nella scrittura dello scrittore che si racconta in prima persona. Rievocazione di fantasia certo, ma che allo stesso tempo si basa anche su fonti precise e documentate.

Scrittore per vocazione e per necessità (scappava dalla porta del retro della sua casa parigina nel quartiere residenziale di Passy, al 47 di rue Raynouard, oggi Maison de Balzac, quando arrivavano i creditori), amante della vita agiata e pilota di grandi amori, Balzac rivive nel testo di Ferrandino con tutte le sue contraddizioni esistenziali. Si descrive come un uomo del tutto imperfetto, non nasconde la sua pancia, non cela la follia di rincorrere dame âgée, accetta la condizione di bamboccio a cui necessita il sempiterno sguardo della madre o della sorella, si butta in investimenti sbagliati, ma nel contempo ci stupisce come dalla sua fotografia del quotidiano appaiano considerazioni intime e generali sulla presenza dell’essere umano su questo mondo.

Lui per primo non si prende sul serio, eppure sa di avere l’ostinazione e il profilo per diventare prima ed essere poi un vero scrittore, ma non ha la minima percezione del suo ruolo nella letteratura. Al di là dei piaceri profumati e odorosi della vita, a lui interessa conoscere, comprendere e arrivare a una sintesi.

La sua arte non conosce soste, la sua vita non conosce requie. Eccellente nel fare del suo corpus letterario un unico poderoso titolo sopra le delizie e le nequizie del genere umano, non meno immenso nel cadere dentro le sue stesse buche. Senza mai perdersi d’animo o lagnarsi, naturalmente.

Nella sua mimesi narrativa Ferrandino è molto attento a sottolineare la grandezza di Balzac nel farsi male, il buttarsi via acquistando guanti in quantità industriale o perdere tempo prezioso dietro a gonne che nessuno sano di mente avrebbe alzato. Non lo cita mai, se non per nome (e in italiano). Nell’infinita biblioteca Mitterand per mesi e mesi è rimasto chinato sui documenti che potevano fare da occhio di bue alla psicologia di Balzac e a quelle di tutti coloro che entrarono significatamente a far parte del suo circolare quotidiano.

Gioioso e sgradevole, cortese e poco signorile, l’uomo/personaggio Balzac rivive (anche) grazie a uno scrittore poliedrico e contaminato di modernità come Ferrandino. Capace di non perdersi dopo quel magnifico esordio che fu Pericle il Nero.

Giuseppe Ferrandino, Onorato, Bompiani, pagg. 320, euro 17

 

Corrado Ori Tanzi - https://8thofmay.wordpress.com