MISERIA NERA DI IRLANDA, UMORISMO E TRAVOLGENTE
VITALITA'
Quando uscì, nel 1996, fu il caso letterario dell'anno
perché l'autore, già ultrasessantenne, era alla sua opera prima
e riusciva a scrivere un libro indimenticabile. Le ceneri di
Angela è un romanzo autobiografico che racconta la storia
di Frankie, ragazzino irlandese sveglio e sensibile il quale
descrive dalla sua angolatura il mondo miserabile che lo circonda
e le miserie della sua stessa famiglia, oppressa dai troppi
figli, da un padre alcoolizzato ma, soprattutto, dalla povertà
estrema. Potrebbe essere il solito racconto patetico, tuttavia
"gente che si vanta o si lamenta delle tribolazioni patite
nei primi anni di vita se ne trova dappertutto, ma niente regge
il confronto con la versione irlandese: la povertà, il padre
alcolizzato chiacchierone e buono a nulla; la madre pia e
derelitta che geme accanto al fuoco, i preti boriosi, i maestri
arroganti, gli inglesi e le cose tremende che ci hanno fatto per
ottocento lunghi anni... E poi, tutta quell'umidità." Certo
si tratta di una vecchia Irlanda che ora non esiste più, ma
sicuramente non si tratta di uno stereotipo bensì della sua
identità profonda. Dice McCourt: "Ripensando alla mia
infanzia, mi chiedo come sono riuscito a sopravvivere.
Naturalmente è stata un'infanzia infelice, sennò non ci sarebbe
gusto. Ma un'infanzia infelice irlandese è peggio di un'infanzia
infelice qualunque, e un'infanzia infelice irlandese e cattolica
è peggio ancora." Quando si riesce a rendere lo sguardo dei
bambini di fronte al mondo, allora il racconto assume toni di
autenticità e commozione davvero profondi e Frank McCourt riesce
splendidamente in tutto questo, ma fa qualcosa in più. Infatti
trasforma quello che avrebbe potuto essere il romanzo retorico e
sofferto della propria infanzia in un libro divertentissimo, in
cui l'atteggiamento disincantato dei bambini al cospetto delle
quotidiane tribolazioni diventa di un'umorismo trascinante.
L'infanzia trascorre nella stoica resistenza di fronte alle
difficoltà. Il disincanto quasi cinico di fronte alla povertà,
alla malattia e alla morte procede accanto alla genuina innocenza
dei bambini creando una mistura che sfocia, talvolta, in
situazioni persino grottesche, in bilico tra la miseria e la
spensieratezza, che viene ad essere lo spontaneo antidoto contro
la disperazione. Poi arriva l'adolescenza e le problematiche
della crescita riducono la spensieratezza. Il padre se ne è
andato, la madre Angela invecchia e resta sempre più tempo
accanto al fuoco tuttavia, oramai, si è fatta strada la speranza
di una soluzione sognata sin da bambino: l'America. McCourt narra
una storia semplice e bellissima, drammatica eppure
divertentissima e, soprattutto, comunica col suo libro un senso
di umanità genuina e vigorosa che, nonostante la presenza della
fame e dell'abbandono, riesce a trasmettere una carica positiva
potente ed entusiasticamente vitale.
" Dietro di me Paddy Clohessy mugugna: - L'animaccia di
Euclide...- Tu, sbraita Puntino, come ti chiami? -Clohessy,
signor maestro- Ah, il piccolo cammina su una gamba sola. E mi
diresti anche il tuo nome di battesimo? -Paddy- Paddy cosa?
-Paddy, signor maestro- Bene, Paddy, e cos'è che stavi dicendo a
McCourt? -Dicevo che dovremmo metterci in ginocchio e ringraziare
Dio di averci mandato Euclide- Sì, figuriamoci, Clohessy. Vedo
già la menzogna marcirti fra i denti. Cos'è che vedo, bambini?
-La menzogna, signor maestro- E che cosa fa la menzoga, bambini?
- Marcisce, signor maestro- Dove, bambini? -Fra i denti di
Clohessy, signor maestro- Euclide, bambini, era greco. Che cos'è
un greco, Clohessy? -Una specie di forestiero, signor maestro-
Clohessy, sei un imbecille. Allora, Brendan, tu saprai
sicuramente che cos'è un greco. -Si, signor maestro. Euclide era
un greco-"