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Elias Canetti

Il libro contro la morte

Elias Canetti


Adelphi, 2017

di Corrado Ori Tanzi
Ci mise cinquant’anni a scriverlo. E ogni anno segna adesso i capitoli del libro, a partire dal 1942. Il tempo alla fine non gli diede modo di darne forma compiuta, ma i suoi appunti continuarono a pulsare nell’immensa biblioteca di casa. Tre anni fa, a venti esatti dalla dipartita del padre, la figlia Johanna li assemblò in un volume sulfureo che ora Adelphi propone ai lettori italiani: Il libro contro la morte, l’ossessione di una vita per Elias Canetti (1905-1994).

L’autore di Massa e potere e Auto da fè, uno degli intellettuali più fini del Novecento europeo, Nobel per la letteratura nel 1981, si spoglia di ogni possibile cautela e veste ciascun foglio dell’intero canovaccio di aforismi, invettive, citazioni, pensieri a cui si consegna per un ragionamento più intrecciato di cause, effetti e prove a proprio sostegno.

 Cinquant’anni per vivisezionare la dipartita sotto ogni sua possibile angolazione, unico modo per parlarne perché “la morte non suò raccontare”. Sempre tenendo il timone ben diritto: la morte fa schifo, è un insulto, non ha alcuna ragione di essere, è priva del più esile significato, è un gesto contro l’umanità. “Si muore troppo facilmente – scrive –. Dovrebbe essere più difficile morire”.

La lettura corre sul sangue bollente versato dall’autore con tanto astio. Canetti non teme la morte per sé, la ritiene semplicemente superflua, non vuole accettarne l’idea perché altrimenti si specchierebbe né più né meno che negli abiti di un assassino. Allo stesso modo scrive che non potrà mai amare qualcuno che la accetti. Confessa di stare ancora aspettando la morte sensata di una almeno tra le persone che conosce e sa che l’attesa non avrà mai fine. No, il dover lasciare un giorno il nostro corpo freddo a questo mondo senza più noi dentro è un atto di pura ingiustizia perché non viviamo abbastanza, non ci è concesso abbastanza tempo per farci valere (“Ho messo insieme una biblioteca che mi durerà più di trecento anni e tutto quello di cui ho ancora bisogno adesso sono questi anni”).

Il responsabile canaglia? Dio, ovviamente. Punta l’indice verso l’Altissimo, il carnefice, colui che invece concesse al Figlio il privilegio di essere un “morente immortale”. Lo accusa, lo minaccia asserendo che verrà il giorno in cui troverà le parole con cui farlo vergognare per aver inventato la morte e sostiene che il vero Giudizio Universale avverrà quando tutti i trapassati risorgeranno e lo accuseranno. Così lo invoca a redimersi, facendo vivere per sempre tutti e ritornare quelli che se ne sono già andati. Gli propone pure di cambiare il primo Comandamento in “non morire”. Poi però ammette di non poter prevedere a chi o a cosa gli uomini saranno in grado di credere quando riusciranno a cacciare la morte dal mondo.

Anche fuori dalla rabbia iconoclasta (senza mai tuttavia privare del gusto e dello stile il proprio scrivere) contro l’irreversibilità che, secondo il Cattolicesimo, custodisce il vero significato della nostra esistenza, questo Canetti furioso è delizioso da leggere per le punture di sarcasmo che riesce a trarre dall’argomento. Due tra tutte. La prima: “Quando il celebre giornalista morì, nel suo lascito furono trovate dodici casse di editoriali per altri ottant’anni”. E poi: “Goethe ha modellato la sua vita come fosse un paesaggio. Adesso è un pezzo di terra, ma con gli uccelli che gli volano sopra”. Il catalogo è ricchissimo.

Un atteggiamento da romantico titanico quello di Canetti. Degno di un combattente. Un Nessuno-Ulisse senza la possibilità però di sconfiggere l’onnipotente ciclope Polifemo-Dio: “A poco a poco mi rendo conto che nulla è più volgare, banale, scontato e demagogico della mia battaglia contro la morte. Ho cominciato a vergognarmente, ma ciò nonostante persevero in essa, imperterrito”, scrive verso la fine del suo stesso viaggio.

Morte odi ergo sum, mai deviare dal sempiterno grido di battaglia.

 

Elias Canetti, Il libro contro la morte, Adelphi, 393 pagg, 18 euro

Corrado Ori Tanzi - https://8thofmay.wordpress.com