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Claude Izner

Scarpe scure sul quai Voltaire

Claude Izner


TEA, 2016

di Corrado Ori Tanzi
A due anni dalla fine del secolo la Francia s’incontra attorno al caso del capitano alsaziano di natali ebraici accusato di tradimento diventato celebre anche per la passione popolare che seppe far esplodere. Anche la Ville Lumière è divisa in due. La cosa poco importa a due scarpe scure che, tra i vicoli ciottolati e il lungosenna della capitale, si muovono furtive per portare a termine un disegno che non ha nulla di buono. Cade un libraio e un po’ tutti i bouquinist e i frequentatori del quai Voltaire iniziano le loro giornate con un acuto senso d’ansia. Le morti in breve tempo si moltiplicano e lo sconcerto cresce. Ad esempio: perché è stata fatta fuori una signora conosciuta più che altro per la sua mania per le confetture fatte in casa?

Anche Victor Legris e Joseph Pignot vengono coinvolti. La loro libreria Elzévir per un momento dovrà di nuovo passare in secondo piano perché risulta ancora invincibile il richiamo dell’abito dell’investigatore. Resteranno anche dei dilettanti, ma ormai hanno maturato un’esperienza tale da riuscire a muoversi tra le ombre. E non solo quelle cittadine. Questa volta c’è qualcosa di più misterioso che disegna i contorni del disegno criminale. Qualcosa di indicibile, di logicamente poco credibile se a un certo momento dalla matassa esce addirittura il nome del conte di Saint-Germain. Davvero l’alchimista più famoso di Francia è tornato sotto mentite spoglie o attraverso un messaggero? Per porre una menzogna, bisogna condirla sottilmente di verità, viene detto. Mentre nella terra dell’uguaglianza-fratellanza-libertà rimbomba la voce accusatoria di Émile Zola, Victor e Joseph dovranno cercare di nuovo di ricomporre il ménage familiare sconvolto una volta usciti indenni dal caso più inquietante della loro carriera parallela.

Sono passati dieci anni dall’arrivo nelle nostre case delle avventure dell’investigatore-libraio Victor Legris (in seguito coadiuvato da Joseph Pignot) con Il mistero di rue des Saints-Pères e i romanzi delle sorelle Liliane Korb e Laurence Lefèvre, la prima libraia sulla rive gauche e la seconda bouquiniste su quella droit di Parigi, ormai per tutti Claude Izner, non mostrano un che di stanchezza o affanno. Anzi, come se in possesso di un elisir di perenne squisita letteratura storico/noir, le due autrici ci consegnano col nuovo Scarpe scure sul quai Voltaire una storia che osa andare oltre il mistero del caso criminale centrale.

I delitti efferati e l’incanto della Parigi di fin de siècle evocata si rincorrono per tutta la storia. Le “due sorelle Izner” sono maestre ormai nell’arte del viaggio letterario del lettore tra le pagine del racconto e ugualmente libere docenti del giallo tradizionale. Si staccano teste dai corpi e nello stesso momento siamo affascinati dalla svolazzo di una gonna lunga sotto lo sferzare del vento parigino. Una magia del contrasto che non finisce di appagare la sete di stupore e il piacere di un assassinio fatto per bene della nutrita schiera di lettori che negli anni si ritrova attorno alle autrici e al loro protagonista primo, Victor.

Se all’orizzonte del tempo narrato si sta stagliando un nuovo mondo, noi continuiamo pervicacemente a restare artigliati a quello antico raccontato. In fin dei conti la Parigi dentro Scarpe scure sul quai Voltaire val bene una coltellata, no?

 

Claude Izner, Scarpe scure sul quai Voltaire, TEA, 374 pagg., 16 euro

 

Corrado Ori Tanzi

https://8thofmay.wordpress.com



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