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Interviste:
Valentina
dorme
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“Capelli
rame” è un altro cd di rock in italiano, che ci ha spinto a contattare
i suoi autori, i Valentina Dorme. Una volta arrivati alla “fonte”, ci
siamo divertiti a scandagliarne un po’ il fondo, scoprendo il lavoro compiuto
sui testi e sulla musica …
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Mescalina: … allora raccontateci un po’ come
siete arrivati
a “Capelli rame”, avete un bel po’ di demo e di storia alle
spalle, no?
Valentina Dorme: Abbiamo cominciato come Valentina dorme nel ’92
e pubblicato tre demotape e due cd-r prima di arrivare a “Capelli rame”
(tralasciamo le partecipazioni a compilation altrimenti non sarebbe più
finita…).
Mescalina: Mi sembra che il vostro cd sia
stato ben considerato dalla critica e, oltretutto, ha anche ricevuto il
premio “Fuori dal Mucchio”. Che cosa vi ha portato tutto questo? Vi sentite
ancora degli emergenti?
Valentina Dorme: La critica è stata molto generosa con noi e ci
ha permesso di ottenere un po’ di visibilità. Questo ci ha portato a suonare
molto dal vivo … Siamo pigri e sbattersi per i concerti non è mai stata
la nostra attività preferita. Poi, il termine “emergenti” ci sta un po’
stretto soprattutto per questioni d’età. “Capelli rame” è a tutti gli
effetti il nostro esordio ufficiale, ma abbiamo tutti toccato e superato
i trenta, sob!
Mescalina: … infatti … avete già dei punti
di riferimento precisi e forti: è evidente l’importanza che ha Raymond
Carver nella forma della vostra scrittura e anche parzialmente nei contenuti
dei testi.
Valentina Dorme: Carver è una passione forte da molti anni. Mi
è sempre piaciuta l’apocalisse che descrive parlando di cose piccole e
insignificanti. Una piccola cosa, ma buona, volendo citarlo. Spero che
la nostra musica sia così, per alcuni.
Mescalina: Però mi sono venuti in mente anche
Melville e Bukowski: la caccia allo squalo bianco, un senso d’imminenza
quasi ossessivo, immagini di sesso e un istinto sempre sul punto di perdere
il controllo. Ma quanto attingete dalla letteratura?
Valentina Dorme: Sei il primo che cita Melville …non so …ricordo
male Moby Dick.
Mescalina: … oh, oh, Melville aveva una balena bianca, non uno
squalo! Che gaffe!
Valentina Dorme: … Bukowsky è stato un’amore dei vent’anni. Penso
tu abbia ragione, comunque. Anche se non voglio separare i testi dalla
musica, ammetto che dedico alla loro stesura molto tempo e cerco che ciò
che scrivo sia pesante e riconoscibile. Le mie letture non possono che
entrare, anche inconsciamente, nel processo di creazione e ricerca delle
immagini più adatte a descrivere ciò che desidero descrivere.
Mescalina: Tra l’altro la vostra forma concisa,
questa essenzialità da short story (ancora Carver) si rispecchia anche
nei vostri arrangiamenti e nei vostri suoni, alquanto minimali, posso
chiamarli così?
Valentina Dorme: Preferiamo sottrarre, è vero. Non ci piacciono
i suoni pomposi e gli arrangiamenti troppo sofisticati. Dobbiamo tener
conto, tra l’altro, dei nostri limiti tecnici.
Mescalina: Parliamo allora della musica,
anche se poi è un tutt’uno … comunque, dal vostro suono emerge in maniera
forte l’attinenza con la tradizione italiana, con un certo cantautorato
più oscuro, da Tenco a De Andrè. Ma sono venute in mente anche certi “spigoli”
dei Diaframma …
Valentina Dorme: Tutti autori che amiamo, quelli che citi …Non
vogliamo sfuggire alla tradizione, è troppo forte e presente nei nostri
ascolti. La componente cantautorale mi sembra presente soprattutto a livello
di melodia e impostazione vocale, abbastanza controllata e “notturna”.
Mescalina: E se vogliamo tornare al di là
dell’oceano, i Sonic Youth e, a tratti, anche i Karate?
Valentina Dorme: In certe chitarre dissonanti e “storte” è difficile
non capire che abbiamo consumato i dischi dei Sonic Youth! Dei Karate
amo i primi tre dischi. La loro deriva fusion degli ultimi lavori mi annoia
un po’.
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Mescalina: Io trovo che siate riusciti a suonare e ad essere più “dark”
di molte bands, che si fregiano di questa presunta condizione … mi sembra
esemplare il vostro dire “La nostra eclissi / tra le eclissi / è la migliore
/ perché / non è affatto parziale”.
Valentina Dorme: “Pornography” dei Cure è il mio disco preferito.
Sono cresciuto negli anni ottanta ascoltando molta new wave e post punk.
Poi, le nostre canzoni non sono esattamente un inno alla vita (…!), raccontano
storie d’amore finite male e abbandoni (come nel 98% della tradizione rock).
Spero di raccontarle da prospettive un po’ nuove, certo, ma il mood malinconico
è una costante. Nessuna depressione, comunque! Nella vita sono molto più
solare e “risolto”.
Mescalina: Molto azzeccato l’uso del violino,
che, se adoprato in un certo modo, può essere uno degli strumenti che meglio
danno profondità a un suono rock.
Valentina Dorme: Giulia è un’amica e si è dedicata alle nostre canzoni
con generosità e molto buon gusto …ha valorizzato molto i brani in cui ha
dato il suo contributo. Nel prossimo disco penso che gli archi saranno molto
più presenti, tra l’altro.
Mescalina: Come arrivate alla musica? Per improvvisazione o è un
continuo lavorarci sopra?
Valentina Dorme: L’idea iniziale viene sempre scomposta, torturata da pause
e cambi di ritmo. Il risultato finale, in genere semplice e apparentemente
banale, è frutto di continue sottrazioni e piccoli aggiustamenti. Il ruolo
della batteria e del basso in questo processo è essenziale. Le chitarre
(io e Paolo), se lasciate sole, potrebbero farsi prendere da inopportuni
slanci pseudo-progressive.
Mescalina: È così anche per i testi?
Valentina Dorme: E’ la musica a dover essere modellata sui testi,
nel nostro caso. E’ molto difficile che modifichi frasi o anche singole
parole per adattarle alla musica.
Mescalina: E una parte importante mi sembra
che abbia giocato anche il cinema … le vostre immagini procedono in modo
molto cinematografico, e molto in bianco e nero … poi c’è anche “Claudia
Cardinale da giovane” …
Valentina Dorme: L’idea di usare il piano-sequenza è funzionale alla
descrizione oggettiva, non interpretabile di una vicenda. E’ ovvio che ognuno,
poi, interpreti come vuole ciò che viene raccontato. Ma il desiderio di
non essere “interpretato” (“frainteso”, se preferisci) è molto forte. Mi
fanno un po’ sorridere i testi complicati e colmi di metafore, il più delle
volte nascondono una povertà di idee sconcertante. In Italia (come altrove,
vivaddio) molti si sentono dei piccoli Rimbaud. “Claudia Cardinale” è un
omaggio - solo nel titolo - a una delle mie attrici preferite.
Mescalina: Agatha Christie, i corvi, la morte
…
Valentina Dorme: Ti riferisci a “Gurdare i corvi” …E’ una delle tante
dichiarazioni d’amore presenti in “Capelli rame”. Semplice constatazione:
avere vicino chi ami è preferibile a qualsiasi altra cosa (i paesaggi invernali,
la tua collezione preferita di libri, le pietre preziose …). Olà, sto diventando
un tantino melenso!!
Mescalina: “Io che ti amo più del mio cazzo
rigido” “lo sperma tra i seni”: non si certo può dire che affrontiate i
sentimenti in maniera sdolcinata, alla sanremese …seriamente: direi piuttosto
che scarnificate i sentimenti fino ad arrivare all’inconscio, all’istinto
da cui nascono e su cui si ritorcono.
Valentina Dorme: Alcuni hanno parlato di “immagini di cattivo gusto”
… Mi auguro di essere osceno e non volgare. Certo, i sentimenti hanno bisogno
di poesia, ma, il più delle volte, esprimiamo il nostro sentire con il corpo,
con il suo abbandono alle sensazioni forti e “pure” del sesso.
Mescalina: Il binomio sesso - violenza … magari
“Capelli rame” sarebbe piaciuto a uno come Freud!?
Valentina Dorme: Oddio, non lo so. Non voglio pensare al quadro clinico
che uscirebbe dall’analisi dei testi del disco! Potrei cominciare a preoccuparmi
…
Mescalina: … Freud avrebbe proprio di che sbizzarrirsi
… a maggior ragione se ti preoccupi! Scherzo … comunque, c’è sempre una
violenza che sta per essere o che c’è già stata, ma non è mai colta nell’attimo
in cui succede … questo non fa che aumentare la tensione e dare continuamente
l’idea di un istinto che non è mai liberato … oltre che di un’anima …
Valentina Dorme: Mi piace l’idea che “capelli rame” provochi tensione
in chi lo ascolta. E’ uno dei contrari di “indifferenza”, no?
Mescalina: Sembra quasi che dalla prima all’ultima
canzone si tratti sempre della stessa donna che c’è e non c’è, che si ama
ma non si raggiunge … una donna ideale, ma terribilmente concreta nella
mente del soggetto, fino a dare adito a una battaglia interiore.
Valentina Dorme: Una donna concreta, eccome. Tutte le canzoni parlano
della stessa persona, sono nate assieme a lei e, in parte, dopo la sua scomparsa.
Mescalina: A mio avviso, il più grosso pregio
di “Capelli rame” è il fatto che sia un cd che non lascia assolutamente
tranquilli, in un certo senso è radicale, non ha mediazioni … anche dopo
aver terminato l’ascolto, è difficile metterlo da parte e ritenersi soddisfatti
Valentina Dorme: Spero che questo significhi che si torna spesso
a rimetterlo nel lettore! …
Mescalina: La stessa sensazione viene evocata
anche dal vostro nome, “Valentina dorme”, quasi come se questa ragazza fosse
qualcuno che dorme in attesa di qualcosa, proprio prima di svegliarsi per
compiere qualcosa o perché qualcosa sta per succedere. Da dove viene questo
nome?
Valentina Dorme: E’ un semplice accostamento di un nome e un verbo…ci
è sempre piaciuto come suona.
Mescalina: … non posso che augurarvi di non
dormire mai tranquilli!
Valentina Dorme: Altrettanto :))))))). Un abbraccio. |
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