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Gabriele Formenti

Il violino noir

Gabriele Formenti


Bibliotheka, 2017

di Corrado Ori Tanzi
Storia con delitto di un violino. Veri l’una e l’altro. In un thriller scritto da Gabriele Formenti, fino a oggi apprezzato musicologo nonché musicista e giornalista. Il suo Il violino noir ce lo presenta sotto le vesti di scrittore, ruolo già interpretato qualche anno fa con il romanzo Il fortepiano di Federico.

L’oggetto in questione è appunto un violino portato alla luce dalle mani sapienti di Antonio Stradivari nel 1721 e reso creatura parlante da Jean-Marie Leclair che, nella seconda metà del Diciottesimo secolo, era senza ombra di dubbio uno dei più affermati violinisti. Il musicista venne ucciso a coltellate nella torre dove si era isolato proprio mentre suonava tanto che, quandone  fu ritrovato il cadavere, si dovette faticare alquanto per togliergli dalla mano lo strumento, sporcato al momento da una macchia di sangue. Quell’ultimo “regalo” di Leclair s’annerì nel corso dei secoli, da qui il nom de plume di “violino nero” (“le violon noir” in francese). La morte dell’artista non fermò il volo dello strumento.

Formenti ha raccolto la storia e l’ha impastata nel taglio di un thriller che parte proprio dalla nascita dell’oggetto, creato divino e diventato sinistro per mano umana. Incontriamo Stradivari a Cremona (1721) e seguiamo l’ultima parabola di Leclair a Parigi (1748). La storia si sposta poi negli Stati Uniti ai giorni nostri, a San Francisco, dove nei camerini del Teatro dell’Opera viene ritrovato il cadavere di Elizabeth Chang, la celebre violinista che suona proprio il Leclair. Il suo corpo è sul pavimento, il violino volatilizzato. Agli agenti speciali Michael Turner e Sharon Bliss il compito di fare luce sul fatto di sangue.

Parte a questo punto una narrazione con continui cambi temporali e salti di spazio che ci portano, oltre ai luoghi indicati, negli States del 1789 (i primissimi albori del Nuovo Mondo), a Lione nel 1748 e Londra nel 2013. Il violino trafugato è dentro un gioco più ampio che coinvolge altre creazioni del “sommo maestro dell’archetto” cremonese dal valore inestimabile. Turner e Bliss capiscono a tempo che l’omicido della Chang è solo una parte del tutto. E non l’ultima.

Una pluralità di piani narrativi, che arricchiscono la scrittura, alimentano il pathos e rendono più corale l’intera storia. Il pericolo, in questi casi, è che se il racconto non viene governato da un bilanciamento perfetto il risultato si trasforma in una caotica patchancka. Quel che non succede con la scrittura di Formenti, equilibrata e sciolta, uno stile “no filler” come direbbero gli anglosassoni. La lettura procede come un buon thriller impone. Conosciuto il fatto, si proceda a colpi di piccolissimi passi in avanti con l’investigazione che al lettore rivela inconsciamente più di quanto non riesca a fare al momento con chi comanda l’indagine. In aggiunta, per il godimento dell’interesse di chi è immerso in quelle pagine, una serie di avvenimenti e informazioni supplementari, lontani nel tempo e nella geografia, che agiscono sulle papille gustative come lo zucchero filato sul palato di un bambino.

Formenti ha creato una sorta di partitura ricca di contrappunti che alla melodia principale aggiungono percorsi sonori autonomi ma sempre connessi intimamente con la presenza di quello strumento dal profilo sempre più diabolico. Non semplici abbellimenti (sempre che un abbellimento per natura debba essere soloun’addizione), ma elementi di una struttura narrativa che, attraverso una serie di incastri, illustra la nascita magica e il conseguente volo insanguinato di questa voce umana incastonata da secoli nel legno e nelle corde di uno strumento.

Completa il volume una quanto mai intima postfazione a firma di Guido Rimonda, il maestro di violino e musicista che da qualche anno porta con sé il peso e il privilegio di far parlare quel violino. E un’originale discografia essenziale per accompagnare la lettura di questo gioiellino della letteratura noir.

 

Gabriele Formenti, Il violino noir, Bibliotheka, pagg., 250, euro 14

Corrado Ori Tanzi

https://8thofmay.wordpress.com